CHE FESTIVAL SAREBBE SENZA LA GIALAPPA'S?


Tradizionalmente, non vedo mai l’ora che arrivi il Festival di Sanremo. Beninteso, non tanto per vedere che capolavoro abbiamo progettato gli addetti ai lavori nell’incorniciare le canzoni che dovrebbero essere protagoniste più degli ospiti strapagati, delle scommesse sulle presenze femminili da affiancare al padrone di casa o delle trovate fatte per rendere più appetibile una gara canora che di per sè attirerebbe poco. Ma per gustarmi, così come accade per gli Europei e i Mondiali di Calcio, la spassosissima telecronaca della Gialappa’s Band, che trasloca negli studi di RadioRai2 per commentare il Festival. Per gli amanti delle voci fuori campo, è un appuntamento imperdibile, soprattutto perchè, oltre a leggere la manifestazione attraverso una lente ironica e dissacrante o a squinzagliare nel backstage inviati all’assalto (ricordiamo per esempio la stessa Victoria Cabello, Fabio Canino o la riconfermata Flavia Cercato, già vista tempo fa con lo stesso Canino a Cronache Marziane) per interviste ai cantanti o per sfidare le forze di sicurezza, è fervida creatrice di tormentoni. A partire da "Situation", lo storico slogan che i cantanti contattati dal trio intonavano prima delle loro canzoni (con annesso adesivo finale da esibire nella serata conclusiva), suscitando le perplessità del padrone di casa Pippo Baudo, che si vedeva spiattellato "Situation" pure da Giorgio Panariello nel suo piccolo personale show all’interno della kermesse.

Oppure, nel 2004, nel Sanremo targato Ventura & Gnocchi, imperversò il "cangureggiare", saltelli propiziatori che il trio commissionava ai cantanti prima di partire con l’esibizione, in modo da essere regolarmente catturati dalla telecamera che li inquadrava in attesa del primo suono emesso (memorabile la chiusura della canzone "Nessun Consiglio" portata da Adriano Pappalardo, che la impreziosì con un inno al canguro). La proposta ebbe un tale successo che per la serata finale si pensò all’adesivo del Canguro sulle giacche dei finalisti, tanto che nella foto di rito i vincitori non ostentavano la preziosa immagine alle telecamere, e alla fine anche la stessa Ventura, nella conferenza finale, sfoggiò il canguro.

L’edizione 2005, invece, quella del festival targato Bonolis, si consumò in maniera più blanda. Stessa dose di ironia, ma atmosfera a tratti grottesca e quasi solenne, visto che la kermesse toccava di tanto in tanto temi di solidarietà per poi essere sconvolta dai fatti di cronaca (specialmente nella serata finale) che destablizzarono l’ambiente. La Gialappa’s, in quella circostanza, non riuscì a trovare alcuno slogan di effetto, ma si limitò ad intervenire un paio di volte in diretta sul Festival coinvolgendo la straripante Alexia, che salutava il trio al termine della sua esibizione. Gli appuntamenti su Radio2 per la Gialappa’s non erano affatto regolari come orario, tanto che la serata finale era stata seguita soltanto a metà per lasciare spazio agli altri programmi e comunque, vedendo un tono sommesso, non era stata una scelta totalmente scriteriata.

Per gli appassionati, rimando al sito ufficiale della trasmissione (dove sarà anche attivato un forum per il contatto con gli ascoltatori), ricordando che saranno saltate la puntata d’esordio del lunedì (per l’impegno dei tre a Mai Dire Grande Fratello E Figli, che si svolge in diretta) e quella del mercoledì, in concomitanza con l’incontro della Nazionale. Ah, raccomando la visione del Festival con le cuffie nelle orecchie, naturalmente.

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