E TI PAREVA CHE GLI TUONAVANO CONTRO?


Tranquilli, è solo questione di ore. Bene, eccolo. Già ne sentivamo la mancanza. Dopo la stroncatura di Rome su RaiDue, fiction altamente diseducativa e violenta, come era facilmente intuibile nelle grinfie di Michele Bonatesta finisce senza tante remore Distraction, il nuovo game-trash-show di Teo Mammucari che ha esordito ieri sera su Italia 1 in prima serata. Esatto, prima serata, fascia protetta (almeno fino alle 22.30): ti pareva che non gli si scatenassero contro i paladini della moralità?

Il senatore Bonatesta, che per dovere di cronaca è componente della direzione nazionale di An e membro della commissione di Vigilanza sulla Rai, esonda in un lancio di agenzia AdnKronos: ”Dopo aver visto la prima puntata di Distraction, il programma condotto da Teo Mammucari che Italia 1 ha mandato in onda in prima serata, possiamo dire, senza tema di smentite, che il codice di autoregolamentazione tv a tutela dei minori, nonostante sia stato recepito dalla legge 112/04, e’ lettera morta, carta straccia, una presa in giro per le famiglie italiane”, e continua: "’I contenuti violentemente demenziali, volgari e diseducativi del trash show di Mammucari sono infatti incompatibili con la fascia oraria protetta. Distraction doveva andare in onda in seconda serata, dopo le ore 22,30". Alè, pare che l’odio sia stato scaricato completamente. Per carità, senator Bonatesta: per essere senatore è chiaro che qualche annetto sulle spalle ce l’ha. Ed è abituato ad una televisione diversa da quella globale di oggi. Forse dovrebbe mettersi nei panni di un bambino per poter giudicare obiettivamente un programma televisivo. Ma è chiaro che non è possibile (neppure con Bisturi, credo). E pensare che come telepromozioni spuntavano i servizi di suonerie per i cellulari, destinatario un pubblico di giovanissimi, da Top Of The Pops. Mediaset voleva davvero vestire i panni del lupo cattivo oppure dovunque c’è trash (ma siamo sicuri che sia trash) c’è ripugno (morale o istituzionale)?

Tralasciando l’aspetto burocratico-normativo che non posso analizzare per manifesta inferiorità culturale, è interessante invece spendere due parole (visto che le ha spese senza alcuna difficoltà anche il senatore) sulle definizioni date a Distraction: demenziale, volgare e diseducativo. Ok, d’accordo sullo show demenziale: la parodizzazione del quiz tradizionale era evidente, ci si voleva ridere su, è una colpa imputabile da tribunale? In quanti ridono prendendo(si) in giro? Arriviamo alla volgarità, e al tasto dolente: come si qualifica, riconosce e quantifica la volgarità? Volgarità è una fila promiscua di individui ignudi poi accatastati in una cabina in plexiglass, peraltro con bollini di pixel a cancellare i segni della loro sessualità? Mi pare nessuno abbia detto nulla sulle foto "artistiche" che ritraggono migliaia di persone senza vestiti comporre figure d’umano sdraiati sul selciato nelle piazze. Oppure pensiamo ai torturai di Abu Grahib, composizioni umane dai genitali offuscati in quanto ignorati dalla cinepresa, così come i volti, scomparsi e resi minuscoli punti di biro di fronte al corpo nudo e crudo che reggeva la sadica architettura di carne. Possono essere esempi forse eccessivi, ma il telegiornale li riporta tutti. Nulla è stato tacciato di volgarità. Al massimo, sgomento e angoscia per il secondo caso. E’ volgare tirarsi una manciata di uova in testa? Desperate Housewives, prima stagione: Lynette Scavo lancia un bell’uovo fresco contro la sua vicina nemica, la signora McClustry: ci si fa una bella risata. Solo che in questo caso si tratta di un telefilm (per famiglie?), mentre qua parliamo di una trasmissione tv. Ma c’è davvero differenza?

E’ volgare prendere a randellate una macchina nuova? E’ volgare tuffarsi nella spazzatura? E’ volgare dire volgarità? E’ necessario contestualizzare ogni elemento che si voglia tacciare di volgarità, altrimenti la vita stessa è volgarità e tutte le piccole vendette fatte quotidianamente ad oggetti o persone, agli sceneggiati da teatrino rionale, persino le marachelle e i giochi dei bambini diventano volgari, ma essendo giochi tra bambini sono amorevolmente comprensibili. Così si giunge al terzo pilastro dell’accusa di Bonatesta: il diseducativo. C’è davvero il rischio di una "folle" trasmissione di un modello di comportamento folle ai nostri figlioletti? Per il momento (per quello che si è visto nella prima puntata) di diseducativo c’è molto altro, e di peggio. Una furibonda litigata in famiglia è diseducativa. Riflettiamoci su, e non spariamo le solite 3 paroline magiche con le quali ormai siamo soliti condire tutta la tv, alla ricerca di un modello ideale di televisione che non esiste e mai esisterà (che poi, che cosa si intende per ideale?).

La seconda serata sarebbe stata adatta se ci fossero stati contenuti molto forti. Hanno collocato dopo le 22.30 il telefilm-cult Nip/Tuck: operazioni a cuore aperto, sangue spesso in primo piano: in questo caso la scelta è giusta. Ma ordinare la restrizione cautelativa per una manciata di uova in faccia pare assurdo. E forse il pubblico se n’è accorto che non c’era nulla di così catastrofico da dover bendare gli occhi dei più piccini. Piuttosto, più che per le prove ridicole in fin dei conti, si potrebbe criticare il cosa non si fa per stare dieci minuti davanti ad un video, ma allora dovremmo spiegare tutta la televisione, dai reality-show ai concorrenti di un qualsiasi quiz "serio": che ci faranno mai lì quelle persone? Si entra così in una degenerazione della spiegazione, in un turbinio di concetti e assiomi che complicano troppo la vita. E’ molto più facile prendere le cose come vengono: è un gioco televisivo, tutto qua. E voi, cari genitori, spiegate ai vostri figli di che si tratta. Vedrete che, prima di vedere qualcuno che lo faccia in un video, essi lo avranno già fatto prima di averlo visto fare da qualcun’altro.

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2 responses to “E TI PAREVA CHE GLI TUONAVANO CONTRO?”

  1. Mattxx says :

    Complimenti per la rinnovata grafica. Bella.

    Ciao.

  2. sbirciolo says :

    Ti ringrazio per i complimenti. In effetti adesso il blog è molto più personale e rispecchia il contenuto.
    Torna pure quando vuoi.
    Un saluto

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