MA LA CARRA' AVEVA DAVVERO BISOGNO DI UN PRETESTO DEL GENERE?


Io sono fiducioso. Non si scadrà nella banalità. Il nome di chi conduce è di tutto rispetto, Raffaella Carrà, già tentata dalle esche adulatrici del reality (sia chiaro, in veste di conduttrice). Lo show, Amore (e già dal titolo si intuisce la solfa) è al sabato sera (si parte stasera alle 21.00, Pupo permettendo), serata dedicata ai grandi show (già stata di Panariello e prima di lui Fiorello). Si ritorna al varietà, ospiti, comici, balletti, sulle note di un orchestra di ben 32 elementi, e in calce la firma di Bibi Ballandi, uno che sa che cosa voglia dire mettere in piedi uno scintillante one-man show. Tutto secondo lo stile Carràmba, sembrerebbe. E invece no. Fin dal promo firmato dal fotografo Oliviero Toscani e accompagnato da un motivetto già candidato a schianta-udito, ecco la Raffa tenere in braccio tenerissi bambinetti. Sfondo nero, sorrisi lucenti in mezzo ad un volto chiarificato dai fari, immagini simbolo di chi dona allegria e un sostegno. Ecco, che diavolo avranno a che fare bambini così piccoli con uno show definito già il Milleluci della solidarietà? Esatto, il tema delle adozioni a distanza. Ospiti famosi e gente comune uniti da un’unico impegno: aiutare i bambini dei paesi più poveri: come si legge dal comunicato stampa del programma, "un impegno che non significa soltanto dar loro da mangiare, ma istruirli, curarli, farli diventare cittadini consapevoli e fiduciosi nel proprio futuro, non merce umana per i barconi clandestini". Un obiettivo tutt’altro che irrisorio, carico di umanità senza dubbio. In stile Telethon, un centralino raccoglie le promesse di sostegno a distanza, o meglio, una promessa già preconfezionata in tagli da 25 euro al mese. Il Segratariato Sociale Rai ha già vagliato le onlus che collaboreranno alla dimensione umanitaria della trasmissione, quindi tutto in regola.

Ma era proprio necessario mercificare uno dei temi più delicati e controversi, corrompendolo in un sandwich tra balletti, comici e momenti di varietà? Alla Carrà e al suo team serviva davvero un pretesto, magari che non svuotasse le casse Rai (la riesumazione di Milleluci fu proprio scartata, dopo un lungo tira e molla a mo’ di mobbing, denunciato neanche troppo velatamente dalla Carra mesi fa) per ritornare in grande stile in tv? Se proprio si voleva far riflettere e dare luce al mondo delle adozioni, non si poteva farlo in qualche altra maniera, magari senza affiancarlo alla comicità o alla musica? Per carità, l’intento è dei più nobili, la Carrà (a sua volta benefattrice di 7 bambini a distanza) ha già fatto sapere che non ci sarà alla spettacolarizzazione del dolore, ma la premessa – quelle delle adozioni di bambini del Terzo Mondo – forse merita miglior trattamento. Una volta fatta la foto di rito che ritrae in posa eroica il vip di turno impegnarsi per ridare la vita ad un bambino che sembra averla persa dalla nascita in una terra che lo riprenderebbe volentieri a sè, che ne sarà di lui? Implicitamente, dunque, si genera anche la spettacolarizzazione della volontà di aiutare. Tutti a parole sono in grado di farlo, lo stesso Povia, in un’intervista a Il Senso Della Vita di Bonolis raccontava che tra i cantanti di Sanremo 2005 che avevano aderito alla campagna del Darfur, in pochi si erano fatti vivi fino alla fine, manifestando senza tante velleità distacco e freddezza, lui che aveva devoluto il ricavo della vendita di I Bambini Fanno Oh a questo progetto. Forse non era molto saggio dirlo così in un programma tv, ma il tema della beneficienza crea sempre volontà entusiastica di adesione da una parte, e un sottile scetticismo dall’altra. Noi contiamo sull’umanità della Carrà, speriamo di non dover ridere e poi subito commuoverci un secondo dopo. Sarebbe forse troppo.

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One response to “MA LA CARRA' AVEVA DAVVERO BISOGNO DI UN PRETESTO DEL GENERE?”

  1. sbirciolo says :

    RIEMERGE RAFFAELLA CARRA’ DALL’OBLIO TV. E NE HA ANCORA PER DEL NOCE[..] E’ passato (colpevolmente?) quasi inosservato l’ennesimo sfogo di Raffaella Carrà. Dire ennesimo è forse eccessivo, visto che la conduttrice più popolare del Belpaese non è propriamente il tipo che passa il tempo a starnazza [..]

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