"THE PASSION" PUO' NUOCERE AI BAMBINI?


Il 16 aprile 2006, domenica di Pasqua, su RaiUno andrà in onda The Passion, il film prodotto e diretto da Mel Gibson che ripercorre le ultimi dodici ore di vita di Gesù Cristo. Uscito nel 2004, il film ebbe un forte riscontro di pubblico, nonostante le critiche per l’efferatezza di alcune scene e la crudeltà filmica con la quale venivano ritratti i momenti più delicati e toccanti della sofferenza del figlio di Dio. Leggo dall’ANSA che su RaiUno verrà trasmessa la versione cinematografica, in aramaico e latino, con sottotitoli in italiano. E soprattutto verrà piazzata nella tanto bistrattata fascia protetta, dalle 20.30 alle 22.30 (anche se in realtà sembri sia destinato a sforare alla grande, considerata la lunghezza delle pellicola), a rischio bambini.

Eggià, i piccolini potrebbero vedere per la prima volta come sia andata, carnalmente, a finire quella storia che leggono in formato disegno sui libri di catechismo o in formato testo sul Vangelo, oppure ascoltanto parroci o preti. Certo, nessun frate si mette a raccontare nei minimi dettagli, specialmente quelli più sanguinolenti, la sofferenza di Gesù, dipinto sempre come eroe, mentre nel film prevarrà l’aspetto umano, viscerale, carnifico. Ergo, il bambino potrebbe risentirne, dopo aver dato un’occhiata alle crude immagini, semplicemente perchè ritraggono spietatamente la realtà della devastazione artificiale verso un uomo simbolo della cristianità, un colpo doppio se lo associamo alla crudeltà secca delle immagini, in stile thriller, che testimoniano di per loro il peccato artificiale. E lecito, in questo caso, aspettarsi l’intervento del Moige o dei tanti che spesso ne fanno le veci. Non si tratta, qui, di un mero uovo spappolato in faccia tra gli applausi festosi del pubblico in un clima da sagra paesana come quello di Distraction di Teo Mammucari, che magari fa pure divertire. In questo caso si tocca la stessa formazione di un minore, accoppiata appunto con la visione di scene cruente, lecite perchè rispecchiano la storia, ma allo stesso modo pesanti da sopportare da un bambino. 

Si va allora con la censura con la cesoia? Film da spostare in seconda serata? Visione consigliata con papà e mamma di fianco? Difficile, in questo caso, scegliere la soluzione migliore, che renda felici tutti gli spettatori, dai piccini agli adulti. Da scartare forse è la censura, la prima serata è inevitabile, rimane il contatto umano con i genitori. Ma sono profondamente scettico sulle potenzialità esplicative del duo familliare, di fronte a sangue e urla, perchè questa volta non va in onda il reality in stile Talpa, dallo slogna pronto "Tanto è tutto falso", non sono ammesse leggerezze. Certo, in quel caso si tratta di una messinscena, ketchup spalmato e chiodi di marzapane, ma nell’immaginario collettivo quelle torture sono state effettuate davvero. Magari su Roma si può preferire un taglio filmico invece di un altro. Qua no. Ma se il cinema permetteva di scremare i partecipanti alla visione, con la televisione è più difficile vietare di vedere, anche se, anche in questo caso, è sufficiente l’uso sapiente del telecomando. Basterà allora la farfalla rossa per sconsigliare la visione ai bambini per evitare il baratro delle critiche? 

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