IN UNA SERATA DEVASTATA DALL'ANGOSCIA, PREVALE LA SPENSIERATEZZA


Di fronte ad una serata, quella del sabato sera, dominata dal feroce epilogo del sequestro del piccolo Tommaso Onofri, pare un ulteriore e cinico delitto gravare sui dati Auditel del prime time. Dati che forse debbano essere presi con le molle, ma unici strumenti indicativi – lo ripetiamo – del successo o della validità delle trasmissioni televisive. In onda due varietà totalmente differenti. Da una parte, su RaiUno, la seconda puntata di Amore, il programma di Raffaella Carrà; dall’altra, su Canale 5 l’ultima puntata de La Corrida guidata da Gerry Scotti. Due show rigorosamente in diretta, e per questo toccati dal dolore distribuito dai lanci d’agenzia, dai collegamenti frenetici e dalle dichiarazioni sfuggevoli, proposti dai telegiornali della sera.

Il varietà della Carrà, incentrato sulle adozioni a distanza e fortificato dalla componente primaria, i bambini, non ne poteva uscire immune dalla notizia della morte del piccolo Tommy, un bambino proprio come quelli sostenuti amorevolmente dalla conduttrice e dalla folta schiera di ospiti. Momenti di commozione, Laura Pausini e Antonello Venditti, visibilmente provati, con il canto provano a riscattare l’efferata perdita di una piccola vita. In mezzo a loro, l’edizione straordinaria del TG1 dedicato agli ultimi sviluppi della vicenda. Si rientra in studio, la tensione si avverte, nonostante la tenerezza con cui si cerca di andare avanti, vince l’imbarazzo. Proseguire è troppo dura, e il programma chiude alle 23.38, sull’onda delle prime lacrime della Carrà.

Su Canale 5 invece La Corrida va al trotto come se niente fosse, salvo il commiato finale di Gerry Scotti, trainato dalla frase The show must go on: alcuni accenni alla tragedia, solite frasi di circostanza, che stonano impeccabilmente, più dei concorrenti allo sbaraglio sulle note del maestro Pregadio, con l’ilare cofidenzialità dell’impianto della trasmissione. Stridenti differenze, opposti trattamenti delle due reti di fronte al potere ributtante della cronaca nera.

Di fronte a tutto questo, la lettura dei dati Auditel si colloca in una posizione di assoluta inconsistenza. I numeri dicono che di nuovo La Corrida vince la serata con 6.269.000 telespettatori, share del 29,47%, 3 punti in più rispetto a sette giorni fa. La Carrà, col tenero Amore, tocca quota 5.240.000 telespettatori, share del 22.08%, due punti in meno rispetto all’esordio della settimana scorsa ma con maggior ascolto assoluto (la trasmissione è finita anzitempo). Questi i numeri crudi, come al solito perfidamente spiattellati in una mera ottica commerciale. Ad ogni modo, magari, possono spingerci a fare una riflessione, per quanto banale e inconsistente possa essere. Al di là della netta supremazia de La Corrida (sarà perchè si trattava dell’ultima puntata?), è interessante vedere come il pubblico si sia orientato verso un mero prodotto di intrattenimento, futile ma divertente, che in una serata come quella di ieri, oppressa dalla pesantezza degli eventi di cronaca, rappresentava una valida alternativa alla scarica informazionale dei tg e, come detto, permetteva di scrollarsi di dosso, almeno per un paio d’ore, sensi di angoscia e paura. Per carità, non che Amore abbia profuso angoscia o tensione in senso spicciolo, ma idealmente era impossibile non collegare le vicende dei piccoli bambini da adottare con quella del piccolo Tommy, e pure la Carrà facitava a nascondere l’ansia.

Lo si dice spesso, in questi casi, quando accade un evento improvviso: lo spettatore si dedica all’informazione in tempo reale, oppure, in mancanza di questa, si affida a qualcosa che sia esattamente l’opposto, piuttosto che qualcosa che – seppur indirettamente e incolpevolmente – lo ricorda. Ciononostante, la Raffaella Nazionale si è salvata alla seconda: meno show e più toni bassi hanno reso la trasmissione molto più godibile, in un’ottica di solidarietà che aveva poco da spartire con i lustrini del varietà tradizionale, esibiti forse maldestramente alla prima puntata. Così la Raffa può dire di aver vinto la sua sfida personale.

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One response to “IN UNA SERATA DEVASTATA DALL'ANGOSCIA, PREVALE LA SPENSIERATEZZA”

  1. sbirciolo says :

    RIEMERGE RAFFAELLA CARRA’ DALL’OBLIO TV. E NE HA ANCORA PER DEL NOCE[..] E’ passato (colpevolmente?) quasi inosservato l’ennesimo sfogo di Raffaella Carrà. Dire ennesimo è forse eccessivo, visto che la conduttrice più popolare del Belpaese non è propriamente il tipo che passa il tempo a starnazza [..]

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