VINCO IO, NO VINCO IO. CI RISIAMO


Le polemiche sull’Auditel non tendono ad assopirsi. Dopo la fallita rivoluzione Auditel relavita alla fascia di ascolto 15-64 anni di età, è tempo ora dei bilanci dopo i primi tre mesi del 2006. Non che sia una scadenza improrogabile e necessaria, quella di monitorare sotto forma di comunicato stampa i risultati raggiunti da un’azienda, ma quando ciò avviene la diatriba tra Rai e Mediaset è inevitabilmente servita. Ed è il secondo atto: la Rai, nel periodo 1° gennaio-1° aprile 2006, si proclama leader negli ascolti, spazza la concorrenza di Mediaset nell’intera giornata e in prime time, con l’ammiraglia RaiUno che sorpassa la rivale Canale 5. E’ un Meocci esaltato, quello che, da direttore generale, snocciola i prodigi numerici dell’azienda di viale Mazzini nella riunione del Consiglio di Amministrazione. Non vi annoio con la dichiarazione resa cifre della vittoria Rai, che trovate direttamente qua. Interessante, nonchè attesa, è la consueta replica di Mediaset che, dal canto suo, prende il bianchino e corregge i dati del trionfo Rai, sottolineando che, nei primi tre mesi del 2006, su 91 prime serate Canale 5 è stata leader 53 volte contro le 38 di RaiUno (ma l’aritmetica della media globale dov’è? Un punto per uno, prossima palla grazie). E via con i programmi non citati da Meocci, quelli che il dg Rai invece aveva portato a testimonianza del rinnovato spirito vittorioso della sua azienda, da Affari Tuoi di Clerici vestito a L’Eredità di Amadeus, continuamente impegnato ad inferire sul Milionario smorto di Gerry Scotti – e qui, la vittoria Rai non è messa in discussione, e Rai tra l’altro migliore rispetto al 2005.

Tanto per rimanere in par condicio, pure Mediaset, pur ritenendo "libera la Rai di fare conteggi chirurgici e di comunicare i dati dei tre mesi e aggiungendo quelli dell’ultima settimana riportati solo parzialmente, citando solo alcune fasce e alcuni programmi", allora ribatte la palla oltre la rete con un bel servizio delle sfide vinte in quest’ultimo periodo, a partire da Distraction di Teo, vittorioso su Music Farm della Ventura, passando per La Corrida del sabato sera, fino all’arrembante seppur zoppicante Zelig, che ha comunque cancellato il varietà I Raccomandati della concorrenza, senza dimenticare il successo di Striscia La Notizia, che ha collezionato una media tonda del 30% di share, 3 punti in più rispetto alla gestione Pupo-Clerici di Affari Tuoi. Insomma, altro pareggio, palla sulla riga, l’arbitro non vede, si ribatte di nuovo. Sorvolando sulla solita marchetta pro-pubblicitari, coccolati dal benessere del pubblico 15-64 anni, attraverso il quale Canale 5 sotterra RaiUno di quasi cinque punti di share, è curiosa questa dichiarazione, presa pari pari dal comunicato stampa Mediaset: "I dati d’ascolto non sono una guerra e noi vogliamo uscire da questa stupida ed inutile polemica". Indenni, si presume. E allora, alla faccia del conflitto, via a sparare cifre, a rivendicarsi prese di potere, ad osannare distacchi da record. E lo scenario al quale purtroppo si è arrivati attraverso la completa consapevolezza dell’esasperazione dell’Auditel, del servizio che essa offre e che diviene continuamente pretesto di rivendicazione di meriti. Se non altro, è la conferma che pure nella matematica tutto è relativo: vince chi la racconta meglio.

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