"TV E SOCIETA', CHE DELIRIO". PAROLA DI LUCIO DALLA


Lavorare per la comunicazione. E’ il titolo del seminario che il dottor Lucio Dalla ha tenuto presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino lunedì 3 e venerdì 7 aprile, dove, ricollegandosi ai saggi di Simmel e Benjamin, dedicati alla modernità e al rapporto con la metropoli, e fiancheggiato da Lella Mazzoli, direttrice dell’Istituto di Comunicazione E Spettacolo – nonchè mia docente -, il famoso cantante ha intrecciato una serie di percorsi che hanno spaziato dalla musica alla pubblicità, finendo inevitabilmente anche a toccare il variopinto mondo della televisione

Una prima riflessione, a caldo, Dalla la fa direttamente su Amore, il nuovo show del sabato sera di Raffaella Carrà dedicato al tema delle adozioni a distanza, del quale pure Tele&Visioni ha più volte parlato. Ammette di non aver avuto ancora occasione di seguire la trasmissione («Te lo dico come me l’hanno raccontata perchè io non l’ho ancora vista»), ma da quanto ha capito, ha le idee molto chiare. «Per carità, la Carrà è una grande amica, ci sentiamo spesso –  attacca subito Lucio -. Solo che il suo programma manda un messaggio volutamente ambiguo. In Amore ci sono due anime, una legata alle adozioni, l’altra legata all’ascolto». E spiega pacatamente i motivi del dissenso: «Avevano contattato pure a me, io allo staff avevo proposto un certo tipo di intervento in trasmissione, ma non mi hanno voluto stare a sentire, perchè erano convinti avrei fatto calare l’audience. Al massimo potevo stare lì, sul bancone, a raccogliere le telefonate insieme ad altri vip, e fare poi un medley con i miei successi. Ho risposto: "Ma non ci penso nemmeno". Cantare ancora "Attenti al lupo" mi sembrava ridicolo. E poi, ti pare che resto 2 ore ad aspettare ed ascoltare le telefonate di quei cretini che devono aspettare la presenza di un Dalla o di un Baglioni per poter adottare un bambino? Tutto questo è semplicemente delirante, ma in fondo tutta la società lo è»

Inevitabile lo scontro generazionale con il Grande Fratello, che da settembre del 2000 ha rivoluzionato il modo di fare televisione, di viverla e di fare e vedere la società. E neppure su questo terreno Lucio Dalla vede positivo, anzi: «Il Grande Fratello è una forma di sadismo per chi vede ed una forma di masochismo per chi si fa vedere. I partecipanti a questo programma sono vittime di una patologia. Ma d’altronde la società stessa è pervasa da patologie, portando l’enfatizzazione dell’essere all’essere visto: il semplice fatto di essere visto permette al concorrente di dichiarare la propria esistenza». E’ una riflessione che tocca volentieri quindi anche l’impianto sociologico: «Il Grande Fratello ha il vizio, come crimine, di fornire elementi emblematici di comportamento, fa vedere come siamo e come siete, e come sia possibile riprodurre virtualmente la società. Il rischio maggiore è che i telespettatori che seguono il Grande Fratello prendano a modello questa società virtualizzata. Le problematiche degli individui dentro la Casa  – aggiunge sarcastico e sconsolato – sono risibili, esprimono una società schizzata, dove l’emblema diventa il modello, seguito da chi segue questo reality». Dai concorrenti reali a quelli potenziali, il passo è breve ed obbligato, e non indolore: «Chi partecipa ai casting sia dei Grandi Fratelli, che delle Music Farm che delle Isole, fa parte di quella folla post-marziana: la loro formazione culturale non li portava certo ad immaginare un tale sconquasso». C’è tempo anche per una stoccata ai cosiddetti talent-show. «Già, prendiamo Amici. Figurati, un diciottenne si immagina che quella rappresentazione della società che vede in televisione sia vera, ma non è vera, è soltanto un modello». Ma poi i protagonisti diventano subito famosi e riconoscibili. E’ un problema. «Sì, improvvisamente e inconsciamente diventano miti e girano le discoteche pagati per far serate, e dopo un anno è finito tutto, diventano pezze usate e da buttare, e portati al silenzio».

Non si può certo tralasciare, in questa breve carrellata, lo scontro politico-elettorale. Inutile estorcergli previsioni e risultati, ma a livello comunicativo qualcosa si può dire. «I politici? Bah – commenta Dalla – oggi usano regole e attitiduini che non sono più compatibili con la società moderna. Non riescono più a farsi sentire perchè semplicemente usano strumenti arcaici». L’ultimo attacco è rivolto al Live Aid, la manifestazione che aveva raccolto intorno a sè le migliori star musicali, unite nella solidarietà fatta musica dal vivo. Ma anche qui Dalla si dimostra scettico: «Invito a diffidare da questi spettacoli. I musicisti sono soltanto interessati alla scaletta della loro esibizione, perchè puntano soltanto ad ottenere una forte visibilità televisiva, chissenefrega della fame del Terzo Mondo». Per la serie: per la tv sono disposto a tutto. Una filosofia non certo nuova (vero, Mammucari?).

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6 responses to “"TV E SOCIETA', CHE DELIRIO". PAROLA DI LUCIO DALLA”

  1. anonimo says :

    Molto interessante. 🙂 Lucas

  2. anonimo says :

    A parte tutto, Thomas, ci tenevo a dirti che con Matteo di Teledicoio ho chiarito personalmente via mail. Spero di non aver dato un’idea distorta delle mie intenzioni e di non averti in qualche modo deluso o impressionato in negativo perchè ci tengo alla tua fiducia e al nostro sodalizio di intenti! Leggo tutti i tuoi pezzi con molto interesse e credo che il tuo percorso di studi sia invidiabile! Non è una sviolinata, sappilo. Lucas

  3. anonimo says :

    Ma con Matt di Radiotelevision non hai chiarito…! Chissà perchè! Lucas non ho ancora capito chi sei veramente ma mostri diverse facce, a mio parere.

    Ivan

  4. sbirciolo says :

    Tranquillo, ho seguito la diatriba dall’esterno, evitando di parteciparvi apposta. Mi fa piacere che tu abbia chiarito, non c’è assolutamente alcun problema. Grazie per il tuo costante interessamento, sappi che è reciproco 😉

  5. sbirciolo says :

    Ivan, credo che sia una faccenda personale, per quanto ne abbia capito, tra loro due. Non mi voglio mettere in mezzo, nè credo che questa sia comunque la sede adatta per spiegarsi, visto che la faccenda è appunto personale. Rinnovo comunque indistintamente la mia stima verso entrambi e verso coloro che più o meno frequentemente visitano questo blog.

    THoMaS

  6. sbirciolo says :

    RIEMERGE RAFFAELLA CARRA’ DALL’OBLIO TV. E NE HA ANCORA PER DEL NOCE[..] E’ passato (colpevolmente?) quasi inosservato l’ennesimo sfogo di Raffaella Carrà. Dire ennesimo è forse eccessivo, visto che la conduttrice più popolare del Belpaese non è propriamente il tipo che passa il tempo a starnazza [..]

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