LA MUSICA SPETTACOLO INCESPICA SUL TRASH DICHIARATO


Sarà trash quanto vi pare, sarà inutilità all’ennesima potenza, sarà immondizia catodica. Ma Distraction del perfido – e a tratti pure tenero – Teo Mammucari continua a macinare ascolti eccellenti, se paragonati sia con la media di prime time di Italia 1 sia con ciò che propone la concorrenza – e non si tratta di semplici filmetti western. Anche ieri, il trash-quiz-show sulla seconda rete Mediaset è riuscito a catalizzare l’attenzione di 3.655.000 telespettatori, per uno share del 13.26% (due punti e più di share sopra l’andamento serale della rete di Tiraboschi), per una media, dopo le prime quattro puntate, di 3.765.500 telespettatori e il 13.26% di share. Una puntata, quella di ieri, da media, quindi. Sorvolo sul discorso etico affrontabile in altre sedi – e sicuramente in disparte dall’attenzione sull’ascolto Auditel – concentrandomi sulla potenza, a livello di ascolto, di un programma che, nonostante le polemiche e la repentina chiusura, annunciata evidentemente con sarcasmo da Mammucari in avvio della prima puntata, realizza più ascolto sia dei teleilm americani che delle stesse Iene, che ora si trovano a soffrire, sottomesse dalla prepotenza di Lost, autore lunedì di uno strepitoso 20% di share seppur mescolato nella bagarre mediatica delle elezioni politiche.

La concorrenza, su RaiDue, non è certo paragonabile ad un filmetto western, appunto. E Simona Ventura lo sa bene. Ma il suo Music Farm, giunto alla quarta puntata (ha esordito, come Distraction, il 21 marzo), non riesce proprio ad ingranare la marcia giusta, o perlomeno quella desiderata dal direttore Marano. Ieri sera il music-reality – checchè ne dica la Ventura, è sempre un reality, con la musica fuori e anche un po’ dentro – è sceso a 2.311.000 telespettatori, per uno share del 10.76%, dopo essere partito quattro settimane fa con 2.952.000 e uno share del 13.98% di share. Più di tre punti persi per strada, e soprattutto numeri terrificanti in prime time, dove si passa dal 13% lasciato in eredità dal TG2 – rinfrancato dall’addio di Bonolis schiacciasassi col suo ex Affari Tuoi – al 9% e qualcosa di più prodotto dalla Ventura. Sotto la media di rete, chiaramente, che almeno si aspetterebbe un 10 e qualcosina di più. La Ventura, che comunque mantiene il suo fascino indiscriminato nella conduzione sempre frizzante e spiccata, non vuol sentir parlare di crisi, confida in un’accelerazione a posteriori dela sua creatura, ma per ora è dura spingere il macinino in salita. Per carità, il prodotto – nella sua globalità – non è malvagio, la sfida tra cantanti è godibile – d’altronde deve essere così. Hanno pure tolto le nomination, si punta tutto sulle performances, ma poi ti spunta un Di Cataldo che rovina in silenzio sul buffet scaricando l’ira funesta, ti spuntano i commenti del Califfo Califano – già vincitore morale, indipendentemente dalle tonalità esaltate al pubblico -, ti spunta la sconfitta di Silvia Mezzanotte contro Massimo Di Cataldo. Avrei preferito vincitrice la prima, e sicuramente avrei preferito tanto altro meno. Simona, se davvero non è un reality, perchè indugiare sulla farm, sulle manie degli artisti, infierendo sui momenti di svago, di gusto e di vita dei personaggi, spiati maldestramente dalle telecamere? Beh, è difficile, altrimenti, riempire la striscia quotidiana. Ecco, non sarà un reality, le risse in diretta latitano, le escandescenze si ritrovano al lumicino. Il problema magari è farlo capire al pubblico. Emigrato in massa verso il trash sdoganato su Italia 1, piuttosto verso quello velato da gara canora che nasconde infingardamente il germe dell’autolesionismo.

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2 responses to “LA MUSICA SPETTACOLO INCESPICA SUL TRASH DICHIARATO”

  1. Pegghina says :

    sarà anche trash ma quando arrivi la sera così stanco da non voler pensare a nulla, penso che sia il programma perfetto… 😉

  2. sbirciolo says :

    Distraction è un programma che poteva essere realizzato molto meglio, ciononostante offre un determinato tipo di spettacolo – appena ne avrò tempo proverò ad analizzarlo – che il pubblico immediatamente coglie e di fronte al quale decide se accettarne la visione o meno. Con un reality come Music farm, la scelta è più difficile: una bella sfida di canto può essere subordinata da una lite o dai contrasti o da quella puntina di trash che sa molto di reality e meno di gara musicale. Le critiche su Mammucari le considero eccessive, il tuo punto di vista rafforza la mia visione.

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