IL MIO NOME E' FLOP // L'UOMO DEI SOGNI (D'ORO)


Inauguriamo questa sera la rubrica Il Mio Nome E’ Flop. In questo spazio analizzeremo i programmi televisivi che hanno ottenuto risultati scadenti, per non dire pessimi o mediocri, nel panorama televisivo passato. Finiranno schedate le trasmissioni chiuse anzitempo, che non hanno superato l’obiettivo minimo Auditel, e che non hanno coinvolto il pubblico quanto speravano, cercando di analizzare le cause del insuccesso e, nei casi possibili, capire che cosa sia rimasta di quella trasmissione.

Iniziamo con The Bachelor – L’Uomo Dei Sogni, reality-dream (definizione Mediaset) che, nel tentativo di ufficializzare, attraverso il format originale americano, il salotto amoroso-casereccio di Maria De Filippi nel suo Uomini & Donne, fallisce miseramente dopo 4 puntate, ottenendo riscontri mediocri dal pubblico, che preferisce alla padrona di casa Cristina Parodi, i pre-matrimoni catodici di Antonella Clerici ad Adesso Sposami prima, e Massimo Giletti in costume con il rodatissimo Beato Tra Le Donne poi.

CHE COSA ABBIAMO VISTO  //  Eppure il programma era stato presentato in pompa magna, servizio imponente su Tv Sorrisi & Canzoni, che schedava nel numero 26/2003 tutte le 20 candidate a diventare la partner dell’Uomo dei Sogni, il 27enne Francesco Peccarisi. Sei le puntate previste più la tradizionale Il Meglio Di…, ridottesi maldestramente a 4: alla guida Cristina Parodi, all’esordio nel genere reality, che si propone come specchio della formula amorosa di Uomini & Donne, condotto da Maria De Filippi. Qui l’atmosfera è solenne, ci sono riti da rispettare, tempi ed esigenze di cui tener conto continuamente. Si tratta pur sempre di una fiaba, con il principe azzurro che si circonda delle dame da compagnia, cercando, in una gara ad eliminazione, quella che più gli si addice. E alla fine sceglie la coetanea Sabrina Poddine, genovese, assistente di volo, che in memoria della consacrazione catodica riceve dalle mani del gentiluomo un lussuoso diamante incorniciato di brillanti, del valore di 16 mila euro, oltre naturalmente l’ultima delle tante Rose Baccarà che l’Uomo Dei Sogni aveva distribuito alle ragazze predilette nelle Cerimonie delle Rose. Sabrina è scelta alla fine, in tutta fretta, forse con le idee di Francesco non proprio chiare, e con una prospettiva futura non concretamente delineata. E infatti la coppia sparisce quasi immediatamente dal panorama televisivo, ignorata dai media e non più preda dell’inseguimento delle telecamere da gossip – naturalmente, se doveste avere delle notizie o aggiornamenti sulla situazione dei due, non tardate a farvi sentire. Magari non era molto congeniale a questo esperimento il periodo di realizzazione del reality, l’estate. Il programma è infatti partito il 27 giugno 2003, per concludersi mestamente il 17 luglio: sarà che le massaie d’estate se ne stanno volentieri fuori casa, nessuno ha avuito voglia di accollarsi nei mesi estivi il futuro dell’ennesima coppia sfornata da tubo catodico. Non sarà magari determinante ai fini della conferma delle frasi precedenti, ma il sito ufficiale della trasmissione, www.uomodeisogni.it, è fuori uso.

IL BOLLETTINO AUDITEL  //  Gli ascolti non hanno certo premiato un proseguimento positivo della trasmissione. Nonostante l’affabilità di Cristina Parodi, che si dichiarava entusiasta dell’idea a MediasetOnLine, le prime due sfide sono state vinte dall’altra primadonna, la biondissima Antonella Clerici, che concludeva trionfalmente l’altro esperimento d’amore davanti alle telecamere, Adesso Sposami. Subito all’esordio, The Bachelor, con 3.078.000 telespettatori e il 16,88% di share, è lontassimo dall’obiettivo di rete (che si aggira sul 23-24% di share), e la seconda puntata fa pure peggio di un punto percentuale, finendo per prendere una sonora mazzata di oltre 11 punti di share (Adesso Sposami, 4.902.000, 26,18%). E’ un bello smacco per i dirigenti Mediaset, che avevano presentato il prodotto come evento e che invece si ritrovano pure a dover essere bastonati da un Massimo Giletti qualsiasi, al timone dello stra-collaudato Beato Tra Le Donne, che all’esordio dell’ennesima stagione distacca la terza puntata di The Bachelor di quasi 6 punti di share e un milione di telespettatori (Bachelor 2.891.000, 16,60%; Beato Tra Le Donne 3.887.000, 22,44%). Soltanto la repentina serata finale ha permesso a The Bachelor di battere la concorrenza di quasi un misero punto di share (21,36% contro il 20,58% di Beato Tra Le Donne), ma con l’inevitabile ondata di interesse che qualsiasi puntata finale di un programma porta con sè.

FORMAT E DINTORNI  //  E dire che in America sulla rete ABC, nella quale The Bachelor – produzione originale Warner-Telepicture – va in onda dalla primavera 2002, la trasmissione divenne quasi immediatamente la più seguita, creando inconsapevolmente un nuovo filone del reality, quello che letteralmente sposa le questioni di cuore, naturalmente spettacolo e telecamere permettendo. Un filone nuovo di reality che costringe, sopratutto gli avversari televisivi, a studiarsi forme di spettacolo analoghe. Così, per contrastare i due anni di successo di ABC, che ha raddoppiato gli ascolti con The Bachelor, sono nati Mr Right e Joe Milionaire. Che comunque non hanno raggiunto i 26 milioni di telespettatori, i quali non sono mancati neppure per la variante femminile, Mrs Bachelorette, in cui sul trono sedeva la donna dei sogni. Sull’onda del fenomeno mediatico americano, anche l’Europa ha deciso di importare il format dei cuori: BBC3 in Gran Bretagna ha dato il via alle danze nell’aprile 2003; in Francia ci ha pensato il canale M6 dal 7 maggio 2003. In Italia, invece, il format è stato riadattato dalla Magnolia di Giorgio Gori (toh, il marito di Cristina Parodi…), arrivando a Canale 5 dopo essere passato al vaglio dei dirigenti Rai, che però non hanno avuto voglia o coraggio di proporlo nelle proprie reti, anche a fronte di prodotti simili già sperimentati e ben avviati, come appunto il già citato Adesso Sposami di Antonella Clerici.

VISIONI MANCATE  //  Di fronte ad un flop galattico come questo, potrebbe sembrare facile individuare le cause di un così indecoroso insuccesso. Genere inflazionato? La televisione non è nuova al concepimento davanti alla telecamere di fidanzamenti a tavolino – a partire dalla buona Marta Flavi, fino a Stranamore, passando per il già citato Uomini E Donne, e senza dimenticarsi naturalmente del diretto competito, Adesso Sposami. Ma evidentemente non sempre la formula con la quale si giostrano i sentimenti si rivela delle più azzeccate. Lo scimmiottamento del love-talk-show di Maria De Filippi, questa volta in versione rigorosa ed ufficiale con i riti a scandire severamente i momenti dell’accoppiamento platonico, fa a meno di risse verbali, polemiche dal pubblico col microfono in mano e scandali da vip in erba, oggigiorno ingredienti essenziali per fare audience e di conseguenza per evitare di farsi chiudere il programma anzitempo. Il Bachelor, selezionato dopo una attenta ricerca ed analisi che tenesse conto di molteplici fattori, tra cui lo status sociale, non era il bellone di turno, capace di muovere i gridolini delle piccole fans; piuttosto era l’emblema sterile e poco personale della classe media, che è capace, almeno di in apparenza, di gestire il potere nella società così come nei confronti delle candidate. Non è il tipico bello da vetrina e un forte appeal sul pubblico è imprescindibile se in televisione forziamo le categorie fiabesche del principe azzurro. La conduttrice, Cristina Parodi, accompagna le funzioni senza incespicare troppo sul vestito da prima serata che non le se addice completamente, ma nel quale cerca comunque di non fare brutta figura, pur sentendosi un pelo in dissonanza con la sacralità di quell’impianto televisivo. Senza dubbio a The Bachelor non ha giovato la concomitanza in palinsesto con Adesso Sposami, giunto alle battute finali, ma senza dubbio essere battuti da Beato Tra Le Donne di Giletti la dice lunga sulla sterile determinatezza di The Bachelor. Per carità, forse la collocazione estiva permetteva di conferire al reality-dream freschezza e dinamismo, ma inesorabilmente non permetteva un’ampia visibilità mediatica, a fronte della sensibilie diminuzione dell’interesse del pubblico verso il mezzo televisivo – eccezion fatta per gli eventi sportivi. Evidentemente, neppure la prima serata era così consona per un programma del genere, adatto forse più ad un pubblico stretto di casalinghe da primo pomeriggio, che riescono ad assimilarne meglio i contenuti (!). D’accordo, era un esperimento. Che ha fatto sicuramente capire come sia difficile realizzare una trasmissione pura, fissata in una struttura schematica e rigida, nell’era del trash arrembante nel 2003 e ora dilagante. Benchè si provi a cambiare rotta, ci sono sempre i numeri, ferrei, a dettare la legge.

CREDITS  //  The Bachelor, produzione Magnolia, regia di Duccio Forzano, scritto da Fabrizio Gasparetto, Christophe Sanchez e Barbara Boncompagni.

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One response to “IL MIO NOME E' FLOP // L'UOMO DEI SOGNI (D'ORO)”

  1. anonimo says :

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