EVA LONGORIA E IL CERVELLO, INTELLIGENZA A PARTE


Non è una storiella nuova il tradizionale sfogo anti-media delle vip in erba, che si crogiolano nel successo raggiunto più o meno con fortuna – o con furbizia – grazie alle apparizioni in televisione con film o telefilm, ma supportato dalla continua ossessione del gossip che aumenta l’interesse pubblico del personagio. Un’arma a doppio taglio, certamente: da una parte permette di mantenere succosa la propria popolarità, ma dall’altra mina costantemente i rapporti privati e personali della celebrità, oltre a fornire della stessa celebrità un’immagine parziale, solitamente quella alla quale massaie, giovanissimi/e chiaccheratori da ombrellone si appigliano con facilità. Tra le nuove vips eccellenti si è aggiunta, da un paio di anni a questa parte, la bella Eva Longoria, un metro e 60 scarso, protagonista della serie Desperate Housewives, che in America ha consacrato lei e le altre 4 casalinghe disperate nell’olimpo dello star system. Trent’anni, modella texana, era stata più volte in precedenza beccata dalla stampa scandalistica, come quando in Texas insultò a imprecazioni un poliziotto al semaforo, in compagnia dell’attuale compagno, giocatore di basket, Tony Parker. In quell’occasione Eva avrebbe dato al poliziotto del «messicano che vuole un autografo», quando il poliziotto aveva semplicemente fatto notare che la loro auto bloccava un incrocio, ma il diverbio era stato smentito dalla diretta interessata.

Ora, invece, è la stessa Eva a richiamare l’attenzione su di sé, con l’aria di quella che sa il fatto suo e che non di certo lo vuole dire agli altri, visto che gli altri hanno visto già troppo di lei, a partire dall’aspetto estetico, non di poco conto e comunque già ampiamente utilizzato per costruire con solidi mattoncini la prima parte della sua prorompente carriera da modella . E così la stella di Desperate si sarebbe lamentata delle eccessive chiacchere sul suo stato di forma, nonchè delle sue avventure sentimentali, dei periodici scandalistici che non si occuperebbero invece abbastanza del suo cervello e della sua bellezza interiore. Per la serie: sfatiamo il tabù della bella e scema. A rapporto, così, spunta il suo impegno sociale – peraltro mai nascosto dalla stampa, al massimo mescolato al reportage di un bacio in grandangolo – spalleggiando la causa dei migranti messicani negli Stati Uniti e appoggiando l’associazione Padre contra el Cancer, associazione che sostiene i bimbi messicani afflitti dal tumore. Segni tangibili ed inequivocabili della presenza di massa d’intelligenza nella piccolotta Eva.

L’impegno sociale è determinante nella costituzione della definizione "bellezza interiore"? Forse sì, ma è riduttivo e per certi versi dissonante nell’utilizzo pretestuoso e strumentale di quelle attività – come la beneficenza – private e comunque magnanime e lodabili. Troppo comodo è tirare in ballo l’etichetta di paladina dei più bisognosi quando lei stessa, ricoperta d’oro dalla ABC per l’altra etichetta di casalinga disperata, potrebbe rinunciare a tante belle cose, a partire dal compenso stellare che lievita continuamente – anche a fronte delle richieste delle altre attrici della serie – dai continui atti che le celebrità si permettono loro malgrado – come l’insulto al poliziotto – e dalle giustificazioni di facciata, come questa colta da Corriere.it, che dimostrano un’intelligenza mirata al proprio personaggio. Anche se alla fine Eva loda i mezzi di informazione, puntando il dito solo verso la stampa trash, che abbassa la qualità globale dei media con il culto continuo del pettegolezzo, potrebbe evitare fin dal principio di dare indirettamente ai paparazzi materiali da scandalo. Ammesso e concesso che voglia preservare la propria vita privata dalle costanti iliazioni gossippare, allo stesso modo le consigliamo di badare al suo impatto nella vita pubblica. Non sarà certo difficile trovare un compromesso, con tutto quello che la pagano. Senza invidia, ci mancherebbe.

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