IL MIO NOME E' FLOP // COSA NON FAREI (PER NON VEDERTI)


Secondo appuntamento con la consueta rubrica Il Mio Nome E’ Flop. Dopo aver constatato il rapido decesso ma tutto sommato indolore di The Bachelor, questa volta ci occupiamo di un altro prodotto ai confini del reality che vide la sua chiusura dopo soltanto due puntate: Cosa Non Farei di Alberto Castagna e Ettore Bassi, andato in onda da martedì 26 ottobre 2004 su Rete 4.

Alberto Castagna ci tenne a non definire  Cosa Non Farei, la sua nuova creatura, reality-showPer carità, non chiamiamolo così, i neologismi inglesi mi danno fastidio. E’ semplicemente un programma, uno show in prima serata con la partecipazione della gente comune» dichiarò in una intervista a News2000 di Libero). E infatti non si tratta del tipico reality-show farcito di nomination ed esclusioni a suon di televoto, ma più semplicemente di un programma famigliare da prima serata in stile Stranamore – uno dei successi più grandi di Alberto – dove la gente comune accettava di sfidare se stessi e le proprie paure per accontentare o rendere felici per una sera la propria persona del cuore, per poi dibatterne in trasmissione, evidenziando in studio i lati umani e strappalacrime delle proprie imprese. Insomma, un prodotto che infarcisce il filone buonista del real-entertainment, ma del quale non si sentiva la mancanza. Il pubblico l’ha confermato: tempo due serate e addio messa in onda.

PRE-VISIONE  //  Leit-motiv della trasmissione è la volontà di gente comune di sottoporsi a prove difficili e non consuete, non per mostrarsi alle telecamere (ah no? Mica le faccio a casa mia!) ma per permettere a una persona cara di realizzare il proprio desiderio. Dallo studio 10 di Cologno Monzese, Alberto Castagna e Ettore Bassi, inviato della trasmissione anche all’estero per prendere visione delle prove di abilità e di cuore – sempre pronto, comunque a stoppare i concorrenti se all’ultimo momento volessero rinunciare alla prova, «perchè non siamo sadici fino a quel punto» sottolinea Alberto – presentano via via le storie, immerse nella scenografia curata da Eugenio Falascone, nella quale domina un bianco cilindro misterioso, con l’obiettivo di far accrescere l’attesa (!) del pubblico. Fatma Ruffini dichiarava a TGCOM in merito alle prove che la gente avrebbe affrontato: «Si tratta ovviamente di piccole cose, non di sogni che cambiano la vita, altrimenti faremmo un altro programma» (e infatti è nato prima Sogni della Carrà e poi Il treno dei desideri della Clerici, ndr). Gli esempi lanciati ai media sulle aspettative del programma sono lampanti: un timido manager che diventa per una sera spogliarellista in Svezia, la ragazzetta riservata che si trasforma in pon-pon girl o la bidella che si improvvisa amante del rafting. Previste sette puntate, a partire da martedì 26 ottobre 2004, più il tradizionale il Meglio Di…. All’esordio su Canale 5 c’è l’ultima puntata di un altro flop mascherato da varietà, il Teo – Sono Tornato Normale, su RaiUno la seconda puntata de I Raccomandati, su Italia 1 prosegue la serie The O.C.

CHE COSA ABBIAMO VISTO  //  Lo show mantiene le previsioni della vigilia, che non erano comunque eccessivamente esaltanti. E infatti la puntata, pur rimanendo rigorosa e mai fragorosa da toccare il limbo del trash, non presenta nulla di nuovo, al massimo amplifica quella linea di mezzo che il programma tiene, senza mai sbandare dalla parte del salotto di chiacchere da Stranamore o dall’altra parte, quella della spettacolarizzazione delle prove e della telecamera che riprende pure i sospiri, in attesa del momento trash da cogliere al volo. Viene il tempo della bidella dalle forme tonde che cede al castigo della discesa su un torrente in Val D’Aosta pur di permettere al marito di trascorrere una giornata intera in compagnia dei beniamini dai scarpini coi tacchetti del Palermo Calcio. Poi è tempo del bungee jumping, col marito che si fa buttar giù volentieri da un ponte aggrappato via piede ad un elastico purchè la moglie possa avverare il sogno di dare un bacio all’idolo Costantino Vitagliano. Un’ora e mezzo di programma, senza contare gli stacchi pubblicitari mai brevi e quattro storie a puntata. Senza dimenticare naturalmente il buon talk-show in studio, che permette di rileggere l’avventura appena passata dale parole dei protagonisti. Nessun momento topico, benchè le prove tentino di raggiungerlo facilmente, solita mielina a tratti urticante, e poca intensità emotiva/emozionale. Lo ribadiamo: un programma che non toglie né fornisce nulla al panorama televisivo. Il programma infatti non sortisce l’effetto Auditel sperato, neppure incamera critiche positive dagli addetti ai lavori, e finisce mestamente alla seconda serata. Baracchino chiuso così martedì 2 novembre 2004, dopo soltanto due puntate, per il flop più rapido degli ultimi anni.

IL BOLLETTINO AUDITEL  // Esordio, 1.586.000 telespettatori, per uno share del 6,53%. Seconda puntata: 1.332.000 telespettatori, share del 4,83%

FORMAT E DINTORNI  // 

VISIONI MANCATE  //  

CREDITS  //  Cosa Non Farei, un programma di Fatma Ruffini, regia di Mario Bianchi, scritto da Angelo Mandelli, Riccardo Parisi, Mirco Setaro e Giorgio Vignali.

(POST IN COMPLETAMENTO APPENA POSSIBILE

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: