AMADEUS, L'ELOGIO DEL DIETROFRONT. CI PENSA DEL NOCE


Essere voltagabbana oggigiorno non è più considerabile un peccato di virtù. Lo si è e basta. Anzi, ci si gioca spesso su. Si affilano le provocazioni, si lima il dietrofront in garage, per poi spiattellarlo in pubblico dopo aver agitato le acque, che sia mai cambi qualcosa e soprattutto qualcuno riprenda coscienza che esisto ancora, in mezzo al marasma indistinto che mi aveva fatto fuori. Amadeus, anzi Amedeo Sebastiani – ci teniamo all’identità segreta – stava beatamente progettando il suo divorzio dalla Rai, traghettandosi verso l’approdo Mediaset, dopo le mancate rassicurazioni sul suo futuro nell’azienda di Viale Mazzini e soprattutto dopo le velate scaramucce in occasione della serata dedicata agli Oscar Tv, che l’avevano visto trionfare con L’Eredità per poi venire clamorosamente snobbato dai conduttori Piombi e Carlucci nel momento di ritirare l’ambiziosa statuetta. Il conduttore allora prese il telefono, una chiamata al collega Fiorello nel corso della tramissione cult Viva Radio 2, dove annunciò più o meno cripticamente il prossimo distacco dalla Rai, fornendo così materiali di fantasticheria a giornalisti, addetti al settore e blogger – tra cui mi ci infilo anch’io – che hanno tentato di immaginare il futuro artistico e professionale di Amadeus. Ecco, l’iter del perfetto dietro-frontista è seguito correttamente: faccio un bell’annuncio, sentono la mia voce, così qualcuno domani parlerà di me e mi rimetterà in discussione.

Il passo successivo prevede una rapida ritrattazione, condita naturalmente di qualche accenno polemico che non guasta mai e di qualche frecciatina che ha valore soltanto se chi è il colpito di torno coglie e rigetta al mittente. E così infatti è andato. Amadeus, rilasciando un’intervista al settimanale Diva & Donna di cui i media hanno anticipato degli stralci, ritorna sui suoi passi, ma ponendo condizioni tutt’altro che irrisorie. «Resto in Rai – dice – se scelgono di trattarmi allo stesso modo di Paolo Bonolis o di Simona Ventura», scegliendo senza ritegno il paragone, per un futuro adeguamento professinale, con due mostri sacri, e soprattutto osannati dalla stessa Rai – anche se poi Bonolis se n’é andato a Mediaset. «Sono interessato ad un rilancio artisticoha proseguito il conduttore, sbottonandosi sulle sue prerogative -. Valuterei anche di continuare con L’Eredità a patto che si cambi qualcosa». Non le ha mandate a dire, il buon Amadeus. In linea con il percorso degisnato dal manuale del buon dietrofront. Mettiamola così, io mi sono esposto, ora se credono in me si faranno avanti, altrimenti io prendo e parto. Il dietrofront, d’altronde, ha sempre un margine di veridicità che l’ha scatenato, e sicuramente Amadeus, a conti attuali fatti, non ha nulla di stabile a Mediaset, se non la certezza di doversi rimettere in gioco da capo. E così alza la posta in gioco, scalda le pretese, e non del tutto a torto, visto che l’attuale edizione de L’Eredità sta facendo soffrire maledettamente il Milionario ormai stantio di Gerry Scotti, collega che ha già dichiarato ditirarsi fuori per la prossima stagione della sfida del preserale. E poi rimane la questione Giovanna Civitillo, sua compagna nonchè ballerina di punta de L’Eredità. Che fine farebbe, se il suo fidanzato traslocasse a Mediaset?

Il dietrofront contemporaneamente però si porta dietro inevitabilmente qualche rischio. Solitamente è una mossa apprezzata, ma talvolta rifila dolori acuminati. La risposta del direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce non si è fatta attendere, e non è uno a cui fa ripugno coccolarsi le proprie stelle. Oggi ha Del Noce ha ribattuto così al diktat di Amadeus: «Amadeus fa tutto da solo. Tutti sono utili, ma nessuno è insostituibile. A certi costi sarebbe incompatibile con l’attuale situazione economica di RaiUno. Siamo per il contenimento dei costi, non per l’espansione. Non possiamo pensare ad alti costi dell’ordine del raddoppio di fronte a prestazioni uguali». Una bella mazzata. Tralasciando a priori le questioni economiche e gli sprechi quotidiani dei fondi Rai verso programmi che meritebbero ben altro, qualche conclusione viene spontanea: Amadeus evidentemente non è nè il cocco di Del Noce nè sta particolarmente a genio, ma è un semplice stipendiato utile all’azienda, ma ora diventato eccessivamente esigente. Nessun aumento, se deve continuare a fare L’Eredità la parcella che percepisce è più che sufficiente. O meglio, abbiamo già i cavalli di razza – pagati profumatamente perchè allo stesso modo permettono di far rientrare lo stesso profumo dei soldini dall’esterno -, i puledrini aspettano mestamente nella stalla, anche perchè per ora non ci sono le condizioni per avviare il processo di divizzazione di un’ulteriore star. Amadeus, quindi, o rimane in Rai continuando a portare avanti dignitosamente la baracca, o è libero di cercarsi una nuova sistemazione. E’ il rischio del dietrofront, un’arma subdole come tante altre, che pone ora Amadeus in una situazione instabile ed irritante, ma al tempo stesso univoca. Prevediamo a breve il passaggio del conduttore a Mediaset. Senza molti rimpianti suoi o della Rai. A conti fatti, il dietrofront è stato una perdita inutile di tempo – e anche un po’ di faccia.

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