SILVIA ROCCA E QUEI DISCHI VOLANTI SOSPETTI


L’incudine di ieri sera, ore 24.00, Italia 1. Il talk-show di Claudio Martelli, nella sua penultima puntata, s’intromette – con la solita imperfezione di una tramissione di approfondimento a respiro corto – nell’ormai immaginifico panorama sul paranormale, cercando di dare qualche spiegazioncina ai telespettatori in merito ai cosiddetti UFO, oggetti volanti non identificati, divagando tra apparizioni alieni, autopsie contraffatte e cerchi del grano riprodubicili pure durante il quarto d’ora di ricreazione a scuola. La tematica, d’altronde, è così vasta che come al solito è riduttivo tentare di giungere a qualche sana conclusione delle varie sfaccettature della fenomenologia nel giro di un’ora e mezza. Per carità, ospiti di tutto rilievo: da Roberto Pinotti, presidente del Centro Ufologico Nazionale, a Umberto Guidoni, l’ormai famoso astronauta italiano, passando per Francesco Grassi, membro del CICAP, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale. Un parterre ricco e ben fornito, se non fosse – udite – per la presenza della biondona di turno, rispondente al nome altisonante di Silvia Rocca. Eggià, primo sguardo agli ospiti in principio di puntata e spunta lei, la 35enne bionda patinata, pronta a disquisire – non si capisce ancora dall’alto di cosa, chissà, magari è stata rapita dagli alieni, ha portato un filmatone-scoop, vuole raccontare la propria esperienza? – sull’argomento della serata.

E’ evidente che il trash sia dietro l’angolo, pronto ad entrare in azione alla prima scaramuccia. Già che tra Pinotti e Grassi, insieme ad un altro ospite del quale ora mi sfugge il nome, ma che è riuscito a parlare in più interventi ininterrottamente per più di 5 minuti – mai vista una competenza linguistico-diaframmatica-contenutistica del genere – non erano mancati gli screzi, seppur velati e mitigati dalla ferva mano di Martelli. La civiltà della discussione, rotta spesso dai consigli per gli acquisti mandati dal conduttore, che inoltre cercava di far parlare un po’ tutti spesso pure sovrapponendosi, per cedere la parola, all’ultimo ospite che stava finendo il proprio intervento – poco educato, peraltro – non destava particolari problemi. Le prime avvisaglie della rottura dell’armonia avvengono quando è Silvia Rocca a tentare di dire la propria. Non si sa da quale pulpito, se non da quello di qualsiasi altro cittadino italiano, pure preso per strada, che si trova a dire qualcosa, piazzato in mezzo a luminari – o presunti tali – del fenomeno UFO, risultando così, oltre che scontato, banale e infantile. Le osservazioni della Rocca, ieri sera coperta più del solito, sono in effetti fanciullesche: lancia la miccia, spesso di traverso, senza colpire il bersaglio, e non tarda a risvegliare l’ego di Roberto Pinotti, che fin dal suo primo intervento dispone un’espressione facciale eloquente. Per la serie: ma che diavolo ci fa questa qua in questa sede. Il presidente del CUN inizialmente replica alla soubrette-giornalista-showgirl (?) più o meno educatamente, mantenendosi entro quella cortesia che spesso millanta quando sente affermazioni – come quelle di Grassi – con le quali si trova in disaccordo. Il suo "ma per cortesia!" non tarda infatti a diventare tormentone della serata, ripreso anche da Claudio Martelli, salvato soltanto da un buon linguaggio forbito, che colmava la sua inesperienza di fronte a tematiche del genere, per poi esplodere in occasione della mistificazione dei cerchi del grano, che Grassi smonta, ricorrendo alla subdola arte della giustificazione "so che è una balla, ho nomi e cognomi degli autori". Pinotti è già alterato, ma non sa ancora che c’è una Silvia Rocca pronta a scaricarsi con la sua gradevolissima voce, quando chiede lumi sulla questione, inciampando più volte nella parola UFO, riconducendola allo stesso Pinotti. L’avesse mai fatto.

Il clima divampa senza però eccisivi fragori, ma di fatto l’ultima parte della trasmissione non permette al pubblico di capirne granchè. La Rocca, che prova quando vuole ad inserirsi frapponendosi al tizio dal soliloquio intenso, prendendo pure gentili mazzate, scompiglia le considerazioni degli esperti, e non fa una grande figura. Pinotti l’apostrofa più o meno come ignorante in materia, e in effetti la cara Silvia stava blaterando un po’ come si fa al bar, e a nulla sono valsi gli autoriconoscimenti di psicologa e sessuologa (sai che interesse, gli alieni sono pervertiti?) per legittimare la sua presenza, di fronte a quel Pinotti che snocciolava il suo degno curriculum, come per difendersi dall’inaudita aggressione. E sinceramente, non posso dare torto al direttore del CUN. Non vedo che cosa ne possa sapere di fenomeni paranormali una giornalista – è corretta chiamarla così? – che ha condotto il tg Naked News completamente nuda (memorabile il faccia a faccia con Vittorio Feltri), che ha un sito internet tappezzatto di immagini con le bocce per aria  – saranno quelli i famigerati dischi volanti sui quali vuol dimostrarsi così afferrata? – che passa il suo tempo a scrivere libri thriller erotici, oppure sulle passerelle internazionali, o ancora facendo la propria comparsa pure al reality La Fattoria prima edizione? Per carità, tutti ambiti ambìti e mai deprecabili – se fatti correttamente e bene – ma non vedo correlazioni tra la sua fulgida carriera che non penso disdegni e il mondo paranormale. Forse, cara Silvia, avresti fatto meglio a evitare le provocazioni, rimanendo ad ascoltare o ad intervenire senza troppa enfasi, considerata – ad eccezioni di smentite – nulla la tua preparazione in materia. Non capiamo di fatto la tua partecipazione alla trasmissione – serviva una bella per rompere il quintetto di maschi in giacca? L’osservazione è comunque estesa a tutte le fanciulle che ostentano la propria saggezza nelle trasmissioni di approfondimento, mettendo comunque le proprie grazie ad uso visivo del telespettatore, ma che di fatto non apportano nulla allo sviluppo del dibattito. Cara Silvia, la prossima volta o ti presenti coperta solo di cartelletta nei punti strategici, o rimani rintanata senza clamore nell’oblio dal quale sei scappata di colpo per dire la tua sui quei maledetti dischi volanti. Perchè, non me ne vorrai, ma io un paio di oggetti rotanti li ho visti, e non sono di metallo.

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One response to “SILVIA ROCCA E QUEI DISCHI VOLANTI SOSPETTI”

  1. anonimo says :

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