LE SUORE GUARDANO LA TV. PECCATO PER LA SOLITA IPOCRISIA


Due appunti, in principio, subito da fare. La prima: non sapevo che pure le suore guardassero quotidianamente la televisione, ad ogni ora del giorno. La seconda: è inutile ragionare obiettivamente sui giudizi che le stesse suore, ben 350 in 80 istituti, hanno espresso in un sondaggio del periodico on-line Marketing & Tv, perchè il punto di vista religioso è ormai assodato, il cardinal Ruini e le intemperane catodiche di don Mazzi lo hanno fatto capire più volte. E’ altrettanto poco comprensibile l’obiettivo che questa stessa ricerca si prefigurava. Magari ci si aspettava uno stravolgimento dei pareri tradizionali e/o istituzionali? I risultati sono risibili e del tutto scontati. Banditi i reality show (23%), deprecati i numerosi quiz televisivi in cui pullulano premi cospicui, accusati di fornire una visione troppo materialista della realtà e di danneggiare l’educazione dei bambini (mamma mia che esagerazione, ma avranno mai visto Distraction di Mammucari?), tipo Chi Vuol Essere Milionario? condotto da Gerry Scotti (però stranamente nessuno ha tirato le orecchie ai pacchi ripieni di pecunia di Affari Tuoi), anche se il simpatico presentatore di Canale 5 viene salvato quando sale al timone di Passaparola, preferito dal 13% delle intervistate sicuramente per la finalità culturale, e magari questo giudizio ci può anche stare, ma ci starebbe pure per le domande a scalare del Milionario, che presuppongono un grado minimo di cultura, e non soltanto fortuna come per i pacchi di RaiUno. Però, riconoscono puntualmente le suore, i quiz sono finti (16%), sconci per l’esibizione di corpi femminili (18%) – il pullulare di letterine e ereditiere dai lembi di vestiti addosso non è chiaramente concepito, ma l’abito non faceva il monaco? – e nocivi per il linguaggio dei giovani (14%) – anche se non ho ancora mai sentito volare una sonora imprecazione, né visto volare schiaffi o calci di stelle morte di fama, che invece ammassano i reality

Quegli stessi reality che spediscono i propri figlioletti appena svezzati nell’olimpo di nomination/eliminazioni nelle trasmissioni pomeridiane: se magari La Vita In Diretta gioca più sulla retroattività dei prodotti trash Rai, senza però tralasciare le interviste on the road ai personaggi che hanno ritrovato il momentaneo successo dopo l’oblio indistinto, è Verissimo che ultimamente ci marcia di più con gli esclusi dai vari reality. Ma  la ricerca afferma che le suorine non hanno pre-concetti su questi prodotti, piuttosto condannano le ormai trite sconcezze, scurrilità e falsita. Cucuzza, secondo loro, sarebbe un ottimo salto professionale se tornasse a sedersi dietro un bancone di un telegiornale, mentre Lorena Bianchetti, oggi al comando di Al Posto Tuo su RaiDue, riacquisterebbe stima se ritornasse a presentare programmi religiosi – per la serie, viva l’emancipazione professionale se non è condito del buon segno della croce. Quell’emancipazione che invece appassiona Don Matteo, guardacaso fiction (31%) più amata dalle donne col velo, definita divertente, che trasmette sani valori come l’amicizia e il senso della giustizia: addirittura le storie raccontate, che spesso insistono sulle figure religiose, basti vedere i successi di Padre Pio, Papa Giovanni Paolo II e altri personaggi col saio, dovrebbero persino essere regalate alle scuole. Se paga la Curia, non vedo alcun problema.

Naturalmente – e che sorpresa! – la cultura (22%), supportata dai programmi di divulgazione scientifica, è privilegiata, seguita dall’informazione (12%), anche se le suore picchettano la violazione della privacy, mentre non disdegnano gli approfondimenti sull’economia (un futuro da S.p.A?), sulla politica (prove generali dell’arrivo della Chiesa in parlamento?) e sul sociale. Grande risonanza, magari, ha la preferenza delle suore verso i programmi sportivi (18%): a parte il wrestling (che novita!), sono preferiti La Domenica Sportiva (26%) e Controcampo (15%), ma d’altronde in fondo non è neppure una novità, Suor Paola D’Auria, la suora laziale che partecipava al Quelli Che Il Calcio di Fabio Fazio, era già un volto noto e si era sposata virtualmente con la fede nel pallone, e oggi, sul Corriere, conferma le linee guida del sondaggio, auspicandosi che la tv tratti con maggior enfasi quei temi e contenuti di carattere informativo che non seguono le logiche pubblicitarie, ma che oggi sono relegati solo in alcuni programmi di cultura e di approfondimento.

E tra i personaggi televisivi, chi salverebbero dal marasma dell’accusa? I soliti. Piero Angela (38%) è il sacrosanto paladino della cultura buona, segue Roberto Giacobbo, conduttore di Voyager su RaiDue. E non ci sarebbe nulla di male, se non che gli altri personaggi del mondo dello spettacolo, giudicati per i programmi che conducono e non per la professionalità e la competenza che donano, vengono rapidamente ignorati, tout court. Per la serie, guardo la tv solo se mi accultura – ed è, fatemelo dire, alquanto riduttivo. Salvata pure la Bianchetti, come detto, le suore non rinuncerebbero a Paola Ferrari, Monica Maggioni e Lucia Annunziata – tutti nomi di indiscusso prestigio, ma anche qua il giornalismo più o meno sobrio e impostato sovrasta tutti gli altri personaggi, che incespicano in trasmissioni di varietà ed intrattenimento meno graditi o più facilmente ripudiati perchè di basso stile o cultura. E il sondaggio si conclude con un (interessantissimo?) panorama sulle fasce della giornata che vedono più suore davanti alla tv, giusto per ribadire – magari anche all’Auditel che le ignora (giustamente?) come campione, specialmente dalle aziende pubblicitarie, tanto non acquistano nulla, chi lo sa – che pure loro vedono la televisione, come qualsiasi altro mortale. Ma le suore non avevano tonnellate di canali tematici dedicati interamente alla religiosità? Toh, pure TelePadrePio per svariate ore al giorno trasmette le immagini dalla cripta del frate, in stile reality, oppure Sat 2000. La televisione deve rimanere così variegata: offre di tutto, sta alla consapevolezza dell’utente selezionare ciò che gli interessa. E senza che ci siano 350 suore, macchiata dal peccato artificiale di presenzialismo mediale e di (opprtuno?) meccanismo delle sviste di comodo (vedi Affari Tuoi) in nome della moralità perduta e da riacquistare, a ribadirlo nei confronti di quella televisione generalista che è ancora ben lungi dall’essere laica e soprattutto svuotata dall’urticante ipocrisia che dilaga come in questi casi. Che lo zapping sia con voi, telespettatori mortali.

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