NUOVE NEWS SU "ROME". E QUELL'OPZIONE D'ACQUISTO DELLA RAI


Dal Corriere Della Sera di stamane apprendiamo nuovi particolari pochi giorni dopo la conclusione su RaiDue della prima serie della fiction Rome, le cui performance sulla seconda rete Rai, affatto esaltanti, abbiamo riassunto nel post riepilogativo del kolossal. Concludendolo con il richiamo al futuro di questa produzione, che si sta già delineando da questi giorni a Cinecittà, dove è in cantiere, come previsto, la realizzazione della seconda stagione di Rome, la seconda delle cinque in programma. Avevamo lanciato un’ulteriore provocazione sul futuro della stessa serie su RaiDue (se questa rimarrà la rete destinata alla messa in onda), dopo il flop in prima serata e la possibile collocazione, poi sfumata, in seconda. Il flop si sarebbe insinuato trasversalmente pure nella seconda serie, ho ipotizzato. E ora scopro che la Rai per ora si sta limitando ad osservare da fuori i ciak: l’azienda di Viale Mazzini infatti vanta un’opzione di acquisto che deciderà di volta in volta se far valere o meno, visionando gli episodi prodotti, e per ora le decisioni sono rimandate, in attesa anche dello sviluppo del caso che vede coinvolto il direttore generale Meocci.

In compenso RaiFiction, per voce del direttore Agostino Saccà, pur riconoscendo risultati di ascolti infimi, si compiace dell’aver portato a casa collaborazioni prestigiose e durature con HBO (tv a pagamento americana) e l’inglese BBC, che si concretizzeranno, oltre in Rome (costata per ora 120 milioni di euro), in altre coproduzioni, tra cui un film sul giovane Leonardo Da Vinci, con regia della Cavani, e un altro sulla vita di Einstein, che dovrebbe essere prodotto, da quanto si apprende da Il Messaggero di ieri, da Claudia Mori. Senza dimenticare la possibilità già sperimentata di illustrare oltremanica alcuni prodotti RaiFiction come EddaI Colori Della Gioventù, applauditissimi. E poi, naturalmente, rimane indelebile la soddisfazione del set allestito proprio in Italia, a Cinecittà, per tutte le cinque stagione, comunque vadano a finire le opzioni da esercitare da parte della Rai. Tanti soldi investiti in Italia, quindi, e prestigio fortificato. Al massimo rimane da curare meglio la ricostruzione storica, da molti additata come una buona responsabile del flop. Sempre dal Corriere, è proprio Luciano Canfora a rincarare la dose confidando: «Anacronismi, confusioni, impostazioni erronee fanno di questo film un esempio insigne di disinformazione storica». E dire che il consulente storico della serie è Jonathan Stamp, direttore del dipartimento di storia della BBC. Ma un italiano a raccontare la storia ambientata nel proprio paese non era meglio?

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