VISIONI FINALI // GRANDE FRATELLO 6, BILANCIO E FUTURO


Si è chiusa giovedì sera, con la proclamazione di Augusto De Megni vincitore, la sesta edizione del capostipite dei reality-show italiani, Grande Fratello. Un’edizione che molti hanno bollato come deludente, benchè gli ascolti, seppure in calo, dimostrino il contrario. Lo abbiamo dimostrato con un’analisi apposita: il GF6 è andato meglio del GF5, l’edizione più sottotono in termini di ascolto, ma sicuramente indietro rispetto alle prime quattro edizioni, specialmente in numero di telespettatori totali. La finale di giovedì è stata la peggiore delle sei edizioni, soltanto 7.463.000 telespettatori (rispetto agli 8.642.000 del GF5 del 2 dicembre 2004) con uno share del 37,80%, per la prima volta quindi ampiamente sotto il 40%. Poco, quindi, ha valso l’anno sabbatico di riposo del format, per recuperare l’aura dell’effetto-sorpresa. Cerchiamo di analizzare con semplicità la sesta edizione nella sua struttura. Ok, come al solito le cose che non hanno funzionato granchè sono in numero maggiore. Beh, le critiche sono sempre fonte di miglioramento.

COSA HA FUNZIONATO // Indubbiamente, la nuova scenografia ha recuperato il sapore del grande evento mediatico, strizzando l’occhio all’Isola della Ventura, con la passerella per l’entrata dei concorrenti e pure il vicino Controcampo, per la presentatrice al centro dello studio. Il tendone è da annoverare sicuramente tra gli elementi positivi. Ottima la prova di Marco Liorni: oltre a ricoprire l’ambito (?) ruolo di inviato sul campo come tradizione, si è ritagliato un ottimo spazio nel Grande Fratello Live, la mezz’ora di trasmissione che segue la puntata serale, dove si controlla ciò che accade a caldo nella Casa e si chiacchera con gli ex reclusi. Liorni dimostra la sua esperienza in materia e la sua capacità di parlare al pubblico nella maniera più semplice ma altrettanto autorevole. Carina l’idea iniziale di far vivere i reclusi nella casa dei Tapini, almeno per una settimana, disattendendo le aspettative della ciurma, così come il reclutamento a sorpresa di Filippo, pescato direttamente da Liorni tra il pubblico che assiepava le transenne dinnanzi la porta rossa, fuori dalla Casa.

COSA NON HA FUNZIONATO // Rispetto agli ultimi cast, quello di questa edizione non è stato al livello dei precedenti. E’ mancata una personalità forte, sono mancate forti diatribe o marcate prese di posizione (perchè no, alleanze) e si è giocato sul filo dell’indifferenza, senza disdegnare un approccio sentimentale ove previsto (vedi Filippo e Simona). Molti dei personaggi che hanno varcato la porta rossa, soprattutto coloro entrati in ritardo, sono finiti ben presto per passare inosservati. E’ il caso della deejay Isa, per esempio. Pure la coppia madre-figlia Patrizia-Eleonora non è riuscita a giungere fino in fondo, e il binomio familiare, che tentava di ricalcare quello padre-figlia del GF4, è fallito miseramente. Maggior fortuna, come tradizione, è toccata ai personaggi recuperati dalle imitazioni di Mai Dire Grande Fratello. In studio, non sono mancati scontri accesi e tentativi ben orchestrati di virare verso il gossip tagliente: a partire dal tradimento ripreso dalle telecamere di Verissimo di Flora, la ex fidanzata di Filippo, fino all’acceso diverbio tra Eleonora e il suo fidanzato, che ha avuto parole di fuoco, una volta entrato in studio, nei confronti dell’amata e della madre Patrizia, passando poi per i regolamenti di conti in diretta tra l’eliminato e i suoi accusatori inquilini ancora nella casa, dopo aver visionato i confessionali più pesanti. Insomma, alla spettacolarizzazione delle vicende della Casa si è preferito aprire la porta al gossip esterno, sfruttando la scelta già fatta dalla Perego con la seconda edizione de La Talpa, conclusasi con un bilancio nettamente inferiore alla prima edizione, sempre da lei condotta, ma su RaiDue. Un altro grosso bug si è rivelata senza dubbio la leggerezza con cui concorrenti e autori hanno interpretato il regolamento del reality: non dimentichiamo il rientro di Fabiano dopo la doppia eliminazione a suon di 100mila euro, o la presenza di un fantomatico cellulare in mano ad Augusto, nelle immagini pizzicate da Striscia La Notizia. Tutti elementi che avevano finito per accusare una presa di posizione netta da parte di autori e pure conduttrice, animati dalla volontà di far esultare il proprio beniamino. Brutta, inoltre, la caduta di stile in occasione del ballottaggio nella prima puntata tra Augusto De Megni, poi vincitore della sfida e del reality, e Danilo Dettori, per entrare nella Casa. Un umbro rapito da piccolo dall’Anonima sarda contro un sardo che si aspettava di poter essere rapito dal Grande Fratello. Una contrapposizione senza dubbio di cattivo gusto. La spuntò Augusto – trainato sicuramente dalla forza del suo passato – mentre Danilo, il suo avversario per una sera, non tardò a manifestare il proprio disappunto prima verso i vertici della produzione e poi ai microfoni di Striscia La Notizia. Non è stata forse all’altezza del prestigioso incarico neppure Alessia Marcuzzi, subentrata all’esuberante Barbara D’Urso: la bionda ex Iena è apparsa spesso impacciata, eccessivamente permissiva e troppo coinvolta dalle storie dei ragazzi, da risultare ingenua e poco spettacolare nei confronti del pubblico. Una conduzione a tratti approssimativa, poco personale, che non si è ripresa neppure con il passare delle puntate. Per carità, era il suo primo impegno vero e duro, e non è stato passato in pieno. E’ mancata, purtroppo, la sinergia pubblico-concorrenti-opinionisti: nessun ospite mai di rilievo, se escludiamo gli ingressi dei vip a Sanremo e nella finale, nessuna voce importante in platea, gli ex-concorrenti con poche possibilità di dire la propria, e pubblico quasi sempre silenzioso, tranne – almeno qui – nei momenti dei fischi o degli applausi. Bocciate, a mio giudizio, pure le innovazioni portate dagli autori, nel tentativo di rinvigorire il format, evitando così il rischio disaffezione del pubblico. Seppur interessante la mossa di far partire il reality dalla casa dei Tapini, la divisione affermatasi in due gruppi e in due case diverse ha finito per aumentare la dispersione delle personalità e conseguentemente la difficoltà per il pubblico di affezionarsi ai personaggi. Lo ricordiamo, la divisione in gruppi non funzionò neppure nell’ultima edizione dell’Isola Dei Famosi, tanto che dopo poche puntate il gruppo era stato ricompattato. Si è sentita la mancanza del tugurio, accennato in un paio di serate ma non portato avanti, così come la mancanza della suite, mascherata da Casa dei Nababbi.

I COMPLIMENTI DI PIERSILVIO // Piersilvio Berlusconi, vicepresidente Mediaset, è raggiante all’indomani della finale del reality, nonostante la decantata diminuzione di interesse attorno al reality, e così si esprime nel tradizionale comuncato stampa trionfale: «La sesta edizione di Grande Fratello è stata eccellente e ha raccolto risultati al di là delle nostre aspettative. L’effetto novità ha lasciato il posto all’effetto professionalità». Applausi alla nuova conduttrice: «Alessia Marcuzzi: perfetta. Al primo tentativo è riuscita a essere autentica e spontanea pur governando con sicurezza un meccanismo complesso». E agli autori: «Tante buone idee dagli autori: ogni nuova puntata ha garantito sorprese confezionate con accuratezza e rispetto di un format che si conferma il più solido e il più forte del genere reality». Non poteva mancare l’esaltazione per i ricavi grazie al servizio a pagamento sul digitale terrestre: «Grande debutto delle 24 ore su 24 sul digitale terrestre Mediaset Premium. Successo commerciale a parte – triplicato il numero medio di carte prepagate vendute – l’offerta con contenuti esclusivi ha avvicinato al digitale terrestre, oltre agli appassionati di calcio e di cinema, anche il grande pubblico che ama la televisione come mezzo e il prodotto d’intrattenimento innovativo».
«Tutto questo –
conclude – ci spinge con entusiasmo a pianificare la settima edizione di Grande Fratello per la primavera 2007. Complimenti a Endemol per l’ottimo lavoro svolto e un ringraziamento a tutto lo staff di Mediaset».

IL FUTURO DEL GRANDE FRATELLO // Lo ha ricordato appena più sopra il piccolo Berlusconi: ci sarà la settima edizione del reality, previsto naturalmente per la primavera 2007. Rinnovata dunque la fiducia ad un format che, nonostante un calo rispetto alle prime edizioni e un logorio dell’effetto sorpresa, permette a Canale 5 almeno un 30% di share assicurato. Per la conduzione non c’è ancora nulla di definitivo: benchè Piersilvio abbia elogiato la Marcuzzi, non ha spifferato nulla sul suo futuro nel reality e lei, Alessia, aveva già fatto intendere che si sarebbe candidata per la seconda volta: «Accetterei subito» ha affermato, se le proponessero il bis. Il suo contratto a Mediaset, però, scade a giugno e, dice a Repubblica, «dobbiamo parlare di quello nuovo. Mi sono sempre trovata bene con loro. Ci sono vari progetti in vista ma nulla di definito». E’ però altrettanto evidente che, nonostante i continui scervellamenti da parte degli autori e le molteplici soluzioni adottate dalla produzione, anche alcune discutibili e rischiose (come il rientro di Fabiano nella serata della doppia eliminazione), la formula attuale non pare tirare più. Ok, d’accordo, ascolti sempre elevati, per carità. Sarà colpa del cast, non all’altezza dei precedenti? O forse della conduttrice Alessia Marcuzzi, apparsa imbambolata e spesso ingenua, rispetto all’autoritaria Bignardi e all’esuberante D’Urso? Io proporrei di dare un’occhiata al format vincente (vedremo poi per chissà quanto) dell‘Isola Dei Famosi e alla continua sinergia pubblico-concorrenti, con l’intreccio dei vip in studio a dire la propria e con la continua sdrammatizzazione delle vicende dei protagonisti del reality. Mediaset può godere di una spalla invidiabile, la satira della Gialappa’s: perchè non integrare Mai Dire Grande Fratello direttamente nella puntata serale, con siparietti degli imitatori? Sono tante le peculiarità da rispolverare o da aggiustare, in un format che, nonostante il 30% di share, mostra crepe evidenti, a partire dalla leggerezza del regolamento, e che chiede a gran voce una evoluzione. Verso il varietà, strada tentata (a mio parere con successo) da La Fattoria?

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