A PRIMA VISIONE // L'INESTIRPATA VACUITA' DEL


Aspettarsi un prodotto innovativo, pronto a rompere – anche se di poco, non importa, basta che ci provi – la ridigità della programmazione tradizionale, evidentemente era un’aspirazione troppo elevata. E d’altronde nessuno, alla presentazione del nuovo quiz di Mike Bongiorno, avrebbe scommesso su un ritorno trionfale dello storico conduttore su Rete 4. Complici tanti fattori, dalla struttura troppo formale del gioco alla collocazione semi-anomima su Rete 4, Il Migliore – Sfida D’Intelligenza non ha lasciato troppo il segno. Come anticipato nella pre-visione appositamente dedicata. A prima vista, il nuovo quiz pare subito la copia infiocchettata per un pubblico e per concorrenti adulti di Genius, la versione soft che Mike conduceva in una striscia quotidiana di un’ora alle 14 sempre su Rete 4. Domande di cultura generale, prove di abilità, riconoscimenti di colori ad uso della memoria, insomma nulla di cui meravigliarsi se la volontà era quella di recuperare l’aura classica del quiz degli albori. Il problema era però incasellare il genere in auge 50 anni fa con i canoni di allora in uno scenario moderno molto meno avvezzo alla schematicità e a tanti altri particolari.

Tralasciando l’impostazione del gioco, ferrea e rigida, ma d’altronde necessaria per convogliare un solo vincitore, e l’intermezzo della categoria professionale che etichetta la puntata – alla fine le domande riguardano tutti gli ambiti, e le prove di abilità pratica sono del tutto assenti – sono molti i peccati commessi dallo storico gruppo che Mike si porta con fatica sul groppone. Mike aveva paura di una puntata troppo lunga, due ore e un quarto, diceva, sono troppe per evitare lo svadiglio lesto del pubblico. Basta dire che la puntata d’esordio di ieri sera è terminata rasente la mezzanotte, per quasi 3 ore di gioco. Inaudito. Dopo una buona decina di minuti a spiegare la complessità del regolamento, in veste istituzionale, Mike Bongiorno si dedica, con la solita lena che l’ha accompagnato a Genius, a sparare domande intervallando consigli per gli acquistilinea alla regia, allo storico Mario Bianchi – e spiegazioni dei giochi con annessa esemplificazione di rito. Poco spazio per l’improvvisazione, anche se, come al solito il buon Mike regala costantemente perle pregiate, da accenti piazzati a caso nelle definizioni a siparietti comici esilaranti. Un solo esempio: al termine del gioco, il secondo classificato si becca un bel week-end interamente spesato in una capitale europea a sua scelta, ma il tempo stringe, Mike propone alcune località (non so perchè, tutte dell’est Europeo, se tralasciamo Berlino spara Mosca e San Pietroburgo) ma il concorrente tergiversa, i secondi calano, il presentatore rimarca la bellezza di San Pietroburgo e alla fine il concorrente, estasiato dalla frenesia di Mike e incapace di fare una scelta democratica con le proprie figlie, anniusce sconsolato: vada per San Pietroburgo!

Bongiorno, sul finire di puntata, ha comunque già messo le mani avanti: oltre ad aver ricordato continuamente le sole 6 puntate e il ritorno (anche se è tutto da definire) del programma in autunno, nonchè confermare la validità del quiz – che d’altronde va bene in tutto il mondo – , ha confessato che ci sono alcuni meccanismi da oliare meglio, un po’ come fece Bonolis quando terminò di presentare la prima puntata di Serie A su Canale 5. Io aggiungo che in realtà rimane da fare ben poco: il format, ben delineato ma a tratti incapace di esaltare il ritmo tra un gioco e l’altro e le personalità dei concorrenti, venduti alle dinamiche rapide delle domande; la lunghezza della trasmissione è intollerabile (forse semplicemente perchè il gioco si allunga a dismisura, pur nella velocità dei cambiamenti delle manches?) ed è forse la questione più impellente da risolvere. Rimane un prodotto, Il Migliore, ancora ibrido nonostante la personalità del format inglese. I margini di miglioramento, se ci sono, sono alquanto risicati.

AGGIORNAMENTO AUDITEL // Come nella pre-visione, Il Migliore raccoglie 2.151.000 telespettatori con il 9,98% di share. Mediaset segnala, in aggiunta, gli oltre 13 milioni di contatti e punte del 25% di share sul target commerciale. Qualcosa in meno del 10% auspicato, e sinceramente sarebbe stato un dato ancora peggiore se il programma fosse finito almeno mezz’ora prima. Naturalmente attendiamo la prossima puntata – già prevista per martedì, e non giovedì – per fare un raffronto più preciso.

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