VISIONI FINALI // "AMORE", IL VARIETA'-SOLIDARIETA' TRA GIOIE UMANE E DOLORI AUDITEL


L’agonia è finita. Raffaella Carrà può tornare finalmente a respirare con i propri polmoni, dopo una settimana di forzata apnea tra le dichiarazioni velate di veleno e la presentazione dell’ottava e ultima puntata di Amore, il varietà-solidarietà della conduttrice con il quale si è ripresentata in video dopo alcuni anni di misteriosa assenza nel sabato sera di RaiUno. Otto puntate dunque, anche se in realtà dovevano essere dieci, benchè dalla Rai precisino precipitosamente che il contratto con la Ballandi Entertainment era valevole per effettivamente otto puntate, con il diritto però di estensione ad altre due. E Amore, la stessa Carrà l’aveva preannunciato illustrando la sua nuova scommessa, rappresentava un’occasione rischiosa ma al tempo stesso nuova e non vuota, quella di coniugare la sensibilità verso temi delicati come l’adozione a distanza con i tradizionali canoni del classico varietà del sabato sera – dai balletti alla musica -, in una chiara manifestazione della volontà di ritornare in grande stile, aggiungedovi però questa volta una missione sociale che avrebbe finito – ed era invitabile – per far arricciare il naso a qualcuno. Il progetto era sicuramente ambizioso – e anche pretestuoso: veicolare i valori della solidarietà mistificandolo con canzonette e amplessi artistici da sabato sera, anche perchè sarebbe stato molto arduo condurre un’impresa del genere senza l’apporto delle mosse acchiappa-pubblico. Evidentemente qualcosa non ha funzionato. Il pubblico non ha immacolato come ai vecchi tempi la Raffa Nazionale, ma ha provveduto, nel giro di tre-quattro puntate, a validare la propria immolazione: ascolti non eccezionali, e soprattutto non da sabato sera, ma con la consapevolezza di aver fatto da apripista e di aver costruito un piccolo miracolo per migliaia di bambini, accrescendo la sensibilità degli italiani che si sono prodigati in telefonare per prenotare la propria adozione. Evidentemente, a livello meramente di ascolto, non ha funzionato il metodo, di fronte ad una sostanza così delicata.

BOLLETTINO AUDITEL  //  Non è stata certo una cavalcata trionfale quella di Amore, che è partito il 25 marzo 2006 con 4.978.000 telespettatori e il 24.90% di share (esordio inferiore di gran lunga a quello di Sogni, altra creatura della Raffa nel 2004), rispetto ai 5.286.000 telespettatori e il 26,36% di share de La Corrida. La seconda serata ha segnato un calo di share, 23,09% (mentre La Corrida concludeva i battenti con il 29.47%), in una serata, quella del primo aprile, segnata dalla notizia dell’assassinio del piccolo Tommaso Onofri, che ha pesantemente influito sullo sviluppo della trasmissione e sull’andamento emotivo della serata, tanto che la stessa Carrà, visibilmente provata, ha deciso di terminare prima la trasmissione per dare spazio all’informazione. Ma sette giorni dopo la Carrà ha dovuto affrontare un nuovo avversario, La Fattoria, che passa dal mercoledì al sabato, sconfessando così la sacralità del sabato sera, tradizionalmente dedicato a prodotti più "alti" come varietà e one-man shows e non certo ai reality. Benchè nelle prime tre puntate della nuova collocazione settimanale La Fattoria di Barbara D’Urso si mantiene sul 23% di share, Amore continua la sua fase calante, passando dal 22,71% dell’8 aprile al 18,07% del 22 aprile, recuperando al 18,92% il 29  aprile. I dati Auditel non certo confortanti avevano contribuito a mettere in circolo fondati malumori, tanto che si palesava la possibilità di una chiusura del varietà all’ottava puntata – prima non era possibile per tempi di realizzazione delle serate – con poi slittamento di Notti Sul Ghiaccio di Milly Carlucci dal venerdì al sabato sera. La crisi però si manifesta crudele nelle ultime due serate: la settima di Amore scende brutalmente al 16,29% con 3.306.000 telespettatori, mentre la serata è dominata dalla semifinale de La Fattoria, che straccia la concorrenza cogliendo il 27,52% di share e 5.034.000 telespettatori; l’ottava di Amore invece precipita al 15,94%, mentre la finale de La Fattoria coglie il 28,67%, almeno undici punti di scarto, per la più sordita umiliazione degli ultimi anni. Il bilancio di Amore non è comunque alla fine così disastroso – e valuteremo se inserirlo nella categoria Il Mio Nome E’ Flop: 3.976.000 telespettatori e il 20,18% di share. Dati inferiori alla media di rete in prima serata – ai pubblicitari è garantito un 24% di media su RaiUno – e la sensazione che l’esperimento tentato con dolcezza da Raffaella Carrà, al di là della matrice solidaristica d’effetto, non abbia colto nel segno.

CHE COSA HA FUNZIONATO  //  Il proposito era encomiabile, quello di inculcare l’interessamento della platea televisiva a tematiche difficili come l’adozione a distanza di bambini sparsi per il pianeta, soprattutto situati in territori ostici e a contatto con privazioni e il desiderio di vivere. La Carrà ha riproposto il modello Carràmba nell’introdurre via via le storie di gente comune, che ha deciso – ben prima di sedere all’Auditorium per assistere al varietà – di contribuire a costruire il futuro di un bambino, ed è ormai chiaro quanto in questo compito la Raffa sia la più indicata ed idonea. Pure l’idea di spedire i vip mandati in missione nel mondo, mettendoli di fronte alla realtà e permettendo loro di alimentarsi il gene dela solidarietà non è così malvagia, ma di certo meritava qualche correzione. La sigla iniziale del programma – slegata dalle immagini, imbroccate in un collage amatoriale – presentava un motivetto accattivante, intonato dalla Carrà coadiuvata dai bambini seduti sul palco, in un’atmosfera idillica e tenera che predisponeva già al sorriso.

CHE COSA NON HA FUNZIONATO  //  Sicuramente – è il dato più banale e scontato ma anche innegabile – il binomio varietà-solidarietà ha mostrato evidenti crepe. E sinceramente non è facile capire se ha deluso l’aspetto solidaristico o quello del varietà, ossia se si ha ecceduto con le coccole catodiche o con i mezzucci classici del sabato sera. Carràmba si è fatta spesso sentire in una versione stereotipata con l’arrivo dei bambini adottati direttamente in studio, per finire nelle braccia aperte dell’artefice del piccolo miracolo in un abbraccio macchiato delicatamente di lacrime di gioia. Dopo le prime due puntate sottotono, la Carrà ha giocato la carta della comicità, non quella fatta in casa – e peraltro fin troppo rodata nonché noiosa – ma quella della concorrenza, facendo traslocare i comici di Zelig per siparietti di battute frontali con pubblico e la conduttrice, che si limitava a ridere a tratti, un po’ come fa Fazio con la Littizzetto a Che Tempo Che Fa. Molti – tra cui pure Lucio Dalla che aveva detto la sua su Amore – non avevano approvato la scelta di piazzare una schiera di vip al centralino con l’incarico di raccogliere le telefonate di promesse di adozione ed eventualmente girarle in diretta. Forse non serviva la presenza dei personaggi dello spettacolo ad invogliare il pubblico a dare il proprio contributo, e soprattutto stonava il contatore delle adozioni, appeso sopra la fila dei vip inchiodati sotto la scrivania, creando un sarcastico parallelismo con i milioni donati a Telethon nelle lunghe dirette. La Carrà ha recriminato per i forfait all’ultimo minuto di personaggi celebri, che avevano assicurato la propria presenza, dalla Littizzetto a Jovanotti, passando per Gianni Morandi: una provocazione di cattivo gusto, uno show non si deve certo reggere sulle spalle degli ospiti, e la mossa dello scaricabarile, fatta da una professionista del rango di Raffaella Carrà, è disdicevole e inopportuna.

IL FUTURO DI AMORE  //  Sabato 20 maggio andrà in onda il meglio di Amore, per l’ultimo appuntamento definitivo con la trasmissione di Raffaella Carrà, la quale aveva annunciato a TGCOM di aver intenzione di riproporre la formula da lei stessa portata alla ribalta al sabato sera, evitando che qualcuno se ne appropri indebitamente, rendendo così la Carrà capostipite di un nuovo filone. Ma è evidente che se si vuole riproporre questo ambizioso progetto, è necessario rifondarne e basi e intraprendere nuove soluzioni, alla ricerca di un maggiore equilibrio tra le due anime dello show, senza abbandonarsi all’una o all’altra parte, altrimenti non si riesce a catalizzare l’attenzione del pubblico per quasi tre ore di fila. Il rapporto tra Raffaella Carrà e Fabrizio Del Noce non è stato idillico, come lei stessa ha confermato, ma il direttore di RaiUno, dalle colonne de La Stampa di sabato 13 maggio, ha risposto per iscritto alle dichiarazioni della conduttrice in merito ad uno scarso interesse sul suo progetto: «Io ho creduto molto nel progetto, che trovo riuscito solo in parte: sul fronte del servizio pubblico e sociale l’obiettivo è stato centrato, mentre sul lato della fluidità dello spettacoli ed emozioni non è riuscito». Insomma, se si prospettasse la conferma di Amore, non avverrà di certo sotto la dirigenza Del Noce, che era stato già scettico a suo tempo con la riproposizione di Sogni, poi svanita in vuote parole. Di Amore rimane soltanto la facciata di un esperimento mediatico non andato a buon fine, che è servito per tastare il polso del pubblico su tematiche delicate e permettendo di coglierne i lati positivi e negativi, su cui lavorare se si vuole riportare il progetto a nuove luci. Raffaella Carrà può ritenersi comunque soddisfatta sotto il profilo umano, numerose le richieste di adozione, ma ora servirebbe tenere ancora incosiderazione tutte le offerte del pubblico e vedere se tutte le promesse si rivelino reali. Un monitoraggio completo è inevitabile, pena screditamento. La concorrenza ha davvero nuociuto in maniera irreversibile? I dati Auditel parlano di trionfi per La Corridavarietà puro vecchio stampo con la solleticazione del reality show – e per La Fattoriareality-show striato di varietà. Un successo insomma di formule ibride che hanno saputo coinvolgere il pubblico più della solidarietà maculata di canzonette. E’ un dato interessante su cui impostare le strategie di palinsesto future.

Annunci

2 responses to “VISIONI FINALI // "AMORE", IL VARIETA'-SOLIDARIETA' TRA GIOIE UMANE E DOLORI AUDITEL”

  1. sbirciolo says :

    RIEMERGE RAFFAELLA CARRA’ DALL’OBLIO TV. E NE HA ANCORA PER DEL NOCE[..] E’ passato (colpevolmente?) quasi inosservato l’ennesimo sfogo di Raffaella Carrà. Dire ennesimo è forse eccessivo, visto che la conduttrice più popolare del Belpaese non è propriamente il tipo che passa il tempo a starnazza [..]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: