CONTI E MAGALLI, DUE VOLTI NUOVI (!) ALLA SPERIMENTAZIONE DI DUE NUOVI FORMAT RAI


Leggo dall’ANSA cosa attenderà i telespettatori assidui dei programmi pre-serali da giugno in avanti. Sì perchè, se non ve ne siete ancora accorti, la stagione televisiva è agli sgoccioli, si sta mettendo a punto la prossima stagione in partenza da settembre e rimangono tre mesi, quelli estivi, in cui le aziende televisive hanno due possibilità: svuotano il magazzino e recuperano le produzioni già mandate in onda, replicando così pure l’impossibile, oppure si dedicano intelligentemente a nuovi esperimenti catodici. La Rai da qualche anno decide di testare i nuovi format dedicati alla fascia pre-serale direttamente nei mesi estivi, per poi scegliere quello dai più confortanti dati Auditel e scodellarlo in autunno. Fu così d’altronde pure per L’Eredità, che vinse il ballottaggio tempo fa con Azzardo, condotto in estate da Carlo Conti e che metteva in campo l’attualità e le news dei quotidiani per vincere la partita. Insomma, il tentativo Rai di non farci addomentare di fronte ad un film visto una settantina di volte è sicuramente encomiabile.

Ma. Ci sono dei ma. La Rai deve rimpiazzare la partenza di Amadeus, destinato precocemente – insieme alla compagna Giovanna Civitillo, che ha inaugurato l’arrivo al Biscione col flop di Comedy Club, e se il buongiorno si vede dal mattino… – al più felice (?) lido Mediaset, a sua volta al posto del detronizzato Gerry Scotti, che si porta a casa Passaparola e pure Il Milionario, che nell’ultima edizione non ha certo brillato. Ma non pare che L’Eredità traslochi insieme al suo conduttore. Ergo, che testano a fare nuovi format se poi a settembre ci ritroveremo lo stesso giochino? Evidentemente neppure L’Eredità, che tante gioie ha dato a Del Noce, pare sia destinata ad essere confermata – e se lo fosse, il nome quasi obbligato è quello di Carlo Conti. Il presentatore marchio di Miss Italia presenterà ad ogni modo Alta Tensione, a partire dal 12 giugno. E su questo nuovo format per ora non si sa nulla. Ma L’Eredità chiude i battenti il 3 giugno e allora dal 5 al 10 giugno sarà l’ora di Mister, un altro prodotto nuovo che sarà condotto da Giancarlo Magalli e in cui ci si cimenterà coi cognomi. Bene, l’idea pare innovativa – anche se non so quanto possa essere efficace, quella di giocare coi cognomi e soprattutto che intenzioni hanno nei confronti della privacy, boh – ma in Rai pensano che cinque giorni siano sufficienti per testare un gioco nuovo e soprattutto per permettere al pubblico di abituarcisi? Quando poi ci sono tre mesi interi per poter rodare un gioco? Evidentemente in Rai hanno intenzione di fare un panino prolungato: una settimana Alta Tensione, la successiva Mister. Funzionerà questo metodo? Spero per loro di sì, anche perchè si dice che Mister dovrà soppiantare Affari Tuoi nella prossima stagione. Ma soprattutto: funzionerà Giancarlo Magalli alla guida di un gioco che non sia quello delle buste di Piazza Grande?

Perchè, gira e rigira, tutti i programmi possono essere sperimentati, provati, accantonati, ben venga la sperimentazione, perbacco. Ma non si possono sperimentare pure nuovi conduttori? Con tutto il rispetto e la stima che ho per Giancarlo Magalli, che ha tanti anni di tv alle spalle e la padronanza per starci e rimanerci ancora a lungo, perchè in Rai non si decidono a proporci qualche faccia nuova? Sono convinto che i talenti pronti per il grande passo ci siano, magari manca solo l’occasione propizia. Stesso discorso, naturalmente, vale per Carlo Conti, un uomo che ha fatto praticamente tutto. Non è giunta l’ora di fare spazio pure a qualcun altro, e con questo non mi auspico il declassamento o l’accantonamento dei volti storici e pluri-presenti della Rai? Tanto questa gente non muore certo di fame se perde la guida di un programma, l’unico problema magari è quello di soddisfare lo zoccolo duro di RaiUno, composto dal pubblico di età medio-alta, abituato a volti tradizionali e tranquilli e poco aperti all’innovazione. Ecco, il giro dei ma è concluso. Aspettiamo di vedere ulteriori sviluppi. Chi vedrà, vivrà – non era così lo slogan?

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