"ATTACCO ALLO STATO" MA NESSUN BOTTO AUDITEL. FINITI I TEMPI D'ORO DELLA FICTION?


Un altro colpo mancato o, se volete, un botto dall’eco ridotto. L’ennesima fiction Mediaset, prodotta per Canale 5 dall’inseparabile TaoDue di Pietro Valsecchi, Attacco Allo Stato, sarà forse l’ultima produzione della stagione televisiva ormai agli sgoccioli, ma sono lontani le esplosioni Auditel da almeno una decina di milioni di telespettatori, anche nel caso di prodotti da alta risonanza, come fu per Karol e come è stato per il recupero delle triste faccende delle Brigate Rosse. Gli ascolti per carità non sono mancati, ma evidentemente i colpacci a suon di fiction sono finiti – e lo dimostra pure l’andamento delle ultime produzioni Rai firmate Saccà, il cui emblema è senza dubbio il flop de I Colori Della Gioventù di giovedì scorso, senza naturalmente rigirare il coltello sulla piaga 48 Ore. La concorrenza è stata battuta, ma senza strafare. La prima puntata, andata in onda lunedì scorso, ha raggranellato con apparente agilità 5.972.000 telespettatori per il 24,98% di share, stracciando La Partita Del Cuore su RaiUno, rimasto al palo con 3.465.000 telespettatori e il 14,42% di share e finendo pure scavalcato dagli ultimi episodi della prima stagione del telefilm Lost, che su RaiDue hanno chiuso con una media di 4.007.000 telespettatori e il 15,84% di share. Il supporto ad Attacco Allo Stato non è naturalmente mancato, con una forte e continua scarica di promo a tutte le ore e speciali sul dietro le quinte a tarda sera: è innegabile che Lost abbia potuto frenare l’affermazione perentoria della fiction dove svetta Raoul Bova.

Ma anche la seconda e ultima parte, andata in onda ieri sera, non ha brillato più di tanto, a fronte di una controprogrammazione affatto furiosa, anzi: soltanto 5.901.000 telespettatori e il 24,42%, dati pure in calo rispetto alla prima parte ma sufficienti per superare l’ennesima replica del Commissario Montalbano su RaiUno (5.451.000 e 21,77%). Le riflessioni vengono spontanee. In Italia si continua a puntare tutte le fiches sulla fiction – a discapito delle produzioni seriali americane ma dai risultati ottimi se soltanto se ne curasse la messa in onda -, si continua produrre sceneggiati su qualsiasi fatto storico o di attualità confidando sull’attenzione del pubblico. I risultati non mancano ma non sono più eclatanti. Segno di un rapido cambio di tendenza da parte della platea televisiva, sintomo invece di fiction non particolarmente gradite e/o entusiasmanti oppure il movente è più semplice e riconducibile ad un calo generale del pubblico con la fine della stagione televisiva? Da promotore delle serie tv americane, mi auguro che il pubblico si sia stancato delle fiction fatte a destra e a manca. Anche perche, con tutto quello che costa realizzare uno sceneggiato…

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