NON ASPETTATEVI MIRACOLI DALLE CASALINGHE DISPERATE 2 VERSIONE RAIDUE


Non sperate proprio che la situazione migliori da settembre in poi. L’avventura nella tivù generalista di Desperate Housewives capitolo secondo si preannuncia ancora più difficile rispetto all’esordio di quasi un anno fa del telefilm che ha conquistato il mondo. Tranne che – come al solito! – il popolo italiano. I risultati Auditel della prima stagione trasmessa da RaiDue non sono stati affatto esaltanti, nonostante una partenza sprint che aveva già fatto stappare le bottiglie di champagne nei piani alti dell’azienda di viale Mazzini. Il responsabile fiction della seconda rete Rai, Giorgio Buscaglia, si aspettava un florido 14% di share (di fronte al risibile 10% di media) e sul sito della rivista Tv Sorrisi & Canzoni ha tentato di spiegare il mancato successo, tirando in ballo controprogrammazioni – Rai – killer e spostamenti di palinsesto che hanno fatto infuriare gli appassionati. E davanti a questa attestazione di flop – che sfigura, se paragonato al successo Lost, icona della rete – le premesse del bilancio della seconda stagione, terminata un paio di settimane fa sul satellite canale FoxLife di Sky e pronta a settembre ad esordire su RaiDue in prima serata, non sono certo rosee. Lo stesso Buscaglia, intervistato dal sito Desperate Housewives Online, non nasconde un fioco entusiasmo, anzi diventa palese la necessità di contenere i danni. La missiva è quella di non scendere sotto il 10% di share, ma certamente, da sua ammissione, RaiDue non farà nulla per incentivare la promozione della serie: le repliche degli episodi della prima stagione, in onda in annosi blocchi da tre ogni lunedì in prima serata, dovranno così essere sufficenti per convogliare gli appassionati con la memoria così rinfrescata all’appuntamento con la seconda tranche di episodi. E gli ascolti della riproposizione, per ora, non sono affatto incoraggianti. Nessuno spot ulteriore, nessun altro speciale dedicato alle casalinghe disperate: si confida sul pilota automatico della serie. Manca – e lo si nota fin troppo – la fiducia di Buscaglia su un prodotto che ha dato risultati soltanti discreti, e non ottimi, ergo ora diventa in balia delle onde del pubblico. Un paio di esempi, forse forzati, da esemplificazione: la rinuncia a timbrare con il proprio titolo ogni episodio, facendo perdere così le peculiarità del telefilm stesso, e la sigla della serie squallidamente velocizzata per intonare gli stacchi pubblicitari, una tecnica fanciullesca che depotenzia di parecchio le qualità della produzione di Marc Cherry. Pure lui, il padre di Desperate Housewives, è stato subissato di critiche negli Usa per aver sviluppato una seconda serie meno intrigante e coinvolgente della prima – pure la Poggialini l’aveva stroncata. Un dato non certo confortante: se la prima stagione al pubblico italiano non è andata a genio, non vedo proprio come possa farlo la seconda. Quando – tra l’altro – la seconda è stata già consumata dall’appassionato fedele via sat o Internet e iniziano a dilagare i fastidiosi spoiler (anticipazioni) sulla terza mandata in partenza a settembre sul canale americano ABC. Prepariamoci alle solite paturnie: sarà difficile sbarazzarcene.

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