ANCHE IL TG5 CONTRO "FATTORE C" A RISCHIO CHIUSURA. AL SUO POSTO GERRY SCOTTI O… DR. HOUSE!


Avanti il prossimo. Disarcionato l’appena assunto Amadeus, il preserale di Canale 5, divenuto inspiegabilmente malefico per i poveri dirigenti Mediaset, sta per mietere la seconda ed illustre vittima. Che porta il nome di Paolino Bonolis. Il suo Fattore C, smontato dalla domenica sera in tutta furia e rimontato alle 18.45 dal lunedì al sabato fa incomprensibilmente male. Male come chi l’aveva preceduto: uno scadente 16% di share medio, mentre laggiù, scavalacato il muro spinato, Carlo Conti se la ride quando prende a mazzate – a colpi di 28% di share – il suo diretto competitor, veleggiando verso il dominio assoluto con la rodata Eredità. Un nuovo fallimento per il re dei pacchi, che segue la cacciata aziendale da Serie A di un anno fa e la riduzione a una sola serata – rispetto alle due previste – a settimana de Il Senso Della Vita. Già, pure il tak-show che pochi mesi orsono raccoglieva buoni consensi sembra ora lasciare a piedi il Re Mida della tv italiana, tanto che rimane a galla soltanto al giovedì, mentre la seconda serata del lunedì viene data in pasto ai film – anche se, ufficialmente, si parla di impossibilità di coniugare in maniera esaustiva i due impegni sulla rete. Senza dimenticarci, poi, dell’azione legale della Rai contro Fattore C, accusato di essersi ispirato al famoso Affari Tuoi. Il Fattore Copia, dunque, pare avere le ore contate, anche se freneticamente l’entuourage del conduttore non tarda a smentire qualsiasi voce.

Ma nel caso Fattore C tiri giù forzatamente la serranda, non si tratterà semplicemente di sostituire il programma con un altro, bensì di piazzare in preserale una trasmissione che eviti di chiudere al 20% di share, al momento di dare la linea al TG5. Perchè ora pure quelli della testata giornalistica di Canale 5 si sbracciano, sono stufi di sgomitare come cani quando l’avversario TG1 sta raccogliendo i risultati migliori degli ultimi anni. Merito, indiscutibile, anche del forte traino dell’Eredità, che cede la linea al tg di Gianni Riotta al 33,47% di share. E proprio mentre quelli del TG1 gongolano diffondendo alla stampa note Auditel di ritrovata fiducia, quelli del TG5 non sembrano più disposti ad accettare i bassifondi dell’ascolto e in una dichiarazione raccolta dal quotidiano Libero affermano: «Ogni sera noi ci arrampichiamo sull’Everest, e salire di 10 punti vuol dire che facciamo un buon prodotto, tenendo conto che tra il nostro traino e noi c’è anche la pubblicità, cosa che non accade su RaiUno». Pubblicità, però, che Canale 5 ha tolto dalla tradizionale posizione del dopo-anticipazioni TG5 per non far emigrare pubblico all’azienda rivale.

Se allora anche il TG5 insorge per il traino da lumaca, cosa mettere al posto dell’ex infallibile Bonolis, che da quando ha abbandonato la Rai pare aver portato una tonnellata di sfiga a Cologno Monzese? Numerose fioccano le ipotesi. La più accreditata è quella che vuole il ritorno di Gerry Scotti con Il Milionario, benchè il popolare conduttore avesse volontariamente e temporaneamente appeso la tv al chiodo per dedicarsi a fiction e tv. Sfuma l’ipotesi di Cultura Moderna, tempo fa ventilata da Dagospia, per il doppio impegno (Striscia-Paperissima) del guru Antonio Ricci – si parlò soltanto di un impiego domenicale al posto di Striscia La Notizia. E intanto, in silenzio, si fa largo la possibilità di sdoganare sulla rete regina di Mediaset il telefilm acchiappa-ascolti Dr. House, strappandolo a Italia 1 e ricalcando così il modello estivo del preserale che l’anno scorso vide gioire Everwood, raccogliendo ottimi ascolti. Ma l’esiguità degli episodi della seconda stagione non permetterebbe una copertura sufficiente, visto che il telefilm dovrebbe andare in onda ogni sera. Ma d’altronde pure Fattore C è a tempo, un mese e mezzo e poi di nuovo Amadeus con un nuovo game prima del TG5. Bene, rimane ancora un mese da coprire, le soluzioni si sprecano. E sullo sfondo si materializza un inquietante scenario: il ritorno del fallimentare Bonolis a mamma Rai. Una lontana supposizione, ovviamente. Ma mamma Rai sarebbe subito ben disposta a rimpatriare il pupillo scaricato dalla concorrenza?

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