ASCOLTI IN CRISI PER LA FORMULA 1 IN CHIARO: COLPA DELLA SOLITA NOIA DA GRAND PRIX?


Magari SportAutoMoto, nel numero in edicola questa settimana, dipinge scenari un po’ troppo apocalittici. Ma il pericolo emorragia di pubblico è ormai diventato un nemico da combattere anche per lo sport che televisivamente funziona più di tutti, la Formula 1. L’ultimo dato Auditel riferito al passato Gran Premio di Monaco (seguito da 7.797.000 spettatori su RaiUno e uno share del 44,25%) non è certo esaltante, nonostante segua il trend in calando delle ultime tre edizioni, le quali, rispetto al 2004, hanno visto scomparire improvvisamente un sostanzioso manipolo di di quasi cinque milioni di teleappassionati. Il calo in effetti appare ogni gran premio sempre più evidente, soprattutto se messo in relazione con l’arrembante progressione verso l’alto dell’ascolto riservato dal pubblico alle gare del Motomondiale (l’ultimo appuntamento al Mugello è stato seguito da 8.159.000 spettatori e il 46.50%). E dire che fino a qualche tempo fa la Formula 1 assicurava alla Rai i soliti dieci milioni fissi ogni domenica di gara. Ergo è forse giunto il momento di prendere di petto il problema. Ammesso, naturalmente, che di televisivo si tratti. Perchè molti esperti non hanno certo dimenticato quanto il circuito di Montecarlo sia tradizionalmente ostile allo spettacolo e dispensatore supremo di noia, con sorpassi zero ed emozioni che evaporano nei due minuti della partenza (alla quale erano in quasi 10 milioni ad assistere). In realtà, rispetto all’anno precedente, gli ascolti sono rimasti sostanzialmente stabili, nonostante il ritiro di Michael Schumacher, anche se si parla soltanto di gran premi corsi ad orari stralunati, nella prima mattinata. Con l’arrivo in Europa, fin dalla corsa a Barcellona, la flessione è invece risultata evidente. Che cosa succede?

Che la Formula 1 mantenga fascino e adrenalina misto ad una sempre maggior dose di noia è assodato. Ora si tratta però di capire se, oltre ai limiti di spettacolo imposti dallo stesso sport per via delle barcollanti norme regolamentari, possa sussistere un problema offerto direttamente dalla televisione. Tolta di mezzo Sky, che ha iniziato proprio con il Gran Premio di Monaco, senza troppo clamore, a trasmettere le gare di Formula 1 – in una maniera per ora del tutto analoga a quella di RaiUno e in attesa di gustarci il formato ad alta definizione e magari un bel multicanale stile D+ – rimane la Rai, da più di dieci anni l’unica deputata ad elargire in chiaro le meraviglie dell’automobilismo top, la quale però, forte di una solida tradizione legata ai diritti stretti in pugno (fino al 2012), sembra non stia facendo nulla per adeguare la propria offerta al mercato. Se è vero che Sky, così conciata, non sembra ancora fare paura (l’ascolto medio di Sky Sport2 e Sky 16:9 è stato di 235.167 telespettatori, ma ben 1.386.006 milioni di contatti nel weekend tra prove e gara), l’ascolto in calando testimonia che evidentemente non è più il tempo di cullarsi sugli allori e di rimboccarsi le maniche, di fronte ad un pacchetto da anni offerto con le stesse modalità, ormai divenute stantie. Lo storico Ezio Zermiani se ne è andato in pensione, oggi il peso grava sul vicedirettore Maurizio Losa, ma lo scarso interesse che RaiSport dona alla Formula 1, dilettandosi oltretutto in virtualismi scenografici totalmente superflui, scredita con coraggio l’onesto lavoro di giornalisti ed esperti che non sarebbero neppure malaccio – benchè qualcuno vorrebbe fare volentieri a meno del valido Gianfranco Mazzoni.

Ma il trattamento generale ad uno sport che raccoglie, nonostante tempi di crisi, numeri da sballo, non è affatto adeguato: le trasmissioni dedicate sono numericamente e qualitativamente scarsine, le prove libere non si sa ancora perchè non vengano trasmesse neppure in sintesi a tarda notte, gli approfondimenti sono così scontati che seguendoli, sembra di proseguire con gli sbadigli ereditati dalla corsa. Sintomatica è stata la concorrenza del Giro D’Italia, la cui tappa domenicale è stata capace di dare del filo da torcere all’evento monegasco. I limiti di RaiSport nel maneggiare la Formula 1 rimangono evidenti, la trascurezza dei gran premi a volte tocca i peggiori bassifondi e neppure la rinsavita Sky accende una rivalità che porterebbe a cercare miglioramenti a Viale Mazzini. Gli unici sorrisi in un’azienda dominata ora dal ritorno puntuale del totopoltrone vengono donati dalla raccolta pubblicitaria, che non sembra affatto risentire del calo di ascolti durante le dirette delle gare, anzi. «Noi vendiamo dei pacchetti per la Formula 1 – spiega Paolo Lutteri, responsabile per lo sport di Sipra – e perdipiù abbiamo la fila di clienti che chiedono di entrare nei minispot». I quali, caso assolutamente anomalo, contano su una platea di spettatori tipica dei grandi eventi di RaiUno e costano la metà, per via della collocazione oraria meridiana. Minor costo, maggiori investimenti. E allora chissenefrega se il pubblico diminuisce, basta che gli inserzionisti continuino a ricoprirci d’oro. Speriamo, per la Rai, che non si accorga troppo tardi di un fallimento gestionale di cui fin da ora avvertiamo con profondo sospetto inquietanti crepe.

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5 responses to “ASCOLTI IN CRISI PER LA FORMULA 1 IN CHIARO: COLPA DELLA SOLITA NOIA DA GRAND PRIX?”

  1. sbirciolo says :

    C’E’ FERMENTO A RAISPORT: VIA MASSIMO DE LUCA, SULLA POLTRONA SIEDERA’ BARTOLETTI?[..] Anche RaiSport pare essere interessata dal vento movimentato del totopoltrone, fenomeno che in Rai si ripete ciclicamente e che sta già interessando tutti i piani alti dell’azienda. Anche nel reparto sportivo di Viale Mazzini la tensione si affe [..]

  2. sbirciolo says :

    LA F1 SU SKY FINALMENTE E’ ANCHE INTERATTIVA. MA ORA C’E’ LA GRANA TELECRONISTI[..] Sarebbe stato il passo immediatamente successivo. Anche se nessuno l’aveva accennato, quando Sky orgoglliosamente presentava i frutti dell’atteso accordo con Bernie Ecclestone per portare la Formula 1 anche sul satellite, oltre alla sua indiscussa pres [..]

  3. anonimo says :

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