LA F1 SU SKY FINALMENTE E' ANCHE INTERATTIVA. MA ORA C'E' LA GRANA TELECRONISTI


Sarebbe stato il passo immediatamente successivo. Anche se nessuno l’aveva accennato, quando Sky orgoglliosamente presentava i frutti dell’atteso accordo con Bernie Ecclestone per portare la Formula 1 anche sul satellite, oltre alla sua indiscussa presenza in chiaro sulla Rai. Doveva essere scontato, però non se n’è parlato, eppure il colpo era vistosamente in canna ed è finalmente esploso, anche se a distanza di un mese e mezzo dall’ennesimo acquisto della tv di Murdoch. Come fu per D+, anche su Sky Sport 2 si potrà assistere ai Gran Premi di Formula 1 godendo della regia interattiva: basta un tasto sul telecomando per essere catapultati nel vivo della corsa, seguendola da vicino, anche con il supporto di altri tre canali, uno dedicato alle camera car, uno agli highlights e uno ai tempi ufficiali diramati dalla direzione gara, la stessa schermata che meccanici al muretto e telecronisti in cabina di commento osservano per fare due conti e disponibile anche su Internet, sebbene in versione leggermente ridotta, sul sito ufficiale della Formula 1. In tutto 4 canali, dunque, numero che rimane però lontano dai 6 messi a disposizione a suo tempo da D+, l’evoluzione di Tele+ prima di essere poi rilevata da Sky, che nel 2002 neppure si interessò ai diritti di uno degli sport più seguiti del pianeta. Ora la piattaforma si sta facendo perdonare, recuperando il tempo perduto ed offrendo agli appassionati puri un servizio impeccabile, che dota di un senso la scelta di Sky rispetto alla visione tradizionale delle corse su RaiUno: offrire repliche a ripetizione, prove libere in esclusiva e la possibilità della modalità in 16:9 non sembravano in effetti motivazioni succulente per spingere i fanatici dei motori a farsi tentare da Sky. Adesso invece i tentennamenti non sono più graditi e giustificabili. E se quelli del call center chiameranno insistendo di volermi propinare l’abbonamento, dopo aver loro rinfacciato per anni che no F1 no SKY, questa volta non ci sono scuse, accetterò volentieri – che poi al telefono non ci si metta al riparo dalle fregature, è un altro discorso – anche perchè, perlomeno per ora, non ci sono costi extra, che invece D+ infliggeva, per gustarsi a dovere la multiregia. Il tutto a partire dal Gran Premio D’Inghilterra di domani.

Ma proprio domani avverrà anche la girandola dei telecronisti assoldati per commentare le gare. Una girandola forse imprevista o forse calcolata, che non ha mancato di suscitare qualche polemica fra i tifosi della Formula 1 affilatisi a Sky. Via Paolo Leopizzi dal commento principale – andrà a riempire gli spazi di approfondimento pre e dopo gara -, dentro Carlo Vanzini. Al commento tecnico non c’è più traccia di Gabriele Tarquini, rilevato da Giancarlo Minardi. Sostituzioni che hanno preso alla sprovvista i sostenitori dell’uno o dell’altro, e ora impegnati a ristabilire i propri beniamini nel posto che li compete. Se su Minardi è assodato che sia un tecnico ineccepibile, non sono tutti convinti sulle sue doti da telecronista, e pure su l’uscente Leopizzi i pareri sono discordi, uniti però dall’avversione costante verso la pattuglia Rai guidata da Gianfranco Mazzoni. C’è anche nostalgia di Lucio Rizzica, affidato però al commento della GP2 e additato da molti come esempio da seguire. Si percepisce la chiara volontà di differenziarsi dalle proposte della concorrenza, che per la verità è tutt’altro che eccelsa – anche se a livello telecronistico si predilige la professionalità e la puntualità piuttosto che l’irruenza emotiva, Mazzone non è un Caressa – e per ora a Sky si sta cercando di trovare l’alchimia vincente in cabina di commento, alla quale bussa anche Marc Genè, collaudatore Ferrari, per poter dire da vicino la propria.

Il problema di fare un collage delle voci vincenti si sintonizza però a frequenze così basse da poter essere ignorate. Sky si sta adoperando con successo per offrire una tv alternativa e competitiva, inserendosi proprio nelle trame scadenti della tv generalista e correggendo ineccepibilmente errori e mancanze. Rimane soltanto l’ultimo cruccio, quello del motociclismo, i cui diritti sono in mano a Mediaset – unici diritti positivi, dopo quelli del campionato di calcio rivelatisi decisamente un malaffare – fino al 2011. Se non si trattasse di un accordo in esclusiva – nonostante prove e gran premi vengano negati, benchè siano in chiaro, a chi decide di vederli via satellite perchè criptati – Sky dovrebbe farci un pensierino, anche perchè perlomeno la MotoGp, a livello di ascolti nella tv generalista, sta meditando il sorpasso sulla Formula 1, un dato da non sottovalutare perchè testimonia quanto anche il motociclismo si stia ritagliando una grossa fetta di pubblico. La proposta di Sky irrobustita dalla regia interattiva potrebbe contribuire ad aumentare l’interesse verso la Formula 1, mettendo in ginocchio la stessa proposta in chiaro, ma disporre di un binomio realizzato con l’arrivo del motociclismo sarebbe l’ideale. Attualmente chi cerca le due ruote sul satellite le trova su Eurosport, che le segue tempestivamente ma con l’unica aggravante di una telecronaca internazionale. Però non c’è ancora nessuno che pensi a questo nuovo affare. E intanto quelli di Cologno Monzese non stanno certo a guardare, e sul digitale terrestre offrono la regia interattiva dei gran premi delle due ruote. Una mossa certamente meno pubblicizzata ma che evidenzia come anche a Mediaset non si giochi propriamente sul sottile. A tutto vantaggio degli appassionati.

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