FRIZZI BATTE MAMMUCARI: DOPO UN MESE DI SFIDA, DOMINANO I 'SOLITI IGNOTI'


Probabilmente Antonio Ricci se ne sarà fatta una ragione. Nessuno in giro lo ha visto imbizzarrito, e di motivi per mangiarsi la tappezzeria ce ne sarebbero a iosa. La sua gallina dalle uova d’oro, Cultura Moderna, le prende regolarmente dalla concorrenza, che non è quella assatanata di Affari Tuoi, a metà tra destino e tarocco, puntualmente da smascherare per screditare – a ragione o meno – il nemico di turno, ma è quella decisamente più bonacciona di Fabrizio Frizzi, che presenta senza troppi clamori Soliti Ignoti. Giochetto di una semplicità inaudita, fatto di carte difficili da manovrare di soppiatto, sulle quali Ricci sa di non potersi rivalere. Giochetto semplice come Cultura Moderna, sembrerebbe, e invece il quiz di Teo Mammucari, padrone incontrastato dell’estate scorsa, s’è rifatto il look e ora paga incredibilmente pegno. I maligni ovviamente si immaginano già Ricci a visionare tonnellate di videocassette per pescare il marcio nel concorrente. Sicuramente il padrone di Striscia non sarà raggiante di gioia. Anche perchè non si tratta più dell’effetto sorpresa, che perlomeno nella prima settimana poteva alterare i veri valori di campo. Dopo un mese esatto di programmazione, il gioco di Frizzi ha sorprendentemente preso il largo, mentre la banda capitanata da Mammucari non ha mai dato segnali di ripresa, anzi insistendo con quelle modifiche inutili che potrebbero aver fatto perdere appeal al programma. Nessuno è intervenuto nel modificare qualcosina, forse si sperava in un calo fisiologico dell’avversario. E invece Cultura Moderna sta per affondare e per giunta chi la dovrebbe salvare latita. Frizzi ringrazia, e intanto se la gode.

Ovviamente sono i numeri che ci consentono, pur con la naturale freddezza del caso, paragoni millimetrici: con i numeri non si discute, parlano chiaro. L’esordio di Frizzi è stato scoppiettante, anche se la prima settimana si è consumata su una sostanziale parità tra i due avversari diretti dell’access prime-time. Cultura Moderna non ha ripetuto i grandi numeri di un anno fa, Soliti Ignoti ha invece mostrato di saper tenere duro con caparbietà, riuscendo a spuntarla complessivamente. Il vantaggio in share è risicatissimo, e anche il numero di telespettatori totali non registra coraggiose differenze. Ma la seconda settimana inizia immediatamente con il botto per Frizzi, che tocca il 28,02% di share, lasciando nettamente al palo Cultura Moderna, ferma al 21.98%. E’ il preludio di una settimana che si preannuncia vincente. Se il gioco di Mammucari paradossalmente riesce anche ad incrementare lo share dello 0.13%, quello di Frizzi piazza un sorpasso ancor più grintoso, guadagnando l’1.68% (raggiunge una media del 26.86%). A livello di numero di telespettatori, il divario è ancor più palese. Ma Ricci non corre ai ripari, Cultura Moderna continua a proferire noia, precludendosi in partenza l’auspicato recupero. Che non arriverà mai. Nella terza settimana di programmazione, Soliti Ignoti realizza la migliore performance, toccando una media del 28.03% di share (la puntata più vista in assoluto è quella di sabato 30 giugno, con il 30,78%) e lasciando a Cultura Moderna le briciole, in numero ancor minore rispetto a sette giorni prima (calo dello 0,84%). E’ il segno inequivocabile della disfatta della ciurma di Antonio Ricci, che stranamente non decide di correre ai ripari, affidandosi magari ad una chisura di programma ritardata per far salire lo share. Che complessivamente scende, fino a toccare il punto più basso nella quarta settimana (22.88%, -0.65%) e segnando il record negativo nella puntata di venerdì 6 luglio (21.18%, mentre Frizzi tocca il 28,24%). L’ultima settimana di riferimento ha visto anche lo spostamento su Rete 4 in access prime-time della soap-opera Tempesta D’Amore, che ha abbandonato, per la delusione degli appassionati, il pomeriggio di Canale 5, dove raggiungeva risultati eccezionali. Appoggiato sulla terza rete Mediaset, raggiunge la media di rete, ma lo spostamento non ha giovato affatto alle prestazioni di Cultura Moderna, non ha catturato il pubblico più anziano, anzi ha paradossalmente allontanato il pubblico femminile. Per Ricci, insomma, si tratta, da tutti i punti di vista, di una debacle colossale, che rafforza la genuinità di Soliti Ignoti e di un conduttore non urlatore come Fabrizio Frizzi, che si è autorispolverato puntando su un prodotto fresco ed evidentemente efficace. Antonio Ricci invece è partito da vincitore uscente, ma per riconfermarsi campione ha provato a modificare qualcosa, ha raddoppiato la presenza femminile – e dire delle tonnellate di copertine spruzzate di Lydie Pages, che affianca Juliana Moreira, volte a testimoniare un successo straripante -, ha stravolto il meccanismo delle nomination, ha aggiunto attese snervanti: il pubblico evidentemente non l’ha digerito più come prima. Ecco il confronto:

CONFRONTO AUDITEL

 

SOLITI IGNOTI

CULTURA MODERNA

1a SETTIMANA

5.342.000 (25.18%)

5.266.000 (24.24%)

2a SETTIMANA

5.217.000 (26.86%)

4.770.000 (24.37%)

3a SETTIMANA

5.189.000 (28.03%)

4.419.000 (23.53%)

4a SETTIMANA

5.200.000 (27.31%)

4.393.000 (22.88%)

MEDIA FINALE

5.237.000 (26.85%)

4.712.000 (23.75%)

I dati Auditel non sono ovviamente assoluti: una maggiore precisione si riscontrerebbe confrontando le sovrapposizioni esatte dei due programmi. Anche se forse non cambierebbe il risultato. Che invece Ricci saprebbe interpretare alla perfezione: a sostenere Frizzi c’è il solito, stantio, pubblico tradizionale. Se tentasse questo tipo di arringa, non fallirebbe affatto su tutta la linea. Che Raiuno sia la patria di una platea meno giovanile è ben assodato, e anche la composizione del pubblico che segue Soliti Ignoti si piega senza problema a questa supposizione, fornendo i riscontri attesi: il game di Frizzi tocca il 35,60% di share tra gli ultra 65enni, e il 29% tra i 55-64enni. Non propriamente pubblico attivissimo, quello cosiddetto pubblicitario, che tanto fa gola e testo dalle parti di Cologno Monzese. E infatti si parla di un misero 17% di adolescenti a seguire la caccia all’identità nascosta. Mediaset continua a rallegrarsi, nonostante la sconfitta in valori assoluti, perchè colpisce il target di riferimento, i 15-64enni, fascia nella quale riscontra valori migliori, anche se non più di tanto. Se Frizzi può contare sulla sicurezza senile, Teo Mammucari invece si vede sfilare anche i giovani. Con ora la preoccupazione che si sta navigando attorno al 23% di share, l’obiettivo minimo che soddisfa i pubblicitari. Se non si interverrà su Cultura Moderna, pare proprio che tutta la flotta sia destinata repentinamente ad affondare. Per la felicità di Fabrizio Frizzi. Che davamo per coraggioso spacciato e che invece, da buon intenditore, ha ricostruito con silenzioso entusiasmo il suo gradito ritorno.

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