RAIDUE HA '7 VITE': BASTERANNO PER EVITARE COSTANTI DECESSI?


Ci risiamo. Alla Rai hanno ancora voglia di sperimentare, nonostante un’impressionante catalogo di fallimenti senza appello nel settore sit-com. O minifiction. Oppure reality-com. Perchè farà parte di questa nuova esuberante categoria il nuovo progetto per il preserale autunnale di RaiDue, 7 Vite. Il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà è imperterrito: dopo gli onori raccolti al FictionFest di Roma, dove si è esaltato al ritmo delle strepitose fiction prodotte per l’azienda di Stato e dove ha ribadito – semmai ce ne fosse stato bisogno, viste le evidenze – che ce ne saranno sempre di più e più, garantisce – viste le evidenze – massimi sforzi anche in quei prodotti tradizionalmente invisi alla tv pubblica, quelle sit-com così tanto divorate dai giovani e invece profondamente ignorate quando vengono distribuite nella triade di canali Rai. Le conferme di continue débacle non si contano più: prima fu Cotti & Mangiati con Flavio Insinna e Marina Massironi, poi venne il flop – tutto italiano, però – di Buttafuori su Raitre, e sempre sulla terza rete il neonato Colpi Di Sole se la sta passando malissimo. Abbiamo escluso l’altro disastro, Sottocasa, classificabile come soap-opera e naturalmente come ennesimo tentativo fallito di imporsi in questo particolare settore, nel quale la concorrenza di Mediaset se la cava decisamente meglio. E ora arriva 7 Vite. Se a questo drammatico case history ci aggiungiamo le precarie premesse dalle quali la sedicente reality-com (meglio situation comedy, basta con gli affascinanti ma vuoti neoinglesismi) tenterà di sopravvivere, ci sono tutte le condizioni per mettersi subito in agitazione.

Come si conviene da gentiluomini, però, prima annotiamo qualcosina del nuovo progetto, girato nel centro di produzione tv Rai di Napoli – nel quale dovrebbe svilupparsi anche la soap Agrodolce, ancora in stand-by – e prodotto dalla Publispei, soggetto di fiducia della Rai, visto che le ha fornito il successo Un Medico In Famiglia. 7 Vite è incentrato sulle vicissitudini di un ragazzo (Luca Seta) caduto in coma a 15 anni e improvvisamente risvegliatosi a 30 anni, gettando d’impulso gli occhi in un mondo profondamente modificato. Davide, questo il suo nome, ritorna così a casa, dove riassapora la presenza della sorella, del suo amico d’infanzia e della madre di quest’ultimo: è mosso da una grande voglia di crescere, di recuperare il tempo perduto, senza sapere che finirà innamorato della cugina (interpretata da Elena Barolo, ormai attrice dopo l’esordio a CentoVetrine) mentre la sorella è rimasta ancora singole e il suo amico continua a cibarsi di Playstation e video porno raccattati su Internet. Una trama tutto sommato interessante: perlomeno non si approfitta dello stra-abusato metodo di ripresa a telecamera fissa e permette un racconto di respiro più ampio. Ma ovviamente qui iniziano i dolori. Parecchi.

7 Vite sarà realizzaa dal vivo, davanti ad un pubblico vero. Esempio lampante, è quello di Buona La Prima! di Ale & Franz, che su Italia 1 ha ottenuto buoni risultati: lì i due comici improvvisavano senza copione, qui gli attori del serial recitano misurandosi però immediatamente con la platea, le cui «risate, se ci sono, sono vere» precisa puntiglioso il direttore di Rai Fiction Saccà, che spiega al Corriere Della Sera: «Il principio è un po’ quello teatrale: gli attori provano le scene e poi recitano dal vivo al piccolo gruppo di spettatori». Che ovviamente saranno il parametro primo per valutare il successo o il fallimento del progetto. Per il momento i gruppi di spettatori scelti da nord e sud per valutare alcune puntate-pilota sembrano aver fornito indicazioni positive, come conferma lo stesso Saccà: "Sono piaciute soprattutto ai giovani – dice – non sapendo da quale rete fossero prodotte". E’ proprio qui, in questo punto dolente, che si annida l’inghippo, che da solo basterebbe a palesare i primi forti sentori di malriuscita. I giovani assoldati per giudicare le puntate-pilota non sapevano a quale rete fosse destinata la sit-com, ma hanno provato ad indovinare, così prima hanno pensato che si trattasse di Italia 1 e poi di Canale 5. Soltanto dopo, forse allo stremo e forse in mancanza di ulteriori alternative – Raiuno bocciata e Raitre pure, nonostante gli ultimi tentativi – hanno pronunciato RaiDue. Il che darebbe immediatamente l’idea che, se l’obiettivo fosse quello di arpionare il pubblico giovane, l’unico risultato sarebbe il disastro. E invece per Saccà i giovani-cavie «avevano percepito la modernità del progetto» e per questo soltanto per ultimo avevano nominato RaiDue. Beato lui che ci crede.

Come se non bastasse una sfacciata evidenza di inseguire il target di riferimento nel canale sbagliato o perlomeno quello meno indicato – e il bello è che neppure gli altri due farebbero al caso… -, i più puntigliosi fanno notare come 7 Vite nasca da un format spagnolo. Rigirando con maledetta benevolenza il coltello nella fastidiosa piaga dell’utilizzo di sceneggiatori stranieri quando qua in Italia di menti ne avremmo a volontà. E Saccà è laconico: «Speriamo così di ridurre i rischi al minimo». Ovvero: fiducia zero nella ciurma creativa made in Italy. La motivazione è eccezionale quando inopportuna: «Ci misuriamo in un campo poco esplorato: una produzione di tipo industriale, con un linguaggio fortemente innovativo». Siamo davvero curiosi di sorbirci queste millantate innovazioni, anche perchè le soluzioni sono due: o queste piacciono e quindi via libera agli applausi per l’obiettivo centrato, oppure queste non piacciono e così si dirà che sperimentare è inutile perchè tanto il pubblico italiano non capisce le innovazioni. Un bivio complicato, che di certo non spiega il perchè dell’ennesima adozione di un’idea straniera, anche perchè c’è sempre di mezzo l’insostituibile adattamento italiano, che ritocca o stravolge il copione originario. E anche in questo caso, a seconda dei risultati, si potrebbe sparare a zero contro un format seguito pedissequamente o un riadattamento di scarso successo perchè troppo lontano dall’originale. Le premesse, come detto, non sembrano sprizzare ottimismo, anche perchè, a rincarare la dose, ci si mette di mezzo anche la collocazione oraria: 7 Vite sostituirà, udite udite, la striscia quotidiana delle 20.00 di Tom & Jerry, dagli ascolti assicurati. Quando qualcuno tenta un’esperimento va sempre lodato, e maggiormente applaudito quando prova a scompaginare scelte di palinsesto che, benchè fruttino ottimi ascolti, sono più stantie di una mela ammuffita. Ed infatti ora il rischio è questo: riuscirà 7 Vite a non far rimpiangere la striscia di Tom & Jerry in quanto ad ascolti, oppure un fallimento – dato per scontato, visto il trend negativo delle ultime esperienze – decreterà il ritorno del sempre uguale (ovvero cartoon prima dell’edizione serale del TG2? Ci sono sempre le guest-star (come Maria Amelia Monti, Max Tortora, Nino Frassica ed Amanda Lear) pronte a raddrizzare la faccenda, ma senza la garanzia che basti una faccia nota – o le rassicurazioni ottimiste del fido Saccà – a risollevare morale ed ascolti.

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3 responses to “RAIDUE HA '7 VITE': BASTERANNO PER EVITARE COSTANTI DECESSI?”

  1. anonimo says :

    é ora di fare chiarezza sul destino della soap AGRODOLCE.
    si farà in SICILIA o a napoli?

  2. anonimo says :

    Ho avuto modo di seguire Siete Vidas in Spagna, è una serie stupenda. Se l’Italia compra tante serie dalla Spagna (Un medico in famiglia, i cesaroni, compagni di scuola, solo per citarne alcune) un motivo ci deve essere: son bravi a farle e a livello produttivo non hanno niente da invidiare agli americani!Se noi le adattiamo è perchè essendo una cultura simile alla nostra non è poi così difficile farlo e i costi non sono certamente quelli delle serie tv Usa!Prima di decretare il fallimento di una serie è meglio prima aspettare e seguirla e concederle il beneficio del dubbio, se è la serie più longeva spagnola e una tra le più amate un motivo c’è, anzi più di uno!è estremamente esilarante e divertente senza essere mai banale!Certo, il pubblico italiano è poco abituato alle sit-com italiane ma se proviamo a concedere un pò di tempo a Sette vite son sicura che saprà stupirci e farci divertire!

  3. anonimo says :

    Le riprese di Agrodolce avverrano a Termini Imerese. La trama ruota intorno all’ambito scolastico. Riguardo al cast, per i protagonisti si fanno nomi davvero importanti come la Cucinotta e Raoul Bova. Il resto sarà invece composto da gente della zona. E’ una notizia certa perchè una mia amica e il mio ex sono stati scelti a scuola da due addetti ai casting e lei ha superato i provini ed è entrata a far parte del cast definitivo. Le riprese dovrebbero cominciare subito dopo Natale, intorno Febbraio. Sinceramente non credo molto in qst ficton locali, ma cmq una svolta a Termini ci voleva e penso che questo non può che giovare alla mia città. Magari avrebbero potuto scegliere dei veri attori che si son fatti le ossa col passare degli anni in teatro e via dicendo, ma chissà… Forse sarà davvero carina! Mi recherò negli studi televisivi nei prossimi giorni. Se volete posso tenervi informati!

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