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ENRICO MENTANA CHE PARLA DI FORMULA 1 (SENZA GIORNALISTI E OSPITI)? QUALCOSA NON QUADRA (E 'MATRIX' AFFONDA)

C’è qualcosa che c’è sfuggito? Non tutto sembrava quadrare ieri sera in seconda serata. Enrico Mentana a Matrix s’è messo a disquisire del trionfo Ferrari in Formula 1, mentre l’avversario Bruno Vespa a Porta A Porta non si smentiva, sguazzando con insospettabile fierezza nella diatriba Mastella-De Magistris. Ma quando mai a Matrix si parla di sport, anche se di mezzo c’era il rocambolesco mondiale di Kimi Raikkonen? E soprattutto: perchè uno speciale così, a parte gli sforzi di lusso di Sky (che già delizia con telecamere ovunque) non ce l’ha offerto la Rai, che custodisce con celata soddisfazione i diritti dello sport che attualmente garantisce una platea di telespettatori ancora esagerata nonostante le prime (insignificanti?) crepe di una disaffezione però tutta da decifrare?

L’imbarazzo è palese. Federica Balestrieri domenica ha avuto una risicata quindicina di minuti per dire qualcosina nel dopogara del Gran Premio di Brasile, una battuta mozzata di Cesare Fiorio e una automozzata di Jean Alesi e poi via al TG1 (che è pure partito in ritardo di qualche secondo). Poi il nulla, a parte le incursioni nei vari telegiornali delle reti di Viale Mazzini, fino alla Domenica Sportiva su Raidue. Ma non s’era vinto un mondiale? Stupisce tutti infatti che se ne debba occupare Enrico Mentana, che pure gode di una redazione motori di gran lunga più emozionante e spigliata di quella Rai: mancava forse un argomento valido per intonare la puntata del lunedì di Matrix, se si è stati costretti a dirottare l’interesse (meritato, ma strano) sulla Formula 1, quando la Rai avrebbe tutti i doveri di farlo? Perchè la trasmissione di ieri sera chez Mentana appariva alquanto raffazzonata: nessun ospiten Ferrari, nessun collegamento da Maranello, Chicco se l’è dovuta cavare con una discussione a tre coinvolgendo Alessandro Zanardi e Max Biaggi, che non hanno potuto far altro che snocciolare banalità, giustamente ai margini di un evento che doveva poter essere raccontato da chi l’aveva vissuto. E non è sufficiente che tutto il peso venga scaricato sull’esclusiva (?) confezionata dal grande inviato Giorgio Terruzzi, che ha raccontato il dopogara e tutti i retroscena in una sorta di thriller-reality: era davvero così difficile ospitare un giornalista sportivo di Cologno Monzese in studio? Sussulti risigati: un servizio-cronistoria della stagione appena trascorso cerca di riemozionarci, ma è troppo poco. Almeno consegnateci i sempreverdi Andrea De Adamich e Claudia Peroni, che domenica sera, nel salotto calcistico di Controcampo su Italia 1, si stavano infervorando e non poco annusando i rischi di una possibila squalifica di Bmw e Williams. Non li avranno voluti in onda?

Il mistero rimane. E anche la delusione, che i dati Auditel non mancano di sottolineare. La troppa approssimazione di Matrix è stata duramente scontata da Mentana con 1.258.000 telespettatori e il 15,68% di share, non pochissimi, ma su Raiuno Bruno Vespa ha fatto il pieno di 1.771.000 telespettatori e uno share del 23,89%. Applausi comunque a Mentana per il coraggio: in Rai hanno una gallina dalle uova d’oro, la chioccia Formula 1, ma sono specialisti a distruggere con superbia le più luccicanti covate. Qualcuno ha notizia di eventuali speciali? Di appuntamenti esclusivi? La depressione continua.

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LO SPORT IN TV: LE NUOVE INDISCREZIONI SULL'AUTUNNO 2006

Rai e Mediaset sono freneticamente al lavoro in questi giorni per stilare i palinsesti del prossimo autunno. E senza dubbio l’insidia maggiore è sicuramente relegata nella questione sportiva. Avevamo già fatto i primi nomi, ma ora, grazie anche a Panorama, ne spuntano di nuovi.

RAI  //  In casa Rai, tiene sempre banco l’arrivo di Ilaria D’Amico dopo l’esperienza mondiale con la casacca di Sky, e il partner di lavoro è designato nel nome di Enrico Varriale. La Domenica Sportiva così è pronta ad inaugurare una nuova versione, anche se Marco Mazzocchi e soprattutto Paola Ferrari non sono ancora ben disposti ad abbandonare il campo, nonostante le continue mazzate prese nell’ultima stagione dalla guerriglia rivale di Controcampo. Pensionamento vicino anche per Giorgio Tosatti, pure lui non immune dallo scandalo di Calciopoli che d’altronde si è abbattuto violentemente sull’intera redazione di RaiSport: già con le valige in mano Fabrizio Maffei, potrebbe essere lo stesso Darwin Pastorin, sulle cui mani temporaneamente si è riposta la redazione sport di La7 nell’attesa di concretizzare la propria esperienza in Germania per i Mondiali FIFA che scattano tra poco più di una settimana, a ricoprire il ruolo di direttore della testata. Candidati a rilevare il baffuto giornalista sportivo Rai sono Ivan Zazzaroni, che già diceva la sua alla DS, e Italo Cucci, già opinionista nelle finestre sportive sul calcio dedicate dal TG2. Un’importante e interessante mossa che pare aprirsi su RaiDue è la nascita di una trasmissione sportiva condotta nel Bonolis style sul mondo del pallone: Fabio Fazio è stato indicato come palpabile conduttore. Esperimento, almeno sulla carta, comunque non nuovo, visto il già manifestato interessamento della Rai verso Teo Teocoli nei programmi sportivi.

MEDIASET //  In casa Mediaset, invece, sono Serie A e Controcampo le due trasmissioni su cui si lavora per ristabilirle in avvio di campionato 2006-2007. Sulla prima, grava il peso del’incertezza delle squadre che si affronteranno da settembre: futuro ancora nebuloso per la Juventus, che rischia di finire in serie B, e per le altre squadre implicate. Lo spostamento su Italia 1 del clone Mediaset di 90° Minuto è così legato agli scenari del prossimo campionato: non si esclude infatti che Serie A possa rimanere su Canale 5, rientrando nella nuova e per ora millantata composizione della domenica pomeriggio della rete ammiraglia di Cologno Monzese. Un dato che di ora in ora afferma la propria certezza è il nome del conduttore, Sandro Piccinini. Che, a sua volta, non è stato ancora ufficialmente rimpiazzato a Controcampo, per la cui conduzione fioccano continuamente nuovi nomi. Ettore Rognoni, capostruttura Sport Mediaset, dopo aver sondato senza troppo successo il terreno Gerry Scotti, pare stia inseguendo ora Claudio Bisio, magari in coppia con un volto marcatamente sportivo proveniente dalla redazione sportiva, Mino Taveri o addirittura un nuovo acquisto, Federico Buffa, direttamente da Sky Sport. Tramonta quindi la candidatura di Alberto Brandi, che dovrebbe così rimanere a Guida Al Campionato, e senza nuove prospettive pure Domenica Stadio.

LE ALTRE EMITTENTI  //  Il futuro di La7 è ancora avvolto nel mistero. Se la tregua è destinata a durare per un paio di mesi, il tempo per seguire i Mondiali FIFA 2006 sotto la direzione di Darwin Pastorin, l’autunno si preannuncia ancora molto caldo e senza punti di riferimento. Perso Il Processo Di Biscardi, trasferitosi su Italia7Gold, si studiano comunque nuove produzioni per surrogare una perdita che, perlomeno a livello di ascolti, potrebbe rivelarsi pesante. 

COMPLIMENTI, UNA SERATA DEDICATA AGLI ECTOPLASMI

Davvero una bella giornata quella di ieri. Programmi fantasma, ospiti ectoplasmi, conduttori imbarazzati neppure fossero stati ripresi nel proprio bagno di casa, servizi che raccontano i servizi mancati, l’occhio della telecamera che assiste inconsciamente ad una florida improvvisazione dell’informazione degno di uno spettacolo teatrale. E in mezzo, sia che ci siano che non ci siano, tra sedute e alzate da poltrona, i politici. Mediaset volle, fortissimamente volle Berlusconi, per sottrarlo al monopolio Rai del dibattito politico televisivo. Voleva piazzarci pure Prodi nella sedia da impiccato. Un confronto all’americana, ma senza l’assilo del timer, che mozza le parole. A condurlo, il sempre vispo Toni Capuozzo, padrone di casa a Terra!, il settimanale di approfondimento a cura del TG5, di nuovo piazzato come speciale. Una bella giornata di tira e molla, tra Berlusconi che dichiara certa la sua presenza, poi scopre della battuta in ritirata di Prodi, si appella alla parcondicio vista al contrario, allora l’idea è di posizionare una serie di giornalisti vicini alla sinistra, nonchè cecchini, pur di garantire il regolare svolgimento della trasmissione, senza violare la legge dell’equità televisiva. Telefonate frenetiche, direttori di testate perennemente con la cornetta in mano, tra offerte e smentite. E alla fine Carlo Rossella disse no. 

Sembra rimanere (fintamente) in disparte, invece, la farsa puntata di Matrix, condita dal secondo tira e molla, quello tra Fini-Casini e Rutelli-Fassino: la coppia del centrodestra attende comoda sulle poltroncine bianche l’arrivo dei rivali che appena 48 ore prima avevano smontato da Floris a Ballarò, poi la coppia del centrosinistra, appresa la notizia del possibile one-man-show di Berlusconi a Terra! (visto che Prodi aveva già declinato l’invito), diserta per protesta pure lo studio Palatino. Salvo far marcia indietro dopo aver saputo dell’annullamento della trasmissione di Toni Capuozzo, e allora via di corsa da Mentana. Ma F&C a loro volta disertano il prolungamento dell’attesa, già di oltre 2 ore, della coppia avversaria. Via una, arriva l’altra. Ma addio coincidenza. Che se ne fa di tutto questo? Una emerita cippa. Nel frattempo la Perego a Verissimo, dalle 18, coadiuvata dalla sovraimpressione a scomparsa, ricorda la trasmissione di Terra!, dedicata a questa giornata particolare. Omettendo pure che si tratta di una puntata particolare. Se ne accorgerà più tardi lo spettatore. E dire che in programma, dopo lo spostamento selvaggio de La Fattoria alla prima serata di sabato, era prevista le centesima replica del film Ghost. Che avrebbe fatto sicuramente più ascolto di una trasmissione che s’è retta sul nulla e colmata da un vuoto reso meno vuoto dalle vuote parole.

Terra!, come previsto ma al tempo stesso sfatando le previsioni, parte in diretta. Omelia di Toni Capuozzo, il racconto della giornata, dei corteggiamenti terminati senza risultato, numerosi due di picche, telecamere al solito che si insinuano nell’attesa dei giornalisti, Mentana a sua volta corteggia l’orologio che ha al polso, smaneggia frenetico il cellulare, attende l’arrivo dei altri 2 Re Magi. Maledetta ansia. In studio, oltre a Capuozzo e Sandro Provvisionato, pure il direttore di Liberazione, Piero Sansonetti, che al rientro da un servizio trova pure il modo di piazzarci cruda una sonora risata. E da ridere ce ne sarebbe pure: sulla maestosità con la quale i conduttori-giornalisti portano avanti per più di un’ora uno speciale sul nulla, mascherato da serata di riflessioni sulla par condicio. Oddio, indirettamente è pure vero. Ma lo smacco è ormai servito, i piatti forti mancati, e le pive nel sacco dilagano. La litania, più o meno riempita di servizietti in stile reality, che colgono pure la farsesca conferenza stampa fai-da-te di Rossella e Confalonieri, improvvisata all’ultimo momento nello studio romano del TG5. Il reality piomba sull’informazione, ritraendo furbescamente il dietro le quinte. Sagace, non c’è che dire. L’autoreferenzialità si sposa perfettamente pure con i telegiornali, e per la prima volta ci fanno così vedere, più o meno inconsapevolmente, cosa accade prima di un’intervista, prima di una conferenza stampa, prima di una dichiarazione ufficiale. Si cinciscia davanti ad un microfono che si fa finta di non vedere. Dopo il nulla di Terra!, via con l’altro nulla mascherato da reality, il Grande Fratello. Ma il reality diventa subito nulla: viene riproposta la replica della finestra quotidiana già andata in onda 4 ore prima, alle 18.25. Che cosa vuoi che sia successo di così tanto eclatante, dopo il marasma che invece è accaduto fuori dalle mura di Cinecittà? E l’ascolto è risibile, share al 10,63%, Capuozzo voleva rischiare lo stesso di improvvisarsi magari comico – beh, Ferrara a Otto E Mezzo su La7 c’è riuscito, giocando all’imbavagliato in segno di protesta per la querelle Mediaset -, magari avrebbe fatto il botto senza dinamite, e pure senza miccia da appiccare. A parte i continui carichi pubblicitari, boccate di ossigeno (tutti gli spot programmati dovevano pur andare in onda), è stato un fallimento totale. L’informazione sulla non-informazione crolla miseramente. Era molto meglio Ghost, alla millesima replica. Almeno la finzione era giustificata.

E venne Mentana. Ed è di nuovo omelia. Solito preambolo pre-Matrix e il sapore è quello, già assaporato con un pizzico di disgusto, di una puntata speciale in quanto non speciale. Si parte, e Mentana si improvvisa a sorpresa one-man-show, di fronte al suo pubblico, che aveva atteso ore prima di venir preso in giro, così come il conduttore, dal marameo dei politici più in voga. Le poltrone rimangono bianche, sullo sfondo capeggia il silenzio, rotto dalle spiegazioni del giornalista, che naturalmente ha del tempo a disposizione. Che diavolo vuoi che rimandino, se Matrix diventa Minix, di nuovo il GF alla terza replica in 6 ore? E allora via con il recupero filmico della giornata, stavolta l’autoreferenzialità di Mentana raggiunge l’apice. Enrico  viene ritratto mentre spiega al pubblico che cosa sarebbe successo, che cosa fosse successo e che cosa passasse in quel momento nella sua testa: è come stare dietro le quinte, ma con le quinte davanti. E’ ritratto lo show smontato, un po’ come accade durante gli stacchi pubblicitari, ciò che noi solamente non vediamo, e che per la prima volta ieri abbiamo potuto assaporare. E si continua con le ore che passano, l’affanno di una rincorsa ai politicidivi, le prime polemiche. E poi? Bene, rimpiazziamo il nulla con Ballarò. Esatto, RaiTre si maschera da Canale 5 e, in perfetto stile servizio pubblico o, se volete, RaiSat Extra, pop corn a fiumi per la replica della trasmissione di martedì sera, al solito ingigantita nel suo valore da ascolti di nuovo preziosi. Qualche taglio, certo, ma è il replay di quella sfida che sarebbe stata in replay, ma questa volta in diretta, nello studio di Mentana. Uno smacco non da poco, poco vale la giustificazione del conduttore, ai microfoni dei giornalisti, di aver riproposto il confronto televisivo a consumo di coloro che, nella ricca serata del martedì, non avevano avuto occasione (o voglia?) di gustarselo su RaiTre. La batosta era ormai ben presente, nel segno lasciato, nella fronte della redazione di Matrix. Non s’era mai visto adattare una trasmissione ad un’altra. Ecco, piuttosto delle chiacchere di Terra! sul nulla, almeno ci hanno offerto una sorta di videoregistrazione autocommissionata. Roba da servizio pubblico, appunto.

Il mondo si è capovolto, eggià. Chi ha perso è senza dubbio l’informazione: dilapidata, amplificata nei suoi contorni effimeri, insignificanti. L’informazione diventa così vuota, incapace di creare informazione. E non è neppure ridondanza. No. Il telegiornale diventa talk-show, alla stregua di Al Posto Tuo o del gioco con donne o uomini-premio a Uomini E Donne. Commissionandosi, con le armi del reality e della telecamera ovunque, la propria immagine. L’informazione si è smontata da sola, o forse l’hanno smontata, in un sadico gioco al chi osa di più o al chi si schiera da una parte vince. Ora il problema è rimontarla. Fatelo prima che sia troppo tardi.