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ANCHE CECCHI PAONE SI RITIRA: L''ISOLA' DELLA VENTURA SI DISPERA (MA SARA' VERO?)

Piangere le è difficile, così s’accontenta di ridere amaro, affogando in una proverbiale disperazione. Le ne andrà mai bene una a Simona Ventura? L’Isola Dei Famosi continua a mietere vittime volontarie, ma per fortuna che il dio Auditel continua a graziarla – anche se, ad onor del vero, motivi per dichiararsi entusiasmi della quarta edizione del reality ce ne sarebbero pure – altrimenti si sarebbe davvero lasciata andare ad una santificante macellazione. Quanto avevano faticato in ufficio a raccattare nomi più o meno famosi, nessuno che se li filava, Simona sull’orlo dello svenimento causa mancanza di protagonisti: puntano tutto su Cristiano Malgioglio, ma il pubblico birichino decide di sbarazzarsene; provano allora a sostenere Francesco Coco, anche perchè il cachet che lo aveva spinto ad isolarsi non era certo quello di un metalmeccanico, ma insospettabili problemi lasciati a casa lo spingono ad abbandonare la ciurma; dai, rimane Alessandro Cecchi Paone, l’orso rubicondo sceso in Honduras per ritemprare ormoni e pregiudizi, ma bastano 6 settimane e un’incomfessabile voglia di palmare a farlo cedere. Due ritirati, uno dei più interessanti brutalmente eliminato. Simona si distende sconsolata sul widewall che ad inizio puntata la osanna illuminandone la falcata: fuori tutti i personaggi di primo piano, quelli di primo pelo – i nip – si sbracciano con lodevole snobismo con la speranza di metterci una decorosa pezza dando fuoco a qualche diatriba, ma le improvvise ed incredibili defezioni spalancano le porte al nervosismo dietro le quinte, con il rischio di azzardare mosse sconfortanti pur di prevenire eventuali disagi.

Di sostituti l’Isola s’è sempre munita per rispondere ad abbandoni scontati o imprevedibili specialmente nelle prime edizioni, ma stavolta il cambio della guardia rischia di risultare indigesto: ancora Ivan Cattaneo? La Ventura se l’è direttamente portato da Music Farm, con la speranza di rimpolpare l’Honduras del fattore omosex che lo stesso Malgioglio, più che il deludente Cecchi Paone (che ne doveva essere il paladino, e invece) schierò per potersi fregiare del titolo di regina della spiaggia, facendo divertire (e ovviamente inorridire) un po’ tutti. Riuscirà Cattaneo ad armarsi di urletti a tema per non far sentire troppo le mancanze di due punti di riferimento, che sono ahimè ritornati all’estenuante normalità? Ma più che Cattaneo, che probabilmente è la prima pedina di un gruppo di recuperati da vari reality messo alle strette dalla sopraggiunta ed inevitabile carenza di materia umana prima, a fare maggiormente scalpore è il secondo nuovo arrivo nell’Isola, quello della modella russa Victoria Petroff. Perchè la bionda top-model, di cui nessuno nasconde passati amorosi bollenti e soprattutto di un certo livello, alle telecamere c’è avvezza parecchio. E la stessa Ventura non può che ammetterlo, sperando così di lavarsi dignitosamente la coscienza dopo che di un terzo dei non famosi s’è malamente scoperto di malandrini trascorsi televisivi (da Vittorio De Franceschi a Viviana Bazzani, che strenuamente ha voluto difendere la propria verginità mediatica). Il problema è che Simona s’era solennemente impegnata a ribadire che quest’anno avrebbe scelto concorrenti dal passato più lindo possibile, con una storia da raccontare ma il più possibile lindi da esperienze compromettenti che possano far scatenare le più inverocende supposizioni: e ora arriva questa Victoria qua, che passa tranquillamente per palese raccomandata, ma tanto ormai chi si accolla il rischio di un non famoso davvero non famoso? Nessuno, e via con un’altra slinguata di immancabile ipocrisia (a partire da Massimo Giletti come opinionista, colui che della Ventura disse peste e corna compreso l’Isola Dei Famosi, sputando sul trash: però, complimenti eh).

Intanto Vittorio De Franceschi ha già adocchiato la procace Victoria. La mossa degli autori voleva destabilizzare il testosterone del gruppo, e soprattutto quello del bellone di turno? Peccato che insistenzi iliazioni vogliono il bel Vittorio in rapporti (platonici?) con un "tonico" stilista, ergo poco incline al profumo femmineo. E di nuovo, così, ecco spuntare l’alone gay-friendly che sembra connotare quest’Isola furente e dissossata, con rotule che scappano un po’ ovunque e articolazioni che sembrano girare entusiaste prima di doversi piegare a cigolii sospetti. Simona Ventura sospetta ma non vuole credere a repentini sfaldamenti, però forse è meglio prenotare una visitina. Sempre che gli autori non abbiano già chiesto un consulto (ma avranno beccato il dottore giusto?)…

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IL REALITY PSICOLOGICO ANNUNCIATO DA GORI RIGUARDA… I MALATI!

Pensavo fosse soltanto una delle tante notiziole a metà tra il falso e il faceto che le agenzie battono alla rinfusa. E invece me la ritrovo confermata dal settimanale Vita, che tratta le tematiche del no-profit. Finalmente scopriamo che diavolo ha in mente Giorgio Gori, il capo di Magnolia, per la primavera di RaiDue, relativamente a quel fantomatico reality psicologico annunciato alla vigilia del via all’Isola Dei Famosi. In cui i protagonisti saranno pazienti con le più svariate patologie psicologiche, dall’attacco di panico ai disturbi sessuali, rinchiusi a farsi curare nel Centro di terapia strategica di Arezzo. E’ proprio il direttore Giorgio Nardone ad anticipare al settimanale i particolari di questa nuova scommessa televisiva – decisamente orripilante – che la Rai proporrà nel 2007. Visto che è quasi tutto definito.

Un gruppo sperimentale di 20 persone sarà filmato durante le sedute e durante i momenti di condivisione con altri pazienti del proprio tempo libero, mentre un altro gruppo di 20 malati, osservando le reazioni dei primi 20 e valutando i risultati delle cure loro somministrate, deciderà se farsi aggiustare gratuitamente. Nardone precisa: «Faremo ricerca in televisione secondo la prassi accademica: selezione, studio, analisi, terapia, gruppo sperimentale e gruppo di controllo». Il tutto felicemente esibito all’occhio magnetico della telecamera. E a quello del telespettatore, che è costretto a sorbirsi atti compulsivi ed ossessivi sui quali può anche sfuggire una risata. Cosa ne facciamo del rischio di una becera ridicolizzazione del malato? Nardone pregusta già l’apoteosi del successo tecnico: «Pensi a chi è malato di manie comportamentali ossessive e deve controllare la porta mille volte prima di addormentarsi, si sveglia nel sonno per accertarsi che sia chiusa e viene aiutato a correggersi e fare magari il contrario».

Ma è davvero necessaria la televisione per riabilitare un essere umano? Il mezzo televisivo è davvero così onnipotente da recuperare le anormalità stiracchiandone volontariamente alla visione del pubblico? Dove sta l’inganno? Magari il centro di Arezzo, ammesso che le cure fornite siano davvero miracolose, riceverebbe un’adeguata e succulenta promozione. Ma ci dimentichiamo, come al solito, che in ballo ci sono vite umane che si scontrano con l’occhio della tv e e quello malefico dei propri disturbi. Passi il voyeurismo goliardico, ma che ora ci si debba posizionare apposta per scrutare l’agonia dei malati mi pare francamente eccessivo. Che il reality sia allo sbando lo dimostra il costante parto di idee fuori luogo e prive di qualsiasi rispetto, anche se in America queste genialità non sono certo nuove. Ora si va ad intaccare la sfera più intima e privata, giustificando la mossa repentina con nobili fini. Il reality non cura, ma, spettacolarizzandola, svilisce la persona. Non è più un gioco, ma diventa una missione. In cui il cattivo gusto – e questa volta speriamo che i vari Moige, Aiart iniziano a sbandierare il proprio dissenso invece di bastonare programmi innocui – suona da solo alla porta di casa.

ANCHE "WILD WEST" NON SFUGGE ALLO SPOSTAMENTO D'ORARIO. MA CON CIRCUS LA SOPRAVVIVENZA E' A RISCHIO

Bene. Anche la Rai inizia a copiare Mediaset. Prima Canale 5 abusa dell’anima di Affari Tuoi, plasmando di sana pianta il Fattore C di Bonolis. Ora ci pensa RaiDue ad emulare le gesta diventate eroiche dei maneggiatori del palinsesto, visto che i maghi degli spostamenti di Cologno Monzese hanno ribadito in queste ultime settimane di pioggia di flop di essere i migliori.

A finire nuovamente oggetto di esasperanti rimbalzi tocca a Wild West. Si, proprio quel programma che all’esordio fece il 14% di share, poi otto giorni dopo drasticamente il 7%. Sì, proprio quel programma che la conduttrice Alba Parietti si ostinava a difendere a spada tratta, cullando il proprio gingillo lesinando responsabilità a controprogrammazione e giorno di messa in onda – evidentemente non è dell’idea che il male gioca in casa, insito nella sua creatura. Sì, proprio quel programma che Antonio Marano sembrava proteggere da repentini sostituzioni improvvise, quando andava raccontando «Il programma resterà al suo posto, in questa fase gli spostamenti non sono favorevoli». Beh, il primo era dovuto, necessario, inevitabile: c’è Miss Italia, allora la partenza di Wild West è alla domenica, poi dalla settimana successiva si gioca al lunedì. In sostanza, uno spostamento opposto a quello della ciofeca Reality Circus, passato dal lunedì alla domenica, riscuotendo il medesimo insuccesso. Ma entrambi hanno deciso che tanto la settimana è ancora lunga, i giorni da smembrare ci sono ancora, allora ecco che Barbara D’Urso trasloca il suo tendone al mercoledì, mentre Wild West posticipa di nuovo al martedì sera, scambiando la propria poltrona con quella del telefilm Navy N.C.I.S., che per la gioia degli appassionati, godono della prima serata di RaiDue la domenica e il lunedì sera.

Per la Parietti e la D’Urso probabilmente si tratta dell’ultima occasione. Io direi, certamente. E lo dice la controprogrammazione, che volentieri aiuterà ad uccidere due dei programmi più attesi della nuova stagione televisiva. Se Reality Circus ha già tra le mani l’orologio per constatare l’ora del decesso, visto che con l’Isola contro è destinato ad una morte certa, Wild West, che riesce per un pelo – forse la missiva era volta proprio a questo – a sfuggire all’arrivo al lunedì del killer-Auditel La Pupa E Il Secchione, ma deve fare i conti con il granitico Distretto Di Polizia e con la prima tv su Italia 1 di Tre Metri Sopra Il Cielo. Per entrambe i reality, è previsto l’abbassamento della saracinesca, annesso chiavistello. Domani punto dieci euro.

TELEVEDREMO // LE NOVITA' DI CANALE 5 PER L'AUTUNNO 2006

Per l’ufficialità bisognerà attendere il 15 giugno, quando Mediaset presenterà in una sontuosa conferenza stampa – com’è tradizione – tutte le novità, i progetti e le idee dell’azienda per il prossimo autunno televisivo. Se per Italia 1 il direttore Luca Tiraboschi si era già sbottonato prefigurando le riconferme di programmi testati con successo nella stagione scorsa, qualche sorpresa era stata già preannunciata per Canale 5, che è pronta maggiormente ad investire su Paolo Bonolis e annovera Amadeus tra le sue file. Naturalmente non mancheranno i reality – e chi ce li toglie più ormai… – e i cavalli storici di battaglia dell’ammiraglia Mediaset, da Paperissima a C’è Posta Per Te, Costanzo permettendo.

VARIETA’  //  Paolo Bonolis, strappato alla Rai la stagione scorsa con un contratto pluri-milionario, che non ha ancora dato i risultati sperati – una conduzione altisonante a Serie A e il clamoroso flop di Un Mercoledì Da Tifosi, mazziato dall’Isola Dei Famosi di Simona Ventura – tornerà in coppia con il fido Luca Laurenti con uno show tutto loro: si tratta della riedizione, corretta e accuratamente riveduta, di Ciao Darwin, che il duo portò al successo 5 anni fa oppure un nuovo game-show? L’azienda, a tal proposito non si sbottona più di tanto. Ma il nuovo prodotto Mediaset pare sia candidato a scontrarsi con lo show itinerante di RaiUno, capeggiato da Gianni Morandi e come al solito prodotto da Bibi Ballandi. Un caposaldo del palinsesto Mediaset rimane Paperissima, spettacolo a cui Antonio Ricci è molto affezionato e che gli regalò, nell’ultima edizione di fine 2004, un ascolto di dieci milioni di spettatori, frutto soprattutto della perfetta simbiosi dei conduttori Gerry Scotti e Michelle Hunziker– tentata pure dalla Rai – candidati a rivestire di nuovo il ruolo di mattatori della trasmissione. Salvo mirabili capovolgimenti aziendali, pure Maria De Filippi riporterà in video la sua rodatissima creatura, C’è Posta Per Te, forse dì venerdì.

SECONDA SERATA  //  Confermato il ritorno de Il Senso Della Vita, il talk-show innovativo di Paolo Bonolis, che raddoppia il proprio appuntamento. L’ANSA scommette sul lunedì e sul martedì, lasciando così le restanti tre serate a Matrix, che manterrebbe la doppia sfida con Porta A Porta di Bruno Vespa su RaiUno: forse, più semplicemente, Bonolis manterrà il martedì originario e il giovedì, intervallando così gli appuntamenti di Matrix, anche perchè, con l’anno sabbatico della banda di Zelig che dovrebbe rinunciare pure a Zelig Off, una seconda serata di Canale 5 rimane sguarnita.

REALITY  //  Grande Fratello e La Fattoria dovrebbero riamnere i pilastri del genere reality proposto da Canale 5, giunti rispettivamente alle settima e alla quarta edizione, anche se ancora pochissimo si sa su collocazioni orarie e rispettive conduzioni – Alessia Marcuzzi si era comunque autocandidata alla conduzione al termine del GF6 da lei portato al semi-successo. La Endemol però ha in serbo un nuovo reality – sarà quello preannunciato da Piersivlio Berlusconi qualche mese fa? -, probabilmente destinato a Barbara D’Urso e spedito di sabato sera, serata che ha dimostrato di poter supportare un genere diverso dai soliti varietà, come testimoniato da La Fattoria, conclusasi proprio di sabato con le ultime puntate, battendo la concorrenza della Carrà con Amore.

FICTION  //  Sceneggiati e serie tv rigorosamente nostrane rappresenteranno ancora una buona fetta di programmazione di Canale 5, nonostante gli ultimi risultati non proprio esaltanti, vedi il flop 48 Ore, destinato a proseguire su Italia 1 ma senza certezze di palinsesto. La fiction di Canale 5 sarà distillata in due appuntamenti settimanali, probabilmente il martedì e il giovedì: grande attesa per i prodotti seriali di ampio richiamo, dalla sesta edizione di Distretto Di Polizia alla terza di R.I.S. – Delitti Imperfetti, passando per l’esordio della serie Codice Rosso, con Alessandro Gassman e Pietro Taricone nelle vesti di vigili del fuoco.

DOMENICA  //  La diatriba Mediaset-Costanzo non è stata ancora completamente dipanata, nonostante le ufficiali rassicurazioni di Piersilvio Berlusconi sul futuro della famiglia Costanzo a Mediaset. Benchè il vicepresidente abbia dato l’idea di aver brillantemente smaltito il polverone mediatico di questa ultima settimana e rigettato tutte le ipotesi sul futuro professionale di Maurizio, ci sono tutte le carte in regola perchè avvenga la trasformazione di Buona Domenica: due tronconi, uno in mano a Paola Perego e dedicato ai reality-show, l’altro, dalle 18.50 alle 20.00, interamente affidato a Maurizio Costanzo, che tornerebbe così a fare il giornalista da MCS Show intervistando personaggi celebri, sulla scia dell’intuizione felice di Pippo Baudo, che in questa maniera e facendo leva sulla tradizione, ha battuto a più riprese Serie A, il contenitore di gol di Canale 5 sul cui futuro incerto grava l’instabilità dell’avvenire delle squadre big risucchiate dall’inchiesta Calciopoli. Per ora Serie A rimane su Canale 5 con Sandro Piccinini pronto a lanciare i filmati ma, se la situazione della domenica pomeriggio della rete ammiraglia dovesse rimanere tale, il nuovo 90° Minuto sarebbe nettamente ridimensionato – e non che su Italia 1 le cose andrebbero meglio: con Studio Aperto delle 18.30, il programma calcistico potrebbe partire alle 19.00, forse troppo tardi.

PRE-SERALE  //  Staffetta Gerry ScottiAmadeus prima del TG5 della sera. L’ex conduttore de Raiuno emigra su Canale 5 con un nuovo quiz, probabilmente un format polacco già testato più volte e dalle forti analogie con Affari Tuoi.

DISTRACTION E MUSIC FARM, QUESTA SERA SI CHIUDE. COL BOTTO?

Termina stasera, con l’ottava ed ultima puntata, la prima edizione del game-show Distraction, condotto con successo su Italia 1 da Teo Mammucari e in onda questa sera alle 21.10. La puntata finale sarà interamente riservata ai concorrenti vip, ossia coloro che si sono messi in gioco, uno per ogni puntata, nel corso dei sei primi appuntamenti, sfidando nel ring i due wrestler Kishi e Black Pearl. Non è infatti difficile stilare la lista dei destinatari delle distrazioni: Carmen Di Pietro, Enzo Salvi, Solange, i Fichi D’India, Silvia Rocca e Nadia Rinaldi.

Come già accaduto nella settima puntata, che ha riunito i concorrenti più simpatici delle prime sei puntate, le distrazioni in programma saranno pescate nel serbatoio di 30 giochi già sperimentati con successo, scegliendo quelli più divertenti e strani. Le uova in faccia credo che saranno riproposte proprio stasera. La vincita finale dovrebbe prevedere la presenza di sei premi ai quali si accede in caso di risposta esatta alla domanda pronunciata da Teo. In caso di risposta sbagliata, toccherà al concorrente, a caso, eliminarne uno azionando il detonatore senza sapere a che premio appartenga.

Si conclude così il primo ciclo di Distraction, il format realizzato per Italia 1 da Grundy Italia destinato a rimaterializzarsi puntuale per la seconda edizione in autunno, stando alle anticipazioni rilasciate dal direttore di rete Luca Tiraboschi. Parleremo meglio del programma, dei suoi risultati Auditel e delle prospettive future nella sezione Visioni Finali domani, con la conclusione dell’ultima puntata, giudicando nel complesso il nuovo esperimento di Teo Mammucari. A mio parere ben riuscito, anche se i margini di miglioramento sono notevoli.

Su RaiDue invece Simona Ventura presenta la serata conclusiva del reality canoro Music Farm, giunto alle battute conclusive. Uno tra Ivana Spagna, Massimo Di Cataldo e Alberto Fortis, con un quarto finalista scelto dal televoto tra Pago e Laura Bono, verrà eletto vincitore della terza edizione del programma. Ospiti Loredana Berté e Iva Zanicchi. Pure per MusicFarm attendetevi domani l’apposita Visione Finale.

Senza dimenticare poi la seconda puntata de Il Migliore di Mike Bongiorno, in onda eccezionalmente questa sera alle 21.00 su Rete 4 invece del tradizionale giovedì sera. Spero per Mike che l’ascolto vada meglio rispetto all’esordio, anche se ne dubito fortemente-

VISIONI FINALI // GRANDE FRATELLO 6, BILANCIO E FUTURO

Si è chiusa giovedì sera, con la proclamazione di Augusto De Megni vincitore, la sesta edizione del capostipite dei reality-show italiani, Grande Fratello. Un’edizione che molti hanno bollato come deludente, benchè gli ascolti, seppure in calo, dimostrino il contrario. Lo abbiamo dimostrato con un’analisi apposita: il GF6 è andato meglio del GF5, l’edizione più sottotono in termini di ascolto, ma sicuramente indietro rispetto alle prime quattro edizioni, specialmente in numero di telespettatori totali. La finale di giovedì è stata la peggiore delle sei edizioni, soltanto 7.463.000 telespettatori (rispetto agli 8.642.000 del GF5 del 2 dicembre 2004) con uno share del 37,80%, per la prima volta quindi ampiamente sotto il 40%. Poco, quindi, ha valso l’anno sabbatico di riposo del format, per recuperare l’aura dell’effetto-sorpresa. Cerchiamo di analizzare con semplicità la sesta edizione nella sua struttura. Ok, come al solito le cose che non hanno funzionato granchè sono in numero maggiore. Beh, le critiche sono sempre fonte di miglioramento.

COSA HA FUNZIONATO // Indubbiamente, la nuova scenografia ha recuperato il sapore del grande evento mediatico, strizzando l’occhio all’Isola della Ventura, con la passerella per l’entrata dei concorrenti e pure il vicino Controcampo, per la presentatrice al centro dello studio. Il tendone è da annoverare sicuramente tra gli elementi positivi. Ottima la prova di Marco Liorni: oltre a ricoprire l’ambito (?) ruolo di inviato sul campo come tradizione, si è ritagliato un ottimo spazio nel Grande Fratello Live, la mezz’ora di trasmissione che segue la puntata serale, dove si controlla ciò che accade a caldo nella Casa e si chiacchera con gli ex reclusi. Liorni dimostra la sua esperienza in materia e la sua capacità di parlare al pubblico nella maniera più semplice ma altrettanto autorevole. Carina l’idea iniziale di far vivere i reclusi nella casa dei Tapini, almeno per una settimana, disattendendo le aspettative della ciurma, così come il reclutamento a sorpresa di Filippo, pescato direttamente da Liorni tra il pubblico che assiepava le transenne dinnanzi la porta rossa, fuori dalla Casa.

COSA NON HA FUNZIONATO // Rispetto agli ultimi cast, quello di questa edizione non è stato al livello dei precedenti. E’ mancata una personalità forte, sono mancate forti diatribe o marcate prese di posizione (perchè no, alleanze) e si è giocato sul filo dell’indifferenza, senza disdegnare un approccio sentimentale ove previsto (vedi Filippo e Simona). Molti dei personaggi che hanno varcato la porta rossa, soprattutto coloro entrati in ritardo, sono finiti ben presto per passare inosservati. E’ il caso della deejay Isa, per esempio. Pure la coppia madre-figlia Patrizia-Eleonora non è riuscita a giungere fino in fondo, e il binomio familiare, che tentava di ricalcare quello padre-figlia del GF4, è fallito miseramente. Maggior fortuna, come tradizione, è toccata ai personaggi recuperati dalle imitazioni di Mai Dire Grande Fratello. In studio, non sono mancati scontri accesi e tentativi ben orchestrati di virare verso il gossip tagliente: a partire dal tradimento ripreso dalle telecamere di Verissimo di Flora, la ex fidanzata di Filippo, fino all’acceso diverbio tra Eleonora e il suo fidanzato, che ha avuto parole di fuoco, una volta entrato in studio, nei confronti dell’amata e della madre Patrizia, passando poi per i regolamenti di conti in diretta tra l’eliminato e i suoi accusatori inquilini ancora nella casa, dopo aver visionato i confessionali più pesanti. Insomma, alla spettacolarizzazione delle vicende della Casa si è preferito aprire la porta al gossip esterno, sfruttando la scelta già fatta dalla Perego con la seconda edizione de La Talpa, conclusasi con un bilancio nettamente inferiore alla prima edizione, sempre da lei condotta, ma su RaiDue. Un altro grosso bug si è rivelata senza dubbio la leggerezza con cui concorrenti e autori hanno interpretato il regolamento del reality: non dimentichiamo il rientro di Fabiano dopo la doppia eliminazione a suon di 100mila euro, o la presenza di un fantomatico cellulare in mano ad Augusto, nelle immagini pizzicate da Striscia La Notizia. Tutti elementi che avevano finito per accusare una presa di posizione netta da parte di autori e pure conduttrice, animati dalla volontà di far esultare il proprio beniamino. Brutta, inoltre, la caduta di stile in occasione del ballottaggio nella prima puntata tra Augusto De Megni, poi vincitore della sfida e del reality, e Danilo Dettori, per entrare nella Casa. Un umbro rapito da piccolo dall’Anonima sarda contro un sardo che si aspettava di poter essere rapito dal Grande Fratello. Una contrapposizione senza dubbio di cattivo gusto. La spuntò Augusto – trainato sicuramente dalla forza del suo passato – mentre Danilo, il suo avversario per una sera, non tardò a manifestare il proprio disappunto prima verso i vertici della produzione e poi ai microfoni di Striscia La Notizia. Non è stata forse all’altezza del prestigioso incarico neppure Alessia Marcuzzi, subentrata all’esuberante Barbara D’Urso: la bionda ex Iena è apparsa spesso impacciata, eccessivamente permissiva e troppo coinvolta dalle storie dei ragazzi, da risultare ingenua e poco spettacolare nei confronti del pubblico. Una conduzione a tratti approssimativa, poco personale, che non si è ripresa neppure con il passare delle puntate. Per carità, era il suo primo impegno vero e duro, e non è stato passato in pieno. E’ mancata, purtroppo, la sinergia pubblico-concorrenti-opinionisti: nessun ospite mai di rilievo, se escludiamo gli ingressi dei vip a Sanremo e nella finale, nessuna voce importante in platea, gli ex-concorrenti con poche possibilità di dire la propria, e pubblico quasi sempre silenzioso, tranne – almeno qui – nei momenti dei fischi o degli applausi. Bocciate, a mio giudizio, pure le innovazioni portate dagli autori, nel tentativo di rinvigorire il format, evitando così il rischio disaffezione del pubblico. Seppur interessante la mossa di far partire il reality dalla casa dei Tapini, la divisione affermatasi in due gruppi e in due case diverse ha finito per aumentare la dispersione delle personalità e conseguentemente la difficoltà per il pubblico di affezionarsi ai personaggi. Lo ricordiamo, la divisione in gruppi non funzionò neppure nell’ultima edizione dell’Isola Dei Famosi, tanto che dopo poche puntate il gruppo era stato ricompattato. Si è sentita la mancanza del tugurio, accennato in un paio di serate ma non portato avanti, così come la mancanza della suite, mascherata da Casa dei Nababbi.

I COMPLIMENTI DI PIERSILVIO // Piersilvio Berlusconi, vicepresidente Mediaset, è raggiante all’indomani della finale del reality, nonostante la decantata diminuzione di interesse attorno al reality, e così si esprime nel tradizionale comuncato stampa trionfale: «La sesta edizione di Grande Fratello è stata eccellente e ha raccolto risultati al di là delle nostre aspettative. L’effetto novità ha lasciato il posto all’effetto professionalità». Applausi alla nuova conduttrice: «Alessia Marcuzzi: perfetta. Al primo tentativo è riuscita a essere autentica e spontanea pur governando con sicurezza un meccanismo complesso». E agli autori: «Tante buone idee dagli autori: ogni nuova puntata ha garantito sorprese confezionate con accuratezza e rispetto di un format che si conferma il più solido e il più forte del genere reality». Non poteva mancare l’esaltazione per i ricavi grazie al servizio a pagamento sul digitale terrestre: «Grande debutto delle 24 ore su 24 sul digitale terrestre Mediaset Premium. Successo commerciale a parte – triplicato il numero medio di carte prepagate vendute – l’offerta con contenuti esclusivi ha avvicinato al digitale terrestre, oltre agli appassionati di calcio e di cinema, anche il grande pubblico che ama la televisione come mezzo e il prodotto d’intrattenimento innovativo».
«Tutto questo –
conclude – ci spinge con entusiasmo a pianificare la settima edizione di Grande Fratello per la primavera 2007. Complimenti a Endemol per l’ottimo lavoro svolto e un ringraziamento a tutto lo staff di Mediaset».

IL FUTURO DEL GRANDE FRATELLO // Lo ha ricordato appena più sopra il piccolo Berlusconi: ci sarà la settima edizione del reality, previsto naturalmente per la primavera 2007. Rinnovata dunque la fiducia ad un format che, nonostante un calo rispetto alle prime edizioni e un logorio dell’effetto sorpresa, permette a Canale 5 almeno un 30% di share assicurato. Per la conduzione non c’è ancora nulla di definitivo: benchè Piersilvio abbia elogiato la Marcuzzi, non ha spifferato nulla sul suo futuro nel reality e lei, Alessia, aveva già fatto intendere che si sarebbe candidata per la seconda volta: «Accetterei subito» ha affermato, se le proponessero il bis. Il suo contratto a Mediaset, però, scade a giugno e, dice a Repubblica, «dobbiamo parlare di quello nuovo. Mi sono sempre trovata bene con loro. Ci sono vari progetti in vista ma nulla di definito». E’ però altrettanto evidente che, nonostante i continui scervellamenti da parte degli autori e le molteplici soluzioni adottate dalla produzione, anche alcune discutibili e rischiose (come il rientro di Fabiano nella serata della doppia eliminazione), la formula attuale non pare tirare più. Ok, d’accordo, ascolti sempre elevati, per carità. Sarà colpa del cast, non all’altezza dei precedenti? O forse della conduttrice Alessia Marcuzzi, apparsa imbambolata e spesso ingenua, rispetto all’autoritaria Bignardi e all’esuberante D’Urso? Io proporrei di dare un’occhiata al format vincente (vedremo poi per chissà quanto) dell‘Isola Dei Famosi e alla continua sinergia pubblico-concorrenti, con l’intreccio dei vip in studio a dire la propria e con la continua sdrammatizzazione delle vicende dei protagonisti del reality. Mediaset può godere di una spalla invidiabile, la satira della Gialappa’s: perchè non integrare Mai Dire Grande Fratello direttamente nella puntata serale, con siparietti degli imitatori? Sono tante le peculiarità da rispolverare o da aggiustare, in un format che, nonostante il 30% di share, mostra crepe evidenti, a partire dalla leggerezza del regolamento, e che chiede a gran voce una evoluzione. Verso il varietà, strada tentata (a mio parere con successo) da La Fattoria?

AIART DI NUOVO ALL'ATTACCO CONTRO IL PREMIO DEL GRANDE FRATELLO

Devo ammettere che ho una sregolata propensione a focalizzare la mia attenzione sulle critiche che quotidianamente qualcuno, da qualche parte nel globo, indirizza spietatamente verso la televisione. Non so perchè, ma provo un sadico eccitamento nel sentire le innumerevoli accuse, composte con assoluta padronanza lessicale e formale, tanto che qualche volta inorridisco di fronte alle dichiarazioni. Questa volta, a capitare sotto tiro, è di nuovo Luca Borgomeo, presidente della onlus AIART, l’associazione dei telespettatori di stampo cattolico che, dopo aver attaccato a più riprese Distraction, il game show di Teo Mammucari, ora ci riprova ancor più agguerrito contro il Grande Fratello, che ha concluso la sesta edizione proprio giovedì scorso incoronando vincitore Augusto De Megni (nella foto tratta da Sorrisi.com) che si intasca un bel bottino di novecento mila euro. Un premio che rasentava pure il milione, se non fosse stato per la farsa del rientro in ciurma del terzo classificato finale, Fabiano Reffe il quale, a poche puntate dal termine, era stato ripescato dagli inquilini in extremis mandando in malora un centinaio di migliaia di euro. Un premio che, comunque, rimaneva eccessivo per molti "moralisti", chiamiamoli così, che hanno colto subito e pure a posteriori questo sacrilegio come pretesto per una critica senza remore.

Ecco cosa dichiara Borgomeo all’agenzia ADNKRONOS: «Il Grande Fratello è il frutto di una sottocultura che purtroppo sta prendendo piede nella nostra società e che privilegia l’apparenza alla sostanza, finendo così per rovesciare la scala dei valori e dei principi che costituiscono il tessuto connettivo di una comunità e del suo patto sociale». Fin qui la doverosa postilla iniziale, un po’ di fango gettato non fa mai male. La definizione di sottocultura è originale, perlomeno non si tratta delle solite argomentazioni ritrite. No, questa volta ci si addentra nella sociologia antropologica, perbacco. Roba da acculturati. E prosegue, questa volta prendendo come bersaglio il famigerato premio finale: «E’ immorale che il vincitore metta in tasca 900mila euro per non fare assolutamente nulla: un vero scandalo. Uno schiaffo alla miseria, uno sperpero di risorse in un certo senso pubbliche, visto che per mandare in onda quella trasmissione viene utilizzato l’etere che, fino a prova contraria, è un bene di tutti, della comunità, dello Stato». Diamine, sto sbiancando. Passi pure l’immoralità, lo schiaffo gratuito e sonante alla miseria, ma che ci sia uno sperpero di risorse pubbliche ne siamo sicuri? Verrebbe subito da dire: beh, Mediaset è privata, chissenefrega, mica sono i soldi di noi contribuenti. Non è errato, in effetti, dire così. Ci saranno tanti sponsor dietro il GF da permettere un premio del genere. Forse Borgomeo non intendeva propriamente il canone, ma l’ETERE, sì, avete sentito bene. L’etere, signori. L’aria che respiriamo, pure. L’atmosfera, che permette di veicolare il segnale, di farcelo arrivare nelle nostre case. Il GF lo inquina, diamine. Inorridisco e mi spavento: mi stupisco di quali argomentazioni si tirino fuori pur di manifestare il proprio fremente disappunto senza correre il rischio di risultare banali e ripetitivi. L’arma ora è quella dell’esagerazione verbale, se ne sparano di ogni, si esalta lo sproloquio. Aberrante, davvero. Non serve aggiungere che una giustificazione del genere sia offensiva e risibile.

Ma Luca Borgomeo prosegue nella sua egloga tagliente accusando – nell’evidente ed esasperata esagerazione della generalizzazione – i produttori del format, rei di dare ai giovani «un pessimo esempio e veicolano un messaggio devastante, non solo perchè quella trasmissione è un chiaro esempio di tv spazzatura, ma anche perchè un premio così elevato può riuscire a convincere i giovani che basta fare niente per guadagnarsi una cifra che una persona comune non riesce a mettere insieme nemmeno in una vita di onesto lavoro». Sorvolerei sulla labile definizione di tv spazzatura, inquadrabile da più punti di vista e con conclusioni delle più disparate. Al massimo dico qualcosa sulla questione del premio, per carità, elevato, ricordando che tanti altri programmi, a partire proprio dall’intoccabile (il perchè ancora non me lo so spiegare) Affari Tuoi, venditrice di sogni a pacchi grazie al meccanismo della fortuna sfondata, finendo con mezzi più istituzionali e sociali come Lotto, SuperEnalotto e concorsi a pronostico. In questo contesto più ampio, la critica dritta al GF appare riduttiva e al di sopra delle parti. Soltanto perchè la vincita cospicua si può realizzare attraverso uno show televisivo basta per raggiungere la deprecabilità del contesto? Per non parlare di altri show, da Miss Italia ai reality vip: vendono nuove possibilità di collocazione sociale, non gestito necessariamente dal mittente (il programma in questione) ma dall’apparato sociale. Quello di Borgomeo è un attacco generalizzato e per questo sterile, che finisce per sparare nel mucchio delle banalità, senza proporre una soluzione ma limitandosi alla distruzione. Sono piuttosto la società e il sistema dei media a creare il vero squilibrio, ad enfatizzare personaggi e situazioni fino allo sfinimento. E’ questo, per me, la vera malattia, da combattere e sconfiggere. Non un premio che potrà pur cambiare la vita, ma non rappresentare un pericolo così nefasto per l’intera umanità. Sarò pure cinico, ma non sono soldi miei, fino a prova contraria.