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RAIDUE HA '7 VITE': BASTERANNO PER EVITARE COSTANTI DECESSI?

Ci risiamo. Alla Rai hanno ancora voglia di sperimentare, nonostante un’impressionante catalogo di fallimenti senza appello nel settore sit-com. O minifiction. Oppure reality-com. Perchè farà parte di questa nuova esuberante categoria il nuovo progetto per il preserale autunnale di RaiDue, 7 Vite. Il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà è imperterrito: dopo gli onori raccolti al FictionFest di Roma, dove si è esaltato al ritmo delle strepitose fiction prodotte per l’azienda di Stato e dove ha ribadito – semmai ce ne fosse stato bisogno, viste le evidenze – che ce ne saranno sempre di più e più, garantisce – viste le evidenze – massimi sforzi anche in quei prodotti tradizionalmente invisi alla tv pubblica, quelle sit-com così tanto divorate dai giovani e invece profondamente ignorate quando vengono distribuite nella triade di canali Rai. Le conferme di continue débacle non si contano più: prima fu Cotti & Mangiati con Flavio Insinna e Marina Massironi, poi venne il flop – tutto italiano, però – di Buttafuori su Raitre, e sempre sulla terza rete il neonato Colpi Di Sole se la sta passando malissimo. Abbiamo escluso l’altro disastro, Sottocasa, classificabile come soap-opera e naturalmente come ennesimo tentativo fallito di imporsi in questo particolare settore, nel quale la concorrenza di Mediaset se la cava decisamente meglio. E ora arriva 7 Vite. Se a questo drammatico case history ci aggiungiamo le precarie premesse dalle quali la sedicente reality-com (meglio situation comedy, basta con gli affascinanti ma vuoti neoinglesismi) tenterà di sopravvivere, ci sono tutte le condizioni per mettersi subito in agitazione.

Come si conviene da gentiluomini, però, prima annotiamo qualcosina del nuovo progetto, girato nel centro di produzione tv Rai di Napoli – nel quale dovrebbe svilupparsi anche la soap Agrodolce, ancora in stand-by – e prodotto dalla Publispei, soggetto di fiducia della Rai, visto che le ha fornito il successo Un Medico In Famiglia. 7 Vite è incentrato sulle vicissitudini di un ragazzo (Luca Seta) caduto in coma a 15 anni e improvvisamente risvegliatosi a 30 anni, gettando d’impulso gli occhi in un mondo profondamente modificato. Davide, questo il suo nome, ritorna così a casa, dove riassapora la presenza della sorella, del suo amico d’infanzia e della madre di quest’ultimo: è mosso da una grande voglia di crescere, di recuperare il tempo perduto, senza sapere che finirà innamorato della cugina (interpretata da Elena Barolo, ormai attrice dopo l’esordio a CentoVetrine) mentre la sorella è rimasta ancora singole e il suo amico continua a cibarsi di Playstation e video porno raccattati su Internet. Una trama tutto sommato interessante: perlomeno non si approfitta dello stra-abusato metodo di ripresa a telecamera fissa e permette un racconto di respiro più ampio. Ma ovviamente qui iniziano i dolori. Parecchi.

7 Vite sarà realizzaa dal vivo, davanti ad un pubblico vero. Esempio lampante, è quello di Buona La Prima! di Ale & Franz, che su Italia 1 ha ottenuto buoni risultati: lì i due comici improvvisavano senza copione, qui gli attori del serial recitano misurandosi però immediatamente con la platea, le cui «risate, se ci sono, sono vere» precisa puntiglioso il direttore di Rai Fiction Saccà, che spiega al Corriere Della Sera: «Il principio è un po’ quello teatrale: gli attori provano le scene e poi recitano dal vivo al piccolo gruppo di spettatori». Che ovviamente saranno il parametro primo per valutare il successo o il fallimento del progetto. Per il momento i gruppi di spettatori scelti da nord e sud per valutare alcune puntate-pilota sembrano aver fornito indicazioni positive, come conferma lo stesso Saccà: "Sono piaciute soprattutto ai giovani – dice – non sapendo da quale rete fossero prodotte". E’ proprio qui, in questo punto dolente, che si annida l’inghippo, che da solo basterebbe a palesare i primi forti sentori di malriuscita. I giovani assoldati per giudicare le puntate-pilota non sapevano a quale rete fosse destinata la sit-com, ma hanno provato ad indovinare, così prima hanno pensato che si trattasse di Italia 1 e poi di Canale 5. Soltanto dopo, forse allo stremo e forse in mancanza di ulteriori alternative – Raiuno bocciata e Raitre pure, nonostante gli ultimi tentativi – hanno pronunciato RaiDue. Il che darebbe immediatamente l’idea che, se l’obiettivo fosse quello di arpionare il pubblico giovane, l’unico risultato sarebbe il disastro. E invece per Saccà i giovani-cavie «avevano percepito la modernità del progetto» e per questo soltanto per ultimo avevano nominato RaiDue. Beato lui che ci crede.

Come se non bastasse una sfacciata evidenza di inseguire il target di riferimento nel canale sbagliato o perlomeno quello meno indicato – e il bello è che neppure gli altri due farebbero al caso… -, i più puntigliosi fanno notare come 7 Vite nasca da un format spagnolo. Rigirando con maledetta benevolenza il coltello nella fastidiosa piaga dell’utilizzo di sceneggiatori stranieri quando qua in Italia di menti ne avremmo a volontà. E Saccà è laconico: «Speriamo così di ridurre i rischi al minimo». Ovvero: fiducia zero nella ciurma creativa made in Italy. La motivazione è eccezionale quando inopportuna: «Ci misuriamo in un campo poco esplorato: una produzione di tipo industriale, con un linguaggio fortemente innovativo». Siamo davvero curiosi di sorbirci queste millantate innovazioni, anche perchè le soluzioni sono due: o queste piacciono e quindi via libera agli applausi per l’obiettivo centrato, oppure queste non piacciono e così si dirà che sperimentare è inutile perchè tanto il pubblico italiano non capisce le innovazioni. Un bivio complicato, che di certo non spiega il perchè dell’ennesima adozione di un’idea straniera, anche perchè c’è sempre di mezzo l’insostituibile adattamento italiano, che ritocca o stravolge il copione originario. E anche in questo caso, a seconda dei risultati, si potrebbe sparare a zero contro un format seguito pedissequamente o un riadattamento di scarso successo perchè troppo lontano dall’originale. Le premesse, come detto, non sembrano sprizzare ottimismo, anche perchè, a rincarare la dose, ci si mette di mezzo anche la collocazione oraria: 7 Vite sostituirà, udite udite, la striscia quotidiana delle 20.00 di Tom & Jerry, dagli ascolti assicurati. Quando qualcuno tenta un’esperimento va sempre lodato, e maggiormente applaudito quando prova a scompaginare scelte di palinsesto che, benchè fruttino ottimi ascolti, sono più stantie di una mela ammuffita. Ed infatti ora il rischio è questo: riuscirà 7 Vite a non far rimpiangere la striscia di Tom & Jerry in quanto ad ascolti, oppure un fallimento – dato per scontato, visto il trend negativo delle ultime esperienze – decreterà il ritorno del sempre uguale (ovvero cartoon prima dell’edizione serale del TG2? Ci sono sempre le guest-star (come Maria Amelia Monti, Max Tortora, Nino Frassica ed Amanda Lear) pronte a raddrizzare la faccenda, ma senza la garanzia che basti una faccia nota – o le rassicurazioni ottimiste del fido Saccà – a risollevare morale ed ascolti.

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'COLPI DI SOLE' NON DECOLLA, ANZI PRECIPITA. DALL'ENTUSIASMO DELL'ESORDIO ALLA RASSEGNA DEI PECCATI

Inutile girarci attorno, Colpi Di Sole non funziona. I dati Auditel sono piuttosto loquaci quando si tratta di sottolineare con appetente sconforto il precoce fallimento della nuova sit-com di RaiTre, tanto da dover rimpolpare senza riserve il manipolo di produzioni Rai che non hanno raccolto quanto auspicato, e sì che ce ne sono. Colpi Di Sole non cattura nessuno, l’appuntamento domenicale sfugge pure all’Auditel, il sabato raccoglie bricioline già spezzettate: il 16 giugno è scesa inesorabilmente al 3,23% di share con 536.000 spettatori, cifre da La7, senza che l’incentivo alla visione portato da Luciana Littizzetto, autrice di un cameo di cui si parlava fin dalle anticipazioni, sortisse alcun effetto, anzi. L’ascolto è precipitato, anche se RaiTre non s’è certo svenata nel promuovere la puntata speciale. Ma d’altronde nessuno si lamenta, o perlomeno non pare di sentire mugolii nei piani alti di Viale Mazzini: forse consci che si tratta di una sit-com senza pretese? E quindi da sistemare comodamente in estate, fuori da logiche Auditel e soprattutto in access-prime time su Raitre, tempi e luoghi meno indicati per una trasmissione che cerca i giovani?

Le strategie di palinsesto, apparse immediatamente suicide specialmente per un prodotto nuovo, ora però sembrano lasciare il posto ad una ventata piuttosto gelida di stilettate nei confronti di Colpi Di Sole. Che al sottoscritto non dispiacque più di tanto alla prima visione, tanto che anche Aldo Grasso si adoperò in una recensione sul Corriere che lasciava volentieri spiragli di sorriso. Fattore entusiasmo a prescindere, evidentemente. Perchè se si cerca di penetrare con insospettabile arroganza tra i tessuti della sit-com, si scovano inconvenienti pecche, a prima vista magari ignorabili, ma che alla lunga, divenendo ripetitive, possono frenarne la visione. MilleCanali parla così di Colpi Di Sole:

Colpi di sole è l’ennesima sitcom (questa volta su RaiTre) che fa un po’ fatica a farsi apprezzare, nonostante le buone intenzioni degli autori, i quali avevano annunciato che nella sitcom si sarebbe parlando di problemi dei nostri tempi (famiglia, omosessualità, ecc..). In realtà c’è lo sberleffo continuo e irriverente, la scenografia è splendida, colorata e accattivante, ma i testi ricordano un po’ troppo quelle della Premiata Ditta e le trovate sono a volte incomprensibili o per niente esilaranti. Un centro estetico femminile, diretto da un parrucchiere rigorosamente gay (un luogo comune dei più diffusi, ma gli autori si riscattano quando lo fanno cadere in crisi perché si stente attratto dalle donne), una manciata di shampiste (rigorosamente stupide), clienti noiose, troppo esigenti e la solita telecamera fissa, nascosta dietro uno specchio che amplifica eccessivamente le vicende e costringe i protagonisti a fissarla, appesantendo il tutto.

Tralasciando colpevolezze eccessive, selvaggiamente rintracciate nell’analisi sopra, è comunque evidente che in Colpi Di Sole c’è una insostenibile leggerezza di dialoghi, personaggi e scenette che rasenta una prematura insopportabilità. Una sit-com che nasce già macchietta, che cerca di ironizzare sul mondo unto e colorato di un salone di bellezza, finendo per ritrarre con una goliardia superflua la propria caricatura, enfatizzandone senza maestria i tratti più pruriginosi e discordanti. Anche Mirella Poggialini, dalla sua rubrica su Sorrisi & Canzoni TV, non lesina qualche accesa critica:

CINQUE a Colpi di sole di Raitre, che vorrebbe catturare gli spettatori di Fazio ma propone una serie di scenette scipite e farsesche, recitate con spigolosa rigidità e poco spiritose: la forfora come metafora è sgradevole, i rimandi satirici sono deboli. Dov’è la sceneggiatura?

La sceneggiatura c’è, ma è ben nascosta, e anche quando c’è da disquisire di attualità e problematiche esistenziali, sembra di tuffarsi in un bollettario di gags demenziali che non certo sguazzano in una spigliata analisi, preferendo invece vendersi con sfacciata frivolezza alla ricerca di una battuta che spesso tradisce. Il cast non se la caverebbe poi così male, se si togliesse d’impaccio da quelle urticanti maschere nevrotiche che si sono appiccicate con coraggio, immolandosi ad una comicità spiccia che travalica la più brillante irrealtà. E poi c’è quella telecamera fissa, divenuta ormai stra-abusata e icona di un genere già inflazionato. Una modalità di ripresa divenuta insostenibile se ci si mettono perfino gli sguardi fissi a privarci di un minimo di serietà realizzativa. Il problema delle scelte di palinsesto potrebbe anche accoppiarsi a questa brulicante scorpacciata di nei: cambiare collocazione lo si fa sempre prima di dichiarare il decesso. Ma sembra che alla Rai, piuttosto che tentare di valorizzare una propria produzione, anche se magari non proprio così eccelsa ma comunque degna di essere testata in condizioni ottimali, ci si accontenti di occupare spazio vuoto in palinsesto, senza preoccuparsi di flop da dover gestire, visto che siamo fuori da periodi di garanzia. Magari, prima di riproporre una sit-com in tv, ci penseranno di più.

PER LA RAI LE SITCOM SONO UN TABU': NEPPURE 'COLPI DI SOLE' EVITA L'ENNESIMO FALLIMENTO

Gli affari vanno malino. Forse maluccio. Oppure male male. In casa Rai si continua a sonnecchiare inermi di fronte alle difficoltà di apprezzamento verso le sit-com sfornate da Viale Mazzini per conquistare i giovani, stregati dalle magie di Italia 1. Ma l’ultimo esperimento in ordine di tempo sta cavalcando con imperiosità il viale ombrato del fallimento. Colpi Di Sole non decolla, neppure con le rotelle ai piedi e il pilota automatico: la seconda puntata ha fatto ancora peggio, precipitando dal 5,16% al 4,74% di share, in un weekend ancor più sazio di aurea estiva ma non certo complice di un calo così impercettibile da risultare pericoloso. La parola flop sta per cadere inesorabile come un’ascia chiodata sulla testa di autori e sceneggiatori, benchè il prodotto finale, sfidando puntuali critiche preventivenon sia neppure così disprezzabile. Ma a molti è indigesta a priori la telecamera fissa, operazione di ripresa lanciata da Camera Cafè e unico metodo legittimo per programmi di questo tipo: da uffici a camere da letto, da toilette a cabine di jet, c’è il solito imperturbabile oblò a consentirci di spiare dialoghi e battute, una formula di successo che si è levigata con lo scontato abuso.

Ma il problema va oltre il singolo caso. Colpi Di Sole, tutto sommato una sit-com veloce e divertente, sconta una collocazione suicida, piegata al weekend che elimina i giovani dalla poltrona e ad una rete, RaiTre, che ai giovani non ha mai parlato. In altri lidi, magari quelli già floridi di Italia 1, ad un’orario accettabile, avrebbe potuto trarre un minimo d’onore, nonostante quella ripetitività di genere che segue le tristi orme della moltiplicazione indiscriminata dei reality-show. Ma a Viale Mazzini non sono stati capaci per ora di imbeccarne una, che fosse degna di nota. Con Magnolia si puntò su Cotti E Mangiati, spiattellata con ottimismo nell’access-prime time di RaiUno, prima di doversi accontentare delle briciole lanciate da Cultura Moderna. Da lì allora lo spostamento alle 14.00, una mossa scellerata che vide cadere lo share dal 17% al 9%, nella morsa infernale delle soap opera di Canale 5 che non ebbero nessun riguardo quando falcidiarono la neonata Sottocasa. Si salvò il salvabile piazzando la sit-com alle 17.00, orario da sbadiglio post-spuntino, gli ascolti rinsavirono ma non così tanto da far sperare ad un nuovo ciclo di episodi.

Ma si sa che prima di abbozzare un intervento, l’allarme deve suonare beato almeno due volte. La seconda scampanellata, sempre a luglio 2006, la offrono Valerio Mastrandea e Marco Giallini nel ruolo di Buttafuori, ore 20.00 su Raitre. Si parte con un 6,32% di share, ma i sorrisi non si sprecano di certo, si rimane in balia tra il 5% e il 7% e parlare di successo è come dire ad un muto di urlare. Però per fortuna c’è l’occasione di un riscatto, al Mipcom di Cannes: la Fox compra il format della Wilder per ridistribuirlo con il titolo Bouncers un po’ ovunque (dal mese scorso è in onda su Sky, canale FX). E’ lo stesso destino capitato alla fiction 48 Ore: due prodotti che riscossero magri ascolti, prima di ottenere una consacrazione che, a prima vista, non sembrava poi così scontata.

Antonio Marano, grande capo di RaiDue e illustre conoscitore di scommesse perdute, da settembre scorso ha calato l’ambo, partorito dalla voglia matta di sperimentare a qualsiasi costo, anche solo per evitare che la prevista (imminente?) detronizzazione avvenga senza lasciare la lapide intonsa. Marano inizia in silenzio con Andata & Ritorno, sit-com mignon che vorrebbe parlare di attualità nei vagoni della metropolitana ma, piazzata dopo il TG2 delle 18.30, raccoglie il 6,59% all’esordio, per poi veleggiare sotto il 5%. Non funziona, però è un esperimento e almeno applaudiamo per lo sforzo. Compiuto anche dal duo Enrico Bertolino e Max Tortora, novelli Piloti della Piccione Airlines, ma con medesimi – ovvero scarsi – risultati: si parte dal 3% per toccare il 7-8%.

Un filetto imbarazzante che testimonia l’estrema difficoltà della Rai ad intercettare il pubblico giovane, quello che dovrebbe sorbirsi questi capolavori. Italia 1 è il modello di questa affannosa ricerca. Ma se Camera Cafè, per dirne una (e unica), che raccoglieva mediamente il 10% di share, toccava le cifre record del 27% tra i giovani, le sit-com Rai non registrano sensibili apprezzamenti dalla fascia più redditizia, riscontrando addirittura percentuali migliori tra il pubblico più vetusto, proprio quello che dovrebbe invece spegnere la televisione. Una grana non da poco, per i dirigenti di Viale Mazzini, sempre più interessati ad intraprendere politiche di svecchiamento del pubblico televisivo, operazione che perlomeno a RaiUno pare quasi proibitiva, ma che neppure negli altri canali minori riscuote risultati positivi.

COLPO ALLO STOMACO PER L'ESORDIO DI 'COLPI DI SOLE'. A PARTE QUELLA COLLOCAZIONE DA SUICIDIO

Per una volta che io fossi stranamente ottimista, eccoti puntuale la mazzata col tremendo sogghigno. Colpi Di Sole, nuova sit-com a telecamera fissa di Raitre, esordita domenica sera alle 20.30, è immediatamente caduta nel fosso. Un ascolto risibile, 1.007.000 telespettatori, con uno share da briciole, 5,16%, numeri che Fabio Fazio moltiplicava almeno tre volte, celebrando Che Tempo Che Fa. E’ alquanto becero sfoderare in primis le sentenze sputate dall’Auditel, ma è quello che viene meglio un po’ a tutti ed è quello che consente anche di spaparanzarci in una distesa rumorosa di variegate spiegazioni.

La sit-com non è affatto male: giovane, spigliata, irriverente ma mai trasgressiva, veloce e ritmata. Esattamente tutti elementi che nessuno si sognerebbe di trovare su RaiTre, la storica rete dell’impegno culturale, dei temi importanti, degli approfondimenti politici, di tutte quelle menate che esulano dall’intrattenimento spiccio e dalle derive trashiste della tv di giornata. Rete sbagliata, ma anche collocazione sbagliata, per la gioia di chi si adopera ad aggiungere sfiga su sfiga: chi vuoi che ci sia a cena il sabato e la domenica sera, perdipiù giovane, a sorbirsi le avventure della parrucchieria più stramba della televisione? A parte mia nonna e le sue santissime amiche, direi nessuno. E il mistero è così profondo che sopravvive allegramente, sbeffeggiando chi ha lavorato col sudore per far ridere qualche anima pia. Perchè di qualche anima pia, ahimè si tratta, ed ora magari in Rai qualcuno penserà pure che forse RaiDue sarebbe stata più idonea alla trasmissione, se non altro per scansare le insopportabili strisce di Tom & Jerry, ormai stantiee come gli scheletri dei Faraoni.

Le potenzialità di Colpi Di Sole, di cui ha tra l’altro parlato bene pure Aldo Grasso – uno che se c’è da mazziare, lo fa senza guanti e senza paura – erano caruccie e valide, pur senza gridare all’eccellenza, dote ormai sparita: poche banalità, caparbi rimandi realtà-fantasia, accenni d’attualità con venature irriverenti, macchiettismo verace e sorprendente. Naturalmente a dispetto delle solite mortificanti aspettative, quando si tratta di qualcosa che si presenta come già visto. Il già visto si riferisce all’utilizzo indiscriminato della telecamera fissa, tecnica sdoganata da Camera Cafè e poi stra-abusata ovunque. In effetti, il metodo di ripresa peculiare di questo tipo di prodotto aliena forse un po’ troppo le caratteristiche dei personaggi dalle situazioni, rendendo i protagonisti parodie di se stessi e forzatamente finti nei confronti del telespettatore. Ma i peccati si perdonano a tutti e la succosa dinamicità degli episodi, che si sussuegono con fragrante velocità, rimedia all’inconveniente.

Però è chiaro che l’esordio ha spezzato le gambe, tritandole finemente. Senza dimenticare che in estate nessuno ha voglia di discorrere col tubo catodico, quindi figuriamoci se l’ascolto possa risalire. Oddio, noi ce lo auguriamo, ma sono appena finiti i ceri su cui sperare in silenzio.

"COLPI DI SOLE" E' LA NUOVA SIT-COM DI RAITRE. ENNESIMA CONTROFIGURA DI SERIE DI SUCCESSO?

Non le abbiamo viste ancora tutte. Dopo i reality-show declinati all’inverosimile, venne il tempo della moltiplicazione forsennata delle sit-com a camera fissa. Dapprima fu Camerà Cafè, delizioso collage di siparietti che sdoganarono il nuovo sistema di ripresa. Ora divenuto preda di qualsiasi produzione del genere che si rispetti. Venne Cotti & Mangiati su RaiUno, flop senza remore che però almeno lanciò Flavio Insinna, dovrebbero arrivare altri progetti rimasti però ancora nel cassetto. Arriverà a breve, nel weekend di RaiTre, la nuova scommessa Rai, pronta a sostituire il talk-show di Fabio Fazio, Che Tempo Che Fa, che con orgoglio si appresta a fare le valige per le meritate vacanze. Si tratta di Colpi Di Sole, ennesima sit-com che si preannuncia a telecamera fissa – almeno stando a quanto mostrano i promo in onda sulla terza rete Rai – destinata a rimpolpare la fascia dell’access-prime time, dal 3 giugno alle 20.20, probabilmente per tutta l’estate. L’ambientazione, ovvero una delle poche rimaste, dopo aerei, uffici, cucina, toilette, sarà un salone di parrucchiere per signore, luogo per eccellenza del becero gossip tra una messimpiega e un bigodino arruffato.

Ad orchestrare i flussi del pettegolezzo, suffragando così le solite ovvietà da stereotipo, ci sarà l’immancabile coffeur/proprietario del locale dichiaratamente gay, Rocco – interpretato da Paolo Giovannucci, nome alquanto sconosciuto – che dovrà tenere a bada un esercito di signore facoltose e poco incline al silenzio, tra una chiacchera e l’altra con Manuel Casella, che interpreta il barista del bar a fianco del salone di bellezza e che duiventerà presenza costante delle conversazioni delle clienti. Per l’ex naufrago dell’Isola Dei Famosi, fidanzato di Amanda Lear, sarà l’ennesima occasione di farsi notare, dopo le ultime apparizioni come inviato del reality La Sposa Perfetta, attualmente in onda su RaiDue. Insieme a Casella, pare sia confermata la partecipazione a uno o più episodi di Luciana Littizzetto (nella foto), che per fortuna raddrizzerà con la sua surreale comicità un menabò che non sembra offrire pregevoli spunti per ridere e sdrammatizzare, ma anzi agita il rischio di amplificare le banalità: il coiffeur Rocco proverà attrazione per una ragazza, che naturalmente gli scombussolerà la vita, come nella migliore tradizione. L’elemento omosessuale è ormai divenuto una presenza costante nelle fiction italiane: stavolta l’hanno conficcato nell’ambiente gay-friendly più consono, un salone per parrucchiere, sperando che non affoghi negli immancabili gridolini da diva che dipingono le macchiette da baraccone.

RaiTre ha già nella memoria il flop di Buttafuori, sit-com che ha vissuto in un profondo anonimato, prima di essere coccolata dalle televisioni estere, che l’hanno molto apprezzato. Non gioverà alla causa neppure la collocazione nel fine settimana, tradizionalmente portatrice di un bacino di pubblico più limitato. Ma la scanzonatura del progetto mi fa stranamente pensare positivo. Il che è abbastanza raro.

"COTTI & MANGIATI" DAL 3 LUGLIO SU RAIUNO. MA SCORDATEVI LE INNOVAZIONI

Ieri Il Corriere Della Sera parlava del 3 luglio. E’ questa – a scanso di ulteriori ripensamenti dalla stanza dei bottoni di RaiUno – la data di partenza della nuova sit-com – o meglio, minifiction, Saccà è attento alle definizioni – della rete ammiraglia Rai, Cotti & Mangiati, di cui da qualche giorno è in rotazione il promo, macchiato però da quel prossimamente che non fornisce ancora la conferma dell’avvio della nuova produzione Magnolia. Inedita, rispetto alle anticipazioni che avevamo fornito nel post generale e nell’ultima analisi, è la collocazione oraria prospettata dal quotidiano. Non più gli ultimi minuti della fascia pre-serale, in access-TG1, ma subito dopo la testata giornalistica, alle 20.30, per sei minuti – anche se il Corriere, relativamente alla questione di durata, non è chiaro, parla di 4 episodi da 6 minuti l’uno in successione, mentre in avvio di articolo parla di cinque minuti globali, boh – o appunto direttamente in sostituzione di Affari Tuoi, diviso tra la riconferma autunnale e l’anno sabbatico, con Mister ancora in panchina ma in attesa di un cenno dalla dirigenza per scendere in campo. Le indiscrezioni erano fondate sul cast della sit-com, che poggia sui volti noti di Flavio Insinna e Marina Massironi, e sul nome alla regia, quello di Franco Bertini, spalleggiato da Fabrizio Gasparetto, uno dei dieci sceneggiatori, già firma di Camera Cafè, la sit-com alla quale oggi tutti si ispirano. Il format – si ribadisce con saccenza misto orgoglio – è tutto italiano, Rai Fiction.

Per i dettagli inopinatamente enfatici, vi rimando all’articolo di Valerio Cappelli, una bella promozione in piena regola – quando Cotti & Mangiati viene definito «esperimento senza precedenti», rimango basito. Ma d’altronde il Corriere non è nuovo a esaltare trasmissioni della Rai, visto che tempo fa si lanciò in un’apoteosi di complimenti sul nuovo corso stile Clerici di Affari Tuoi, dopo soltanto un paio di puntate. Mai un preambolo fu così nefasto, vista la decadenza del gioco dei pacchi e il ritorno da re della banda di Striscia. Magari questa volta il tono dell’articolo è meno spettacolarizzato, ma sembra quasi di vedere leggendo la trasmissione ApriRai che la domenica mattina su RaiDue presenta i programmi dell’azienda in una sorta di compiaciuta anteprima esclusivamente autoreferenziale. A parte i commenti dei protagonisti – che per benino spiegano ruoli, sfaccettature e isterismi del personaggio interpretato – e le annotazioni dal dietro le quinte, non scopriamo nulla di nuovo: famiglia milanese, telecamera fissa piazzata in cucina di sedici metri quadrati, scenette di vita quotidiana imperniate di battute fulminee e sketch di sottile ironia che già ci fanno assaporare le mirabolanti situazioni grottesche e talvolta imbarazzanti del duo Canalis & De Luigi a Love Bugs, altra sit-com il cui profumo aleggia già indissolubile sulla nuova produzione Magnolia. Un esempio? La moglie perde l’orecchino che finisce nel budino che stava preparando, il marito lo recupera per vie corporee, lo porta a lucidare ma comporterebbe una spesa troppo salata e così ingoia pure l’altro. Che ridere. Altra scena: il figliolo si vuol fare il tatuaggio, il papino si aspetta l’effigie di un drago e invece si ritrova la parola mamma colorata nell’avambraccio. Fantasia portami via.

Insomma, l’andazzo è questo. Risate a denti stretti – occhio alla dentiera, mi rivolgo al pubblico senile di RaiUno – umorismo forse più indicato per RaiDue, non serve rimembrare il clamoroso flop degli zoppi Mr. Bean all’italiana Lopez & Solenghi dipinti malamente da Max & Tux. Il rischio è quello. E sinceramente non si tratta neppure di tutta questa clamorosa novità, anzi. La telecamera fissa ormai sta diventando un must, la claustrofobia dilaga nei copioni, le scenette rapide e indolori rappresentano l’inflessibile dimensione dell’attenzione – e conseguente risata – del pubblico: non ci trovo nulla di così innovativo. Il responso, come al solito, lo darà il pubblico, anche se ci sarà da considerare l’attenuante del periodo estivo che un po’ falsa i risultati Auditel. Ma, visto l’andazzo che si prefigura e gli ultimi esperimenti di fiction mignon che Rai Fiction ha prodotto – ultima, la debordante inconsistenza di Sottocasa, puntualmente depennata da Centovetrine e senza soluzione di decollo a breve termine, con in più la zavorra di altre 200 puntate di pungente agonia – non mi stupirei più di tanto di fronte ad un tiepido accogliemento della stantia platea televisiva assolata.

CAMERA CAFE' E LE ALTRE: AGGIORNAMENTI SULLE SIT-COM NOSTRANE

Si avvicina l’estate, l’occhio è sempre strizzato al prossimo futuro, e interessanti aggiornamenti si profilano anche per le sit-com generaliste, che impazzano soprattutto nel frizzante palinsesto di Italia 1. Dopo due anni di intense gag e speciali in prima serata, Camera Cafè si prende un meritato anno di pausa: Luca & Paolo, insieme ai bizzarri colleghi costantemente ripresi dalla celebre telecamera fissa piazzata nel distributore del caffè, ritorneranno in pista a settembre 2007, facendo così riposare il format della Magnolia di Gori, successone pure in terra spagnola nel canale TeleCinco – di proprietà Mediaset – e seguitissimo da un ampio pubblico.

Novità anche per Love Bugs: conclusasi la seconda serie e pare anche l’esperienza di Elisabetta Canalis a fianco di Fabio De Luigi, per la terza carrellata di mini-episodi la candidata maggiormente indiziata pare sia Martina Stella, che però non ha ancora confermato i rumors web. I nostalgici della prima serie però potranno riapprezzare la prima compagna d’avventure di De Luigi, Michelle Hunziker, da lunedì 5 giugno alle 20.00 per 15 minuti.

Anche RaiUno avrà la sua sit-com a telecamera fissa: si chiamerà Cotti E Mangiati e ne avevamo già avuto modo di parlarne. Non si conosce però in questo caso la data di programmazione: probabilmente in estate, prima del TG1 della sera, ma ancora nessuna conferma.